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AI: l’ingrediente segreto per la gestione dei Big Data

16 Ottobre 2019

I Big Data: la moneta del futuro

I big data sono la moneta del futuro, ed anche se il loro valore è già alto, nel giro di pochi anni è destinato a crescere ulteriormente. Si prevede che la crescita sarà proporzionale all’aumentare del loro volume. In particolare, secondo le stime entro soli 5 anni con l’introduzione del 5G e dell’Internet of Things basterà solo mezza giornata per produrre un ammontare di dati pari a quello prodotto fino ad oggi in tutta la storia dell’umanità.

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Di conseguenza, per le aziende davvero interessate a compiere una piena trasformazione digitale è opportuno porre la gestione dei Big Data al primo posto. Per diventare data driven, ovvero guidate dai dati, il più presto possibile e non farsi cogliere impreparate dal cambiamento. Ed il primo passo per affrontare la sfida della digitalizzazione 4.0 è provvedere all’adozione di una struttura Cloud, indispensabile per lavorare sui Big Data.

 /></a>Considerando che le informazioni in rete sono eterogenee e provenienti da fonti diverse è fondamentale dotarsi di uno strumento in grado di organizzarle e sistematizzarle. Il cloud rappresenta la risposta a queste esigenze, uno strumento in grado di confrontare i dati ed elaborarli, al fine di gestirli in maniera profittevole, insomma, in grado di dare un senso ed un significato a questa enorme massa di informazioni.</p><h3>La seconda generazione del Cloud</h3><div align=

Tuttavia, neppure il Cloud è immune da rischi di attacchi cyber, anche perché, se fino a ieri rappresentava una realtà di nicchia, pressoché sconosciuta ai più; oggi oltre cinquemila aziende hanno iniziato ad adoperarlo. Del resto, era prevedibile che con l’aumento dell’uso dei Big Data nei processi decisionali crescessero anche le minacce alla sicurezza dei sistemi.

Dunque, se il problema principale nella “prima generazione” del cloud, era quello di diffonderlo e farne capire l’utilità; oggi “la seconda generazione” deve occuparsi di garantire innanzitutto la sicurezza e la privacy degli utenti.

Ebbene l’automazione, è stata la risposta a queste problematiche. L’introduzione delle tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale nella gestione dei Big Data, infatti, ha reso possibile ottimizzare le performance dei sistemi cloud, sia in termini di efficienza che di sicurezza.

AI non solo più sicurezza, ma anche migliore qualità del lavoro

Ma c’è di più, perché l’introduzione dell intelligenza artificiale nei sistemi cloud, non determina solo l’aumento dei livelli di cyber security, ma anche un netto miglioramento della qualità del lavoro per i dipendenti delle aziende.

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Al di là dei luoghi comuni, le nuove tecnologie non “ruberanno” posti di lavoro. Al contrario, l’automazione, riguardando esclusivamente le mansioni più ripetitive ed alienanti, aumenterà la qualità del lavoro degli impiegati, lasciando agli esseri umani le attività più stimolanti e creative.

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