Cina: a scuola di e-commerce

30 Settembre 2019

Con il boom dell’e-commerce in Cina cresce la richiesta di operatori specializzati e la formazione diventa 4.0, non solo per i manager ma anche per i corrieri. Nonostante i dazi imposti da Trump, l’e-commerce transfrontaliero è un business in continua crescita. Nel 2018 aveva già raggiunto un volume di transazioni pari a 9.000 miliardi di yuan, ovvero, 1.300 miliardi di dollari.

Sempre più aziende richiedono personale specializzato, in grado di utilizzare l’inglese commerciale e di gestire piattaforme complesse. Rispetto a quello locale, l’e-commerce transfrontaliero è più complesso ed implica una serie di processi, come le operazioni di sdoganamento; il calcolo di tasso di cambio; la logistica internazionale e la gestione del customer service, che necessitano competenze aggiornate.

E-commerce nelle scuole.

Per fare in modo che questa sfida diventi un’opportunità, a giugno, tra le 46 nuove specializzazioni per le scuole professionali è stata introdotta anche quella dedicata al “commercio elettronico transfrontaliero”.
Dato il boom economico che in meno di dieci anni ha portato quasi a triplicare il valore dell’e-commerce transfrontaliero, un’adeguamento del sistema scolastico era più che necessario. Oltre al fatto che la ‘battaglia’ che tra Cina e Stati Uniti si svolge proprio sul campo del commercio online.
Inoltre, già nel 2016 la Cina aveva dato il via al progetto One Belt One Road (OBOR) per rilanciare in chiave contemporanea la Via della Seta e per implementare business internazionali, con il coinvolgimento di 120 paesi tra Europa, Asia, Africa e Oceania,

Non solo teoria, ma anche pratica.

Il progetto formativo cinese non si ferma alla sola teoria, ma prevede anche la pratica. Infatti, per rendere gli studenti realmente competenti e competitivi, i corsi includono dei tirocini. A tal proposito, le scuole hanno già sottoscritto accordi con le aziende di e-commerce e di intermediazione doganale.

Il college dei corrieri.

Infine, il boom dell’e-commerce ha determinato una richiesta talmente elevata di figure professionali specializzate che si estende anche ai fattorini.
Per far fronte alla domanda, la Nanjing University of Posts & Telecommunications, nella provincia di Jiangsu (Cina Orientale), ha fondato il primo “college dei corrieri”, in collaborazione con la School of Modern Posts & Suning Logistics, il braccio logistico del gigante cinese dell’e-commerce Suning. Con il settore dell’e-commerce è cresciuto in maniera esponenziale anche quello delle spedizioni – circa del 50% dal 2016. In particolare, secondo un rapporto, pubblicato congiuntamente da CBNData e Suning, il settore nel 2018 è arrivato ad annoverare circa 3 milioni di dipendenti.
Per gli studenti del corso è prevista al termine la consegna di un certificato per attestare le nuove competenze acquisite. Capacità di comunicazione e controllo dello stress; capacità di gestire la sicurezza del terminale espresso, oltre alla linguistica e alla psicologia. Lo scopo del governo cinese è quello di valorizzare e formalizzare una professione ancora troppo precaria, seppur fondamentale per la crescita economica del Paese.

Del resto, se la Cina è il primo paese ad aver istituito dei corsi specializzati nell’ambito delle scuole professionali, non è l’unico ad aver intuito l’importanza di una formazione di carattere digitale. Anche in Italia, infatti, istituzioni e imprese stanno cominciando a comprendere l’importanza di adeguare l’istruzione alle innovazioni tecnologiche. Il mondo del lavoro è sempre più competitivo e l’unico modo per farne parte è quello di padroneggiare a pieno competenze di carattere digitale e tecnologico.

Ludovica Palmieri

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