2019: e-commerce promosso anche in Italia

30 Dicembre 2019

2019: anche in Italia decolla il commercio elettronico, raggiungendo cifre impensabili fino a pochi anni fa e destinate ad aumentare nel prossimo futuro.

Ecommerce Report 2019

L’analisi dell’Ecommerce Report 2019 – realizzata a livello globale dall’Ecommerce Foundation su commissione di Sap – ha dimostrato che in Italia lo shopping online sta crescendo rispetto agli altri canali di vendita; trasformandosi in un’opportunità per tutta la filiera produttiva. In particolare, nel 2019 il giro di affari generato dal commercio online dovrebbe toccare i 35,65 miliardi di euro, crescendo del 30% rispetto al 2018 e del 140% rispetto al 2015; cifra che, nel 2022, potrebbe raggiungere i 6.500 miliardi di euro.

 width=Gli Italiani e lo shopping online

Il 37% della popolazione italiana presente online, ha dichiarato di aver effettuato nell’ultimo anno almeno un acquisto sul web, utilizzando il pc come strumento privilegiato per la navigazione. Il 55% degli utenti, infatti, preferisce ancora il computer a smartphone e tablet, quando si tratta di transazioni economiche.
Secondo il Global Retail Study, commissionato a Ipsos da Google, per analizzare il percorso di acquisto online e offline in Italia e nel mondo, risulta che ben il 96% dei consumatori italiani abbia fatto ricorso al web in una o più fasi di acquisto.
Gli italiani si rivolgono ad internet anche per acquisire informazioni su prodotti, punti vendita e per confrontare le offerte.

Il Consumatore “omnichannel”

In più, i dati dimostrano che gli italiani, non solo usano internet per trovare un prodotto (il 46%), o un nuovo brand (il 49%), ma anche per consultare le recensioni e per verificare la disponibilità di un prodotto, prima di recarsi fisicamente in negozio. L’esperienza dello shopping è diventata “fluida”. Il pubblico passa con nonchalance dall’acquisto online a quello nel negozio fisico.

Dunque, anche il consumatore italiano è diventato “omnichannel” e per trovare il prodotto che rispecchia le proprie esigen width=ze “naviga” tra  vetrine fisiche e virtuali. Gli utenti che hanno maggiore confidenza con l’e-commerce sono quelli in età compresa tra i 25 e i 54 anni; seguiti inaspettatamente dagli over 65 che si rivolgono allo shopping online più dei giovani tra i 15 e i 24 anni d’età.

Italia: ampi margini di crescita e sviluppo

Ampliando la panoramica, uno studio di JP Morgan in Europa ha dimostrato che l’Italia, accanto a paesi come la Repubblica Ceca e la Spagna, ha ancora ampi margini di crescita nell’ambito dell’e-commerce. E questo in gran parte è dovuto alla necessità di implementare la rete TLC. Infatti, nel nostro Paese, sussistono ancora delle differenze nell’erogazione dei servizi online tra le zone cittadine e quelle più periferiche, collocate in aree rurali o montane. A tal proposito, è fortemente auspicabile che lo sviluppo del 5G risolva le problematiche legate alle differenze di connessione tra le aree nere – quelle urbane – e le “aree grigie e bianche”, al fine di garantire a tutti i cittadini i medesimi servizi e la stessa accessibilità al web.

Un Fenomeno win-win

 width=La crescita dell’e-commerce si rivela tanto vantaggiosa per gli utenti quanto per gli esercenti, che aprendo un sito web possono duplicare le possibilità di business e per il settore del trasporto merci, oltre che per gli altri comparti della filiera produttiva. Infatti, non a caso, anche colossi internazionali del mondo della moda e della bellezza recentemente hanno cominciato ad aprirsi alle nuove tecnologie, in particolare all’uso dell’Intelligenza Artificiale per personalizzare sempre più l’esperienza di acquisto. 

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Ed anche il governo sembra spingere in questa direzione, basti pensare all’ultimo decreto fiscale che promuove la moneta elettronica

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Del resto, lo sviluppo delle reti, è determinante per la crescita della società. Il futuro dell’economia 4.0 è basato sul corretto funzionamento delle reti che renderà possibile la circolazione dei dati, l’applicazione delle nuove tecnologie legate al 5G, all’Intelligenza Artificiale e all’IoT.

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Ludovica Palmieri

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