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I RISULTATI DELLE ELEZIONI IN GERMANIA DEL 23 FEBBRAIO 2025

Il contesto

Il 2 novembre 2024, il Ministro delle Finanze Christian Lindner, esponente del Freie Demokratische Partei (FDP), ha presentato un piano economico volto a rispondere alla crisi che ha investito la Germania negli ultimi anni, con particolare riferimento ai settori dell’energia e dell’automotive:

  • energia: il programma prevedeva una netta riduzione della dipendenza dal gas russo e misure per contenere il costo dell’energia, tema di primaria importanza per la competitività dell’industria tedesca;
  • automotive: il comparto automobilistico, tradizionale motore dell’economia tedesca, ha subito una significativa contrazione. Volkswagen ha registrato un calo dell’utile del 63,7% su base annua nel terzo trimestre del 2024; Audi ha chiuso il suo stabilimento di produzione di auto elettriche a Bruxelles; BMW ha riportato una riduzione dell’utile netto dell’83,8% nello stesso periodo. Tale crisi è riconducibile a fattori strutturali quali il rallentamento dell’economia europea, l’evoluzione della normativa sui motori termici, la crescente concorrenza della Cina e le turbolenze nei mercati internazionali.

Il piano presentato da Lindner è stato giudicato irricevibile dagli alleati di governo, SPD e Verdi, a causa della sua impostazione fortemente orientata alla deregolamentazione e agli interessi del settore privato. L’impossibilità di trovare un compromesso ha portato, il 6 novembre, alla rimozione di Lindner da parte del Cancelliere Olaf Scholz. Nella conferenza stampa della sera stessa, Scholz ha dichiarato:

  • «Lindner non perseguiva il bene comune, bensì gli interessi del suo partito e della sua base elettorale. Troppe volte Lindner ha tradito la mia fiducia. Dopo le elezioni americane, la Germania deve dimostrare di essere un partner affidabile. L’economia non può attendere la scadenza naturale della legislatura».

Ciò ha provocato lo scioglimento anticipato del Bundestag, disposto dal Capo dello Stato su richiesta del Cancelliere Scholz ai sensi dell’art. 68 della Grundgesetz (GG, Legge Fondamentale), e la fissazione di elezioni anticipate per il rinnovo del Bundestag al 23 febbraio 2025.

Elezioni 2025

Candidati

Le elezioni federali anticipate del 23 febbraio 2025 hanno visto competere le principali formazioni politiche della Repubblica Federale Tedesca:

  • l’Unione CDU/CSU, guidata da Friedrich Merz, rappresentante dell’ala conservatrice e cristiano-democratica del panorama politico tedesco, ha sostenuto un’agenda incentrata sulla stabilità economica, la sicurezza e una politica industriale orientata alla competitività globale;
  • Alternative für Deutschland (AfD), partito di estrema destra guidato da Alice Weidel, ha capitalizzato il crescente malcontento sociale e le preoccupazioni relative alla globalizzazione, all’immigrazione e alla politica europea;
  • il Partito Socialdemocratico tedesco (SPD), sotto la leadership del Cancelliere Olaf Scholz, ha mantenuto un approccio socialdemocratico e riformista, focalizzato sulla protezione del welfare state, la transizione energetica e il consolidamento del ruolo della Germania in un contesto geopolitico europeo e transatlantico;
  • i Verdi, con Robert Habeck alla guida, hanno confermato la propria vocazione ecologista e progressista, ponendo al centro del dibattito politico le politiche climatiche, la giustizia sociale e un modello economico basato sulla sostenibilità e sull’innovazione tecnologica;
  • Die Linke, con candidati di spicco quali Heidi Reichinnek e Jan van Aken, ha continuato a incarnare la sinistra radicale tedesca, promuovendo politiche redistributive, un rafforzamento del settore pubblico e una netta opposizione alla militarizzazione della politica estera tedesca;
  • il Südschleswigscher Wählerverband (SSW), rappresentato da Lars Harms, ha partecipato alle elezioni in qualità di partito rappresentante la minoranza danese e frisone nello Schleswig-Holstein, esente dalla soglia di sbarramento e impegnato nella tutela delle istanze delle comunità linguistiche minoritarie;
  • il Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW), fondato dall’ex esponente di Die Linke Sahra Wagenknecht, ha presentato un’inedita combinazione di posizioni sociali stataliste, critica all’immigrazione e un approccio fortemente scettico nei confronti delle politiche economiche neoliberiste e delle strategie climatiche percepite come punitive per la classe lavoratrice;
  • il Partito Liberale Democratico (FDP), sotto la guida dell’ex Ministro Christian Lindner, ha difeso una piattaforma basata sul liberalismo economico, la riduzione della pressione fiscale e il sostegno all’innovazione tecnologica e imprenditoriale, mantenendo una posizione di equilibrio tra conservatori e socialdemocratici all’interno del sistema politico tedesco.

