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Cloud sovrano europeo: gara da 180 milioni assegnata a quattro provider. Bruxelles accelera sulla sovranità digitale

24 Aprile 2026

La Commissione Europea rafforza la propria strategia per la sovranità digitale con un intervento concreto: l’assegnazione di una gara da 180 milioni di euro per servizi di cloud sovrano a quattro operatori europei. L’iniziativa, che coprirà un arco temporale di sei anni, consentirà alle istituzioni, agli organismi e alle agenzie dell’Unione di accedere a infrastrutture cloud conformi ai più elevati standard europei in materia di sicurezza, trasparenza e controllo.

I fornitori selezionati sono Post Telecom – insieme ai partner CleverCloud e OVHcloud – STACKIT, Scaleway e Proximus, quest’ultima in collaborazione con S3NS (joint venture tra Thales e Google Cloud), Clarence e Mistral. La scelta di assegnare più contratti in parallelo risponde all’esigenza di garantire diversificazione e resilienza, evitando una dipendenza eccessiva da un singolo provider.

Il ruolo del Cloud Sovereignty Framework

I provider sono stati selezionati sulla base della loro conformità al Cloud Sovereignty Framework della Commissione, che valuta il livello di sovranità attraverso una serie articolata di criteri. Tra questi rientrano aspetti strategici, legali, operativi e ambientali, oltre a elementi chiave come la sicurezza, la trasparenza della supply chain, l’apertura tecnologica e il rispetto delle normative europee.

Per essere ammessi, gli operatori hanno dovuto dimostrare elevati livelli di garanzia, in particolare per quanto riguarda la limitazione del controllo da parte di soggetti extra-UE sulle tecnologie utilizzate e sui servizi erogati.

Un benchmark per il mercato europeo del cloud

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio in cui l’adozione su larga scala del cloud europeo è considerata una condizione essenziale per rafforzare la sovranità digitale dell’Unione. In questo senso, la Commissione si pone come modello, definendo uno standard concreto di cosa significhi “cloud sovrano” nella pratica.

La gara rappresenta anche un segnale forte per il mercato: da un lato valorizza la qualità dei provider europei, dall’altro dimostra che, se inserite in un quadro regolatorio adeguato, anche tecnologie non europee possono contribuire a raggiungere i livelli minimi di sovranità richiesti.

Prossimi sviluppi: verso una strategia integrata

Guardando al futuro, la Commissione è al lavoro su un aggiornamento del Cloud Sovereignty Framework, che includerà criteri più specifici per la valutazione della sovranità. L’obiettivo è rendere questo approccio riutilizzabile anche da altre istituzioni e soggetti pubblici.

Parallelamente, sono in fase di sviluppo ulteriori iniziative strategiche, tra cui il Tech Sovereignty Package, che comprenderà la strategia open source, il Chips Act 2, la roadmap per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale nel settore energetico e il Cloud and AI Development Act (CADA). Quest’ultimo avrà il compito di armonizzare il concetto di sovranità per i servizi cloud e AI nel mercato unico, favorendo una maggiore competitività e l’ingresso di nuovi operatori.

Background

La gara per il cloud sovrano si inserisce nel quadro del Cloud III Dynamic Purchasing System (Cloud III DPS) ed è stata lanciata nell’ottobre 2025 come procedura competitiva all’interno di questo sistema. Il DPS rappresenta lo strumento principale utilizzato dalla Commissione per l’approvvigionamento di servizi cloud pubblici multi-tenant di tipo IaaS e PaaS.

Basato sull’esperienza del precedente CLOUD II, il sistema consente alla Commissione e alle altre istituzioni europee di gestire in modo flessibile e dinamico le proprie esigenze cloud, attraverso un modello aperto che permette la partecipazione continua di nuovi fornitori.

Come funziona il CLOUD III DPS

Il funzionamento del Cloud III DPS si articola in due fasi. Nella prima, i provider presentano la propria candidatura per entrare nel sistema, dimostrando di soddisfare specifici requisiti tecnici e operativi, tra cui l’erogazione di servizi automatizzati, la possibilità di operare nello Spazio Economico Europeo e l’adozione di modelli pay-per-use.

Una volta qualificati, i fornitori possono partecipare alla seconda fase, in cui la Commissione organizza mini-gare tra gli operatori ammessi per rispondere alle esigenze specifiche delle istituzioni europee. Il valore complessivo di queste competizioni è stimato in circa 550 milioni di euro, a conferma del ruolo sempre più centrale del cloud nelle politiche digitali dell’Unione.

Maria Abate

Per approfondire: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_833

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