• 15 gennaio 2018

    Arriva la PSD2 e, comunque la si voglia vedere, si aprono mille scenari per i pagamenti digitali

    E’ la nuova direttiva europea che porterà uniformità, trasparenza, sicurezza a tutti i consumatori dell’UE

    Un elenco di parole d’ordine (uniformità, trasparenza, sicurezza, semplicità) accompagnano l’entrata in vigore dello scorso 13 gennaio della PSD2 – Payment services directive – con cui l’Italia si allinea al resto d’Europa per quanto riguarda modalità e mezzi dei pagamenti on-line, mobile e non, effettuati con carte di credito o di debito.

    La PSD2 apre ad una seconda rivoluzione nel settore, aprendo la strada a nuovi protagonisti che non avremmo pensato fino a poco tempo fa potessero entrare nella gestione dei portafogli degli utenti e nelle transazioni tra le aziende. Certo, dato il portato rivoluzionario della riforma, essa non verrà attuata in blocco, ma sembra che diventerà effettiva pienamente nell’arco di 18 mesi, e questo darà tempo di entrare in gioco a tutti gli effetti ai nuovi player Over the Top (Ott), come Google, Apple, Facebook, Amazon, PayPal, e, alle banche, di adeguare le proprie tecnologie, ad esempio per rispondere ad una delle nuove regole stabilite dalla PSD2: fornire non solo ai nuovi Third Party Players (TPP), ma anche ai fornitori di servizi a pagamento (Pisp, payment initiation service providers) e agli aggregatori di dati (Aisp) come le Fintech, i dati dei correntisti, secondo modalità regolamentate, che saranno stabilite dalla EBA.

    Entrano, invece prima in vigore gli aspetti della riforma legati alla trasparenza e sicurezza dei consumatori, con l’introduzione di una serie di norme a tutela della privacy, uno degli argomenti più cari ai consumatori: a proposito di informazioni condivise tra la banca e le varie app, ad esempio, entrano adesso in gioco gli Aisp – Account Information Service – che consentiranno all’utente di tracciare tutte le transazioni e di dare, di volta in volta, il consenso all’utilizzo dei propri dati.

    A brevissimo anche la riduzione a 50 Euro della franchigia in caso di spese non autorizzate e l’accelerazione dei tempi del rimborso che, da oggi, dovrà avvenire entro 24 ore.

    E infine, la riforma pone un limite alle commissioni applicabili ai pagamenti con carte di credito (0,3%) e debito (0,2%) e aggiunge lo stop ai surcharge, ovvero l’eliminazione di qualsiasi sovrapprezzo legato all’utilizzo di sistemi di pagamento digitale.

    Il vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis è convinto della portata rivoluzionaria di queste novità e è l’ha spiegato chiaramente alla stampa: “Con l’entrata in vigore della PSD2 stiamo mettendo al bando il sovraprezzo per pagamenti con carta di debito e di credito. Questo potrebbe portare un risparmio di 550 milioni l’anno per i consumatori dell’UE”.

    Sicuramente si tratta di innovazioni e riforme che cambieranno radicalmente lo scenario, sia dal lato degli operatori e player coinvolti, vecchi e nuovi, sia dal lato dei consumatori, anche quelli che, seppur legati specialmente in Italia ancora al contante, sempre di più si spera cominceranno ad utilizzare con regolarità e fiducia tutte le potenzialità che i pagamenti digitali portano con sé.

    Ludovica Palmieri