Sistema elettorale tedesco

Le elezioni federali tedesche si svolgono con un sistema misto proporzionale con correttivi maggioritari, disciplinato dalla Bundeswahlgesetz (Legge elettorale federale) e dall’art. 38 GG, che garantisce elezioni “dirette, libere, uguali e segrete”. Ogni elettore dispone di due voti: il primo (Erststimme) serve a eleggere i candidati nei 299 collegi uninominali, mentre il secondo (Zweitstimme) determina la distribuzione proporzionale dei seggi nel Bundestag.

L’assegnazione complessiva dei seggi avviene in base ai secondi voti, con una soglia di sbarramento del 5% a livello nazionale o l’ottenimento di almeno tre mandati diretti (i partiti delle minoranze linguistiche storiche – danesi e sorbi – ne sono esentati).

Dopo la ripartizione dei seggi, si avvia la formazione del governo: il Bundestag elegge il Cancelliere, proposto dal Presidente federale, con maggioranza assoluta (316 voti su 630). In caso di mancato raggiungimento, sono previsti ulteriori turni di voto o lo scioglimento del Parlamento.

Risultati

L’affluenza definitiva è stata dell’82,5% (49,9 milioni di voti), la più alta dalla riunificazione delle due Germanie nel 1990.

I risultati elettorali[1] hanno evidenziato un consolidamento dalla CDU/CSU e un balzo notevole dell’AfD, che si conferma una delle forze politiche più in ascesa, mentre l’SPD e i Verdi hanno subito significative perdite. Nel dettaglio, l’Unione CDU/CSU è risultata primo partito con il 28,52% dei voti (+4,4% dalle precedenti elezioni, 208 seggi), seguita da AfD (20,8%, +10,4%, 152 seggi), SPD (16,41%, -9,3%, 120 seggi), Verdi (11,61%, -3,1%, 85 seggi), Die Linke (8,77%, +3,1%, 64 seggi), SSW (0,15%, 1 seggio).

Nonostante il buon risultato in termini di consensi, non sono riusciti ad ottenere seggi, a causa della soglia di sbarramento, il BSW (4,97%) e l’FDP (4,33%, con una diminuzione del 7,1% rispetto alla tornata elettorale precedente).

In relazione alla distribuzione geografica del voto, emergono significative disparità tra le diverse regioni. L’AfD si è affermata come principale forza politica nella Germania orientale, ottenendo in alcune circoscrizioni più del 30% dei consensi. Il blocco CDU/CSU ha registrato risultati particolarmente positivi nelle regioni meridionali, occidentali e settentrionali, conseguendo un’ampia percentuale di voti, con un netto successo in Baviera, dove ha prevalso in tutte le circoscrizioni. L’SPD ha ottenuto i risultati migliori nelle aree settentrionali e occidentali, dove le sue politiche tradizionaliste in materia di lavoro continuano a godere di un solido sostegno da parte dell’elettorato.

