Il refarming della banda 700 MHz e il passaggio al DVB-T2

Pubblicato lunedì 31 Maggio 2021

Approfondimento a cura di Vincenzo Lobianco, membro della commissione TLC, già Chief technology & innovation officer di AGCOM.

Il passaggio dal DVB-T al DVB-T2

La Televisione terrestre è davanti a una nuova conversione tecnologica dopo il promo passaggio al digitale di 10 anni fa. Questa comincerà nella seconda metà di quest’anno e terminerà il 30 giugno del 2022 e vedrà il passaggio dal DVB-T al DVB-T2.

Questa trasformazione è necessaria per far fronte alla riduzione delle frequenze in banda UHF riservate al Digitale Terrestre perché i canali TV della banda 700 MHz, dal 49 al 60, cambiano destinazione d’uso e passeranno ai servizi mobili a partire dalla 30 giugno del prossimo anno.

Entro tale data, ormai molto vicina, le frequenze in banda 700 MHz, che – ricordiamo – sono state oggetto di un’asta onerosa svoltasi nel 2018 e che ha incassato circa 2 miliardi di euro, saranno quindi prese in gestione dagli operatori mobili.

Con il refarming della banda 700 MHz, il DTT si ritroverà con 12 canali in meno sui 40 attualmente in uso in banda UHF. Le risorse in banda UHF si ridurranno di circa il 65% a causa anche dei vincoli imposti dal coordinamento internazionale delle frequenze.

La riduzione della risorsa di frequenza impatta in maniera significativa sul settore radiotelevisivo e, pertanto, per fronteggiare la minore disponibilità di frequenze è stato necessario introdurre una nuova tecnologia digitale, il DVB-T2, più efficiente e che consente di trasmettere in canale TV un maggior numero di programmi, anche con migliore qualità.

Gli utenti e il DVB-T2

Gli utenti del digitale terrestre dovranno però aggiornare i ricevitori televisivi, sostituendoli o acquistando un decoder esterno (set-top box) abilitato alla ricezione in DVB-T2, nel caso che gli apparecchi in casa siano stati acquistati prima del 2017 o non siano dotati di tale standard.

Bisogna comunque fare attenzione nell’acquisto perché, oltre alla tecnologia DVB-T2, il ricevitore deve essere anche compatibile con la codifica HEVC che, rispetto alla codifica MPEG-4 attualmente utilizzata per le trasmissioni in alta definizione (HD), consente di trasportare un maggior numero di programmi (circa 40 in definizione standard o almeno 15 in HD) su di un canale TV.

Tuttavia a causa del ritardo (2017) con cui è stata resa obbligatoria la vendita dei soli ricevitori e televisori DVB-T2, potrebbe crearsi dei problemi per gli operatori in quanto si prevede che alla data del refarming una significativa percentuale di utenti sarà ancora priva di un ricevitore DVB-T2.

I dati del MiSE

I dati di riferimento più recenti (Marzo 2020) pubblicati dal MiSE indicano che al mese di Febbraio 2020 solo il 42,4 % delle famiglie risulta essere dotato di un televisore DVB-T2 mentre le previsioni al Settembre 2021 stimano che circa 6 milioni di famiglie, corrispondenti al 27.1% del totale, non avranno a disposizione un ricevitore DVB-T2.

Si ricorda che lo Stato, per agevolare il rinnovo del parco ricevitori, ha introdotto il Bonus-TV, un’agevolazione in forma di sconto fino a 50€ per l’acquisto di TV o decoder DVB-T2/HEVC riservato alle famiglie con ISEE fino a 20.000 €. 

La roadmap di transizione

È rimasto però poco tempo per dotarsi di un ricevitore compatibile. La roadmap di transizione prevede che lo spegnimento del digitale terrestre nella Banda 700 MHz inizi nel mese di Settembre 2021 e continui progressivamente sul territorio nazionale, suddiviso in 4 aree geografiche.

Le quattro aree geografiche

Nel 2° trimestre 2021 i canali televisivi 49-60 verranno spenti nell’Area 2 (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia -tranne la provincia di Mantova- e le province di Piacenza, Trento e Bolzano) e nell’Area 3 (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna – tranne la provincia di Piacenza- e la provincia di Mantova). Nel 1° trimestre 2022 toccherà all’Area 1 (Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna) per poi completarsi nel 2° trimestre 2022 con l’Area 4 (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise e Marche). In ciascuna area, dopo lo spegnimento della banda 700 MHz, gli operatori potranno attivare i canali direttamente in DVB-T2/HEVC oppure mantenere il DVB-T con l’obbligo però dell’MPEG-4, sino al 30 giugno 2022, data dopo la quale dovranno obbligatoriamente passare al DVB-T2.

Un suggerimento

Infine un suggerimento. Per verificare che il proprio televisore o set-top box siano compatibili con il nuovo standard basta sintonizzare con il telecomando i canali 100 o 200 (messi a disposizione rispettivamente da Rai e Mediaset). Se appare la scritta “Test HEVC Main10”, l’apparecchio è compatibile e non sarà necessario sostituirlo o acquistare un decoder. Se appare uno schermo nero è possibile che sia solo un problema di sintonizzazione dei canali o di numerazione. Se dopo una riprogrammazione della TV, lo schermo rimane nero, alloro l’apparecchio non è compatibile con il DVB-T2/HEVC.

Per approfondire leggi anche 5G, Digitale Terrestre ed il futuro della diffusione televisiva.

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