Crisi di Governo: quali sono gli scenari futuri?

20 Luglio 2022

Questa mattina, alle ore 9:30, si terranno al Senato le comunicazioni del Presidente del Consiglio in merito alla crisi di Governo attualmente in corso, alle quali seguirà un voto di fiducia.

Giovedì si esprimerà anche la Camera dei deputati, presso la quale Draghi depositerà – in forma scritta – le proprie comunicazioni nel corso della mattinata.

Come si è arrivati alla crisi?

Negli ultimi mesi sono state diverse le scosse che hanno portato al punto di rottura.

Alla base c’è stata la spaccatura ufficiale nel Movimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio che, in forte rottura con la linea di Conte sulle posizioni sull’Ucraina, esce dal Movimento insieme ad un cospicuo numero di deputati e senatori (oltre che di membri del Governo), fondando Insieme per il futuro.

Venerdì 8 luglio, Giuseppe Conte incontra Mario Draghi consegnandogli una lista di 9 punti programmatici. Tra le varie richieste del Movimento 5 Stelle figurano il reddito di cittadinanza, il salario minimo, gli aiuti a famiglie e imprese, la transizione ecologica, superbonus 110% e cashback fiscale.

Giovedì 14 luglio, come annunciato da Giuseppe Conte il giorno precedente M5S decide di non votare la fiducia al c.d. “d.l. Aiuti” e di uscire dall’Aula del Senato. Tale scelta politica ha portato Mario Draghi a convocare un Consiglio dei Ministri nel quale ha annunciato le dimissioni, prendendo atto della venuta meno della maggioranza in suo sostegno.

Il Capo dello Stato, Mattarella, respinge le sue dimissioni e lo rimanda in Parlamento.

Le posizioni dei partiti

La crisi non mina soltanto la stabilità del Governo, ma va a complicare le strategie di tutti i partiti:

  • La Lega di Salvini cerca di riacquistare terreno di rispetto a Fratelli d’Italia. Tendenzialmente dichiara di voler tornare alle urne ma lascia emergere la disponibilità per un Draghi-bis, a patto che il Governo non comprenda il Movimento 5 Stelle.
  • Tale posizione è stata espressa insieme a Forza Italia, che vorrebbe escludere il ritorno alle urne.
  • L’area centrista-riformista capitanata da +Europa/Azione/IV non ha dubbi: Draghi deve rimanere a Palazzo Chigi e continuare a raggiungere gli obiettivi previsti nel PNRR.
    Inoltre, Italia Viva, si è fatta carico di una petizione online promossa da Renzi per convincere Draghi a rimanere a Palazzo Chigi.
  • Fratelli d’Italia, logicamente, spinge per andare a nuove elezioni, cercando di sfruttare al meglio il momento d’oro che sta vivendo nei sondaggi.
  • Insieme per il Futuro, gestito da Di Maio, cerca intanto di convincere sempre più pentastellati ad abbandonare Conte, con l’obiettivo di rafforzare il Governo e garantire una maggioranza sicura volta a evitare future instabilità.
  • Infine, nel Movimento 5 Stelle il caos regna sovrano. Il gruppo vicino a Conte vorrebbe mantenere la linea dura e uscire dal Governo salvo che Draghi non dia assicurazioni sui 9 punti. i governisti, che si rifanno al capogruppo alla Camera Crippa e al ministro D’Incà, vorrebbe votare la fiducia. Sono molte le voci che parlano di una nuova scissione verso il Gruppo Misto. Nel caso di elezioni anticipate resta difficile prevedere un’alleanza con il centrosinistra.

Gli scenari possibili

Draghi-bis con i 5 Stelle

La crisi rientra, Conte conferma l’appoggio all’attuale Governo sulla base degli impegni assunti in aula da Draghi, il MoVimento 5 Stelle rimane in maggioranza. L’esecutivo prosegue nella sua formazione attuale.

Alla luce delle dichiarazioni dei giorni scorsi di Conte e della posizione di Lega e Forza Italia, indisponibili a proseguire l’esperienza di Governo con i grillini (stessa posizione di IV e Azione), questa appare lo scenario meno probabile. 

Dimissioni di Draghi e Governo di transizione

Draghi non torna sui propri passi e conferma le dimissioni. Il Presidente della Repubblica Mattarella affida a un tecnico l’incarico di formare un Governo di larghe intese che possa traghettare il Paese alla scadenza naturale della legislatura, prevista a marzo 2023.

Dimissioni di Draghi ed elezioni anticipate

Draghi conferma le proprie dimissioni. Il Presidente della Repubblica scioglie le Camere, lasciando l’attuale Presidente del Consiglio a capo del Governo (con pieni poteri, in quanto non sfiduciato dal Parlamento) in vista delle elezioni, che potrebbero tenersi il 2 o il 9 ottobre.

Draghi-bis senza i 5 Stelle

Conte conferma la linea dura e porta il MoVimento all’opposizione. Nei 5 Stelle si consuma una nuova scissione, con i “governisti” (tra i quali probabilmente i ministri D’Incà e Dadone e il capogruppo alla Camera Crippa) che danno vita ad un nuovo gruppo parlamentare o aderiscono a quello di Di Maio e confermano la fiducia al Governo.

Draghi prende atto che la maggioranza in Parlamento è ancora molto ampia e decide di proseguire l’esperienza di Governo senza i 5 Stelle. Vi potrebbe essere una redistribuzione ministeriale. Questo è lo scenario sul quale, sotto traccia, in molti stanno lavorando.

Pietro Venturini

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