Possibili coalizioni di governo

Considerando la necessità di raggiungere almeno 316 seggi nel Bundestag per ottenere la maggioranza assoluta e, quindi, per garantire maggiore stabilità del governo, la formazione di una coalizione di maggioranza rimane l’unico scenario plausibile alla luce dei risultati delle elezioni.

Tutte le principali forze politiche hanno escluso la possibilità di un’alleanza politica con Alternative für Deutschland; dunque, l’esecutivo dovrà necessariamente essere formato da almeno due partiti tra il Blocco CDU/CSU, SPD e i Verdi. In questo contesto, la c.d. «Große Koalition» CDU/CSU-SPD rappresenta l’alternativa più percorribile. Un’eventuale alleanza tra i due partiti fornirebbe, a livello di numeri, una maggioranza stabile senza la necessità di coinvolgere ulteriori partner: seppur risicata, insieme la coalizione detiene 328 seggi su 630 totali.

Sebbene una coalizione tripartita comprendente CDU/CSU, SPD e Verdi sia teoricamente possibile, la sua realizzazione appare poco probabile sia per ragioni numeriche sia per implicazioni politiche. Dal punto di vista aritmetico, l’inclusione di un terzo partito non è strettamente necessaria, poiché CDU/CSU e SPD dispongono già di una maggioranza sufficiente. Politicamente, la creazione di un’alleanza così eterogenea comporterebbe notevoli difficoltà programmatiche, esacerbando le divisioni interne, in particolare all’interno della CDU/CSU, dove una parte consistente della leadership e dell’elettorato guarda con scetticismo a un’alleanza con i Verdi. Inoltre, una coalizione a tre di questo tipo potrebbe avere conseguenze sul piano elettorale, favorendo indirettamente la crescita di AfD: un governo percepito come eccessivamente compromissorio e caratterizzato da forti tensioni interne rischierebbe di alienare una parte significativa dell’elettorato conservatore, spingendo ulteriori segmenti di votanti verso l’opposizione di destra radicale.

L’ipotesi di una coalizione tra CDU/CSU e AfD, sebbene aritmeticamente possibile in alcune circostanze, è invece altamente improbabile per motivazioni sia politiche che strategiche. Da un lato, la leadership della CDU ha più volte ribadito il proprio rifiuto di qualsiasi collaborazione con AfD, ritenendola incompatibile con i principi democratici e con la linea politica della coalizione cristiano-democratica. Dall’altro, una simile alleanza comporterebbe rischi significativi per la CDU/CSU stessa, poiché potrebbe provocare una spaccatura interna, con una parte dell’elettorato e del gruppo dirigente che potrebbe rifiutare un avvicinamento alla destra radicale.

Di seguito, una sintesi delle linee programmatiche dei tre partiti che potrebbero formare il prossimo governo federale: CDU/CSU, SPD e Verdi.

