Big Data: le Authority tracciano la strada verso una maggiore consapevolezza

30 Luglio 2019

Big Data, un tema all’ordine del giorno. A dir poco fondamentale in una società che sta andando sempre più rapidamente verso la digitalizzazione e verso la gestione virtuale e dinamica delle risorse.

Ai più potrebbe sembrare di essere in un film di fantascienza, se non peggio, nel “1984” di George Orwell. Tuttavia, vivere osannando il passato e demonizzando presente e futuro non è sostenibile. Dunque, è opportuno acquisire tutti gli strumenti per “navigare” nella società 4.0, sempre più liquida, senza rischiare di andare a fondo.

Indagine Conoscitiva delle Authority

Consapevoli del cambiamento le tre Autorità: Antitrust, Agcom e Garante Privacy, nel 2017 hanno avviato un’Indagine Conoscitiva per arginare lo strapotere degli OTT – Over the Top e degli altri player del web, che sfruttano l’ingenuità degli utenti per estrapolare informazioni dall’inestimabile valore commerciale.

In attesa della relazione finale, che verrà presentata a breve, le tre Authority hanno pubblicato le principali linee guida di cooperazione sul tema e le raccomandazioni di policy condivise. Si tratta di una serie di indicazioni sviluppate in undici punti.  Lo scopo, è quello di aumentare la trasparenza, il pluralismo, la portabilità dei dati. Ma la priorità è di accrescere la consapevolezza degli utenti. Secondo le Autorità bisognerebbe da un lato adottare una normativa: “che affronti la questione della piena ed effettiva trasparenza nell’uso delle informazioni personali”; dall’altro provvedere al rafforzamento della policy per la gestione dei Big Data, che dovrebbe essere: unica e trasparente, a vantaggio di cittadini e imprese.

Infatti, dall’indagine conoscitiva delle Authority è emerso che la maggior parte degli utenti, pur sapendo che i dati potrebbero essere utilizzati per finalità commerciali non legge le informative sulla privacy. E nella maggior parte dei casi, coloro che le leggono lo fanno solo parzialmente perché risultano di difficile comprensione.

Tutto questo implica l’esistenza di gravi asimmetrie tra utenti e operatori digitali e tra questi ultimi e OTT.

Inoltre, mentre gran parte degli intervistati sarebbe disposta a rinunciare a dei servizi gratuiti per non cedere i propri dati, ben pochi invece pagherebbero dei servizi che oggi sono forniti gratuitamente.

Cyber cryme e cyber security

Il tema, dunque è di centrale importanza come dimostrato anche nel corso dell’Audizione sulla transizione al 5G e la gestione dei Big Data in cui diversi soggetti istituzionali hanno affrontato l’argomento del cyber cryme e della cyber security.

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Non si può ignorare, infatti, che l’aumento esponenziale del traffico dati pone un problema che le autorità devono affrontare. In più, l’urgenza aumenta se si considera che a livello internazionale si sta andando verso la creazione di un mercato unico digitale.

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Alla luce di queste considerazioni, le 11 linee guida sviluppate da Antitrust, Agcom e Garante Privacy, sono fondamentali per segnare il percorso che Governo e Istituzioni devono intraprendere, anche in dialogo con le autorità internazionali, a tutela di cittadini e aziende.

Ludovica Palmieri

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