CDU/CSUSPDVerdi
Investimenti
Rispettare freno del debito[2].Riforma freno del debito;Fondo Germania per incentivare gli investimenti.Riforma freno del debito;Fondo Germania accessibile a tutti i livelli di governo, con la possibilità per i cittadini di investire direttamente.  
Transizione digitale e dati personali
Istituire un Ministero per gli affari digitali: intelligenza artificiale, piattaforme e servizi digitali, digitalizzazione amministrativa e approvvigionamento IT;maggiore utilizzo di open data e raccolta automatizzata dei dati.Creare un Ministero per gli Affari Digitali per coordinare la digitalizzazione nella PA;Trattamento “equo e legale” dei dati aziendali.Centralizzare competenze e responsabilità di bilancio a livello federale per accelerare e rendere più efficace la digitalizzazione.Collaborazione sui dati per favorire l’innovazione e la produttività.  
Energia
Rispettare gli Accordi di Parigi sul clima e raggiungere entro il 2045 la neutralità climatica in Germania;“Apertura tecnologica” che permetta a produttori e consumatori di scegliere le fonti energetiche su cui investire, includendo le rinnovabili, ma anche il gas naturale e una possibile valutazione della riattivazione del nucleare;Cessazione della produzione di energia da carbone entro il 2038.  Confermare gli attuali obiettivi climatici tedeschi ed europei.Sistema di “compensazione climatica” per il prezzo del carbonio su riscaldamento e carburanti a partire dal 2027;Tassa sull’elettricità al minimo europeo.Neutralità climatica per la Germania al 2045 e per l’Europa al 2050;Rafforzare energia eolica e solare, puntando alla produzione del 100% di energia da fonti rinnovabili entro il 2035 attraverso sussidi e incentivi normativi;Completare l’uscita dal carbone entro il 2030.
Tasse
Riduzione della corporate tax a un massimo aggregato del 25% sugli utili trattenuti all’anno, con una graduale riduzione fino al 10%;Rendere la curva dell’imposta sul reddito più graduale;Contrari ad imposte di tipo patrimoniale;Incentiviper lavorare oltre l’età pensionabile.Incentivi per investimenti esteri in Germania;Tassazione più elevata sui redditi più alti e sui patrimoni superiori a 100 milioni di euro;Tassa sulle transazioni finanziarie, “se possibile, in coordinamento con” altri Paesi dell’UE.Incentivo agli investimenti di durata quinquennale;Aumentare la soglia di esenzione fiscale e introdurre sgravi per i redditi più bassi attraverso crediti d’imposta.Imposta sul patrimonio come un’”opzione per mitigare le disuguaglianze fiscali”;Incentiviper lavorare oltre l’età pensionabile.  
Trasporti
Revocare il divieto sui motori a combustione, adottando un approccio di “apertura tecnologica” verso sistemi di propulsione alternativi, come e-fuel, idrogeno e biocarburanti sostenibili;  Promuovere mobilità elettrica come futuro dell’automobile, introducendo incentivi per i consumatori privati attraverso detrazioni fiscali temporanee per i veicoli elettrici prodotti in Germania;estendere l’esenzione dalla tassa sui veicoli elettrici fino al 2035.Nuovo piano federale per la mobilità, finalizzato alla ristrutturazione delle infrastrutture.  A partire dal 2035, consentire esclusivamente sistemi di propulsione a basso impatto ambientale e incentivare l’uso di carburanti sostenibili per il trasporto aereo e marittimo;Fondo Germania per garantire un finanziamento stabile e affidabile per il rinnovamento delle infrastrutture di trasporto.
Geopolitica
Obiettivo di spesa Nato minima al 2%;Aiuti e fornitura di missili a lungo raggio per l’Ucraina;Politica migratoria più restrittiva.Obiettivo di spesa Nato minima al 2%;Passaggio completo al voto a maggioranza qualificata nel Consiglio UE.Obiettivo di spesa Nato minima al 2%;Aiuti e fornitura di missili a lungo raggio per l’Ucraina;Passaggio completo al voto a maggioranza qualificata nel Consiglio UE.  
Europa
Promuovere un “Patto per la competitività” in Europa, basato su strumenti di mercato, apertura tecnologica e fiducia;Modernizzare le normative antitrust e sulla concorrenza, adattandole al contesto del mercato globale.  Migliorare le infrastrutture digitali per facilitare i servizi transfrontalieri, garantendo e rafforzando l’occupazione nel mercato interno;Strategia europea di resilienza per la riduzione dei rischi (de-risking) e la protezione delle infrastrutture critiche;Favorevoli ad un nuovo debito comune europeo.  Introdurre obbligazioni europee congiunte;Adeguare la normativa sugli aiuti di Stato per sostenere pienamente la decarbonizzazione dell’industria e ridurre la dipendenza dalle autocrazie;Favorevoli ad un nuovo debito comune europeo.

Timeline

Non esiste un termine legale specifico entro il quale entro il quale deve essere formato un nuovo governo dopo le elezioni federali. Entro il 25 marzo (30 giorni dopo le elezioni), i candidati eletti acquisiscono ufficialmente il mandato parlamentare con l’apertura della prima seduta costitutiva del nuovo Bundestag; il 23 aprile 2025 (60 giorni dopo le elezioni), invece, è il giorno ultimo per presentare obiezioni sulla validità delle elezioni.

Ciononostante, nella conferenza stampa post-election day, il leader dell’Unione CDU-CSU, Friedrich Merz, ha dichiarato che l’intenzione è quella di concludere le negoziazioni e formare una coalizione di governo rosso-nera entro Pasqua 2025 (20 aprile).

Le reazioni italiane

Le reazioni italiane, riflettendo l’importanza delle dinamiche politiche tedesche per l’Unione Europea, sono state variegate, incentrate soprattutto sulle possibili implicazioni per le future politiche comunitarie e bilaterali:

  • Giorgia Meloni (FdI), nel congratularsi telefonicamente con Merz, ha confermato“l’auspicio di poter ulteriormente intensificare le già eccellenti relazioni bilaterali ed espresso la disponibilità a lavorare sin da subito in stretto contatto per rafforzare la sicurezza e rilanciare la competitività dell’Europa ed affrontare le numerose sfide comuni, a partire dal contrasto all’immigrazione irregolare” (nota di Palazzo Chigi);
  • Antonio Tajani (FI), in una dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera, ha manifestato fiducia nel rafforzamento delle relazioni tra Germania e Italia, escludendo la possibilità di una coalizione tra CDU/CSU e AfD, poiché “AfD è la negazione del popolarismo europeo e guarda anche con ostilità al nostro Paese, oltre a sostenere idee del tutto inaccettabili”;
  • Matteo Salvini (Lega), ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto da AfD, dichiarando che “di estremo io vedo poco e niente. Spero che il voto popolare non venga sovvertito con un inciucio fra popolari e socialisti”;
  • Elly Schlein (PD), nel corso di una diretta social, ha sottolineato che “le destre sono forti oggi, anche con la spinta di Trump e Musk, ma non sono imbattibili. Non le batteremo seguendole, ma sul terreno economico e sociale, dove non hanno saputo rispondere ai bisogni”;
  • Carlo Calenda (Azione), ha valutato positivamente la vittoria della CDU in Germania, esprimendo l’auspicio di lavorare per costruire un’Europa più forte;
  • Raffaela Paita (IV), ha dichiarato che “I tedeschi con questo voto hanno ribadito che vogliono una Germania europeista e indipendente da influenze esterne. Ora l’Europa deve darsi una sveglia”;
  • Angelo Bonelli (AVS) ha evidenziato il fatto che, nonostante le ingerenze di Elon Musk, che ha cercato di manipolare il voto in favore di AfD, il partito di estrema destra non entrerà al governo.
  • Nessuna dichiarazione, infine, da Giuseppe Conte (M5S), che nelle settimane precedenti le elezioni aveva puntato su Sahra Wagenknecht (BSW), filo putiniana e no vax. Tuttavia, i rossobruni tedeschi sono rimasti fuori dal Bundestag, non avendo superato la soglia di sbarramento.

[1] I risultati riportati sono stati acquisiti dal sito governativo del Federal Returning Officer (https://www.bundeswahlleiterin.de/en/bundestagswahlen/2025/ergebnisse/bund-99.html, consultato in data 25 febbraio 2025)

[2] Il partito, nel programma presentato per le elezioni federali tedesche, ha difeso il rispetto del freno al debito (https://www.deutschlandfunk.de/bundestagswahl-2025-wahlprogramme-schuldenbremse-haushaltspolitik-100.html#CDU-CSU-Schuldenbremse-Haushalt-Bundestagswahl), ma, in conferenza stampa, Friedrich Merz si è dichiarato favorevole ad aprire il dibattito sul tema in quanto “impedisce deficit federali oltre lo 0,35%

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