Digital Services: Europa protagonista verso la regolamentazione dei servizi e mercati digitali

8 Febbraio 2022

L’Europa intraprende la sua strada verso la regolamentazione dei servizi e dei mercati digitali con la ratifica del Digital Service Act (DSA) e del Digital Market Act (DMA).

Vediamo innanzi tutto una breve analisi sul perimetro di riferimento e sui punti principali della proposta di dichiarazione della Commissione sui principi e diritti digitali nell’UE.

Summary

A fine 2021 la Commissione europea ha proposto al Parlamento e al Consiglio Europeo di sottoscrivere una dichiarazione sui diritti e i principi fondamentali per la trasformazione digitale dei paesi europei.

Il documento si fonda sul diritto dell’Unione e si focalizza nella visione ad ampio raggio della Commissione sulla “Bussola per il digitale: il modello europeo per il decennio digitale”.

La dichiarazione, infatti, è basata sulle precedenti iniziative del Consiglio, tra cui:

Tutte riguardanti un modello di trasformazione digitale che rafforzi la dimensione umana dell’ecosistema digitale e il cui fulcro sia riconosciuto nel mercato unico digitale

Il percorso per raggiungere gli obiettivi prefissati ha visto successivamente, nel settembre 2021, l’introduzione da parte della Commissione di un solido quadro di governance sotto forma di un Percorso per il decennio digitale.

Inoltre, in un discorso in occasione dell’evento “Guidare il decennio digitale” a Sines, in Portogallo, il 1° giugno 2021, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato:

 “Noi adottiamo le nuove tecnologie. Ma teniamo fede ai nostri valori”

ribadendo l’importanza di una base di legittimazione affinché tra i valori della Comunità europea si possano annoverare anche quelli relativi all’ambito digitale e dell’innovazione.

La Commissione ha, inoltre, condotto una consultazione pubblica aperta che ha mostrato un ampio sostegno ai principi digitali europei, rilevando come ben 8 cittadini dell’UE su 10 ritengano utile che l’Unione europea definisca e promuova una visione comune europea in materia di diritti e principi digitali.

La consultazione è stata accompagnata, inoltre, da un’indagine speciale Eurobarometro.

La dichiarazione presentata mira, dunque, a dar seguito alle nuove necessità di innovazione e a promuovere una via “europea” per la transizione digitale, che metta le persone al primo posto e sia basata sui valori europei.

Insomma, un’anticipazione di quello che viene già da ora definito l’era dell’Industry 5.0.

Più in dettaglio, la dichiarazione è stata strutturata su sei capitoli afferenti, nominatamente:

  • La centralità dei cittadini europei nella trasformazione digitale, per la quale le istituzioni si impegnano in particolar modo a:
    • rafforzare il quadro democratico per una trasformazione digitale che benefici tutti e migliori la vita di tutti gli europei;
    • adottare le misure necessarie per garantire che i valori dell’Unione e i diritti degli individui riconosciuti dal diritto dell’Unione siano rispettati sia online che offline;
  • Solidarietà e inclusione, in special modo per quanto riguarda la connettività, l’educazione digitale ed i servizi pubblici digitali, per i quali si impegnano a:
    • garantire l’accesso a una connettività eccellente per tutti, ovunque essi vivano e qualunque sia il loro reddito;
    • garantire e tutelare un Internet neutrale e aperto in cui i contenuti, i servizi e le applicazioni non siano non siano ingiustificatamente bloccati o degradati;
  • Sicurezza ed empowerment, in special misura sulla tutela dei minori online e la tutela dei dati degli utenti;
  • Liberà di scelta;
  • Partecipazione alla sfera pubblica digitale;
  • Sostenibilità.

I diritti e principi così sanciti andranno ad accompagnare i cittadini dell’UE nella loro vita quotidiana, garantendo non solo un più equo accesso alla connettività ad alta velocità, ma anche ai relativi prezzi – sempre più alla portata di tutti e in ogni luogo.

Tra gli obiettivi dichiarati, si sottolinea anche la volontà di preparare le working class europee alle sfide del futuro, offrendo loro le giuste competenze digitali, grazie anche a un più agevole accesso ai servizi pubblici.

Infine, la creazione di un ambiente digitale più sicuro, dove i dati personali siano monitorati e tutelati, rimane una delle priorità principali del quadro di trasformazione digitale, per il quale l’Europa ha deciso di investire.

Diritti e principi nell’era digitale

La dichiarazione sottolinea la volontà, da parte della Commissione, di porre diritti e principi al centro della trasformazione digitale, per agevolare i cittadini dell’UE in tutte le fasi della loro vita quotidiana, andando a creare un ambiente digitale più sicuro dove i dati personali siano monitorati e tutelati.

E così si arriva alla ratifica del regolamento della Commissione europea per l’adozione del Digital Markets Act (DMA) ed a fine gennaio 2022 del Digital Services Act (DSA).

Questi due regolamenti indicano l’assetto che il legislatore europeo vuole darsi riguardo ai servizi digitali in Europa, rispondendo alle esigenze del mercato digitale sempre più complesso e articolato, guidato da algoritmi e dati.

Obiettivo del DSA

L’obiettivo principale del DSA è reimpostare su basi più solide, diversificate per contesti e adatte ai tempi la disciplina sulla responsabilità degli ISP, per contrastare i servizi e i contenuti illegali, la disinformazione, le pratiche commerciali abusive.

Fra le principali novità del DSA, il passaggio dall’attuale meccanismo di “notice and take down” a quello di “notice and action” (dove l’ISP che riceve la segnalazione, oltre a rimuovere i contenuti, deve compiere delle azioni aggiuntive).

Obiettivo del DMA

Viceversa, lo scopo del DMA, riguardante i gatekeepers (le grandi piattaforme online), è incentivare la concorrenza sanzionando pratiche abusive che possono avere impatti negativi sugli utenti.

Nelle intenzioni la reale funzione del DMA sarà quella di limitare l’attuale strapotere delle Big Tech USA (Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft) di influenzare il mercato, cosa che alla fine si traduce in condizioni unilaterali e in poca scelta per gli utilizzatori delle piattaforme.

Di primaria importanza nella proposta di DSA c’è l’accento su di una maggiore responsabilizzazione degli intermediari on line. Le misure proposte dal DSA tendono a richiedere una soglia più alta di accountability nell’attività di moderazione dei contenuti.

Da notare i meccanismi utilizzati per assicurare maggiore trasparenza nella moderazione attraverso tecnologie algoritmiche nonché, per le piattaforme considerate «very large», di valutazione del rischio, secondo un modello che richiama quello del Gdpr e dell’Artificial intelligence act.

I prossimi passi

La fase successiva per DSA e DMA è quella dei negoziati con i singoli Governi, per avviare la quale bisognerà attendere che la Francia assuma la guida del Consiglio che rappresenta i Paesi membri, prevista entro la prima metà dell’anno. Dopo il voto, Christel Schaldemose (S&D, DK), alla guida della squadra negoziale del Parlamento, ha dichiarato:

“Il voto di oggi dimostra che i deputati e i cittadini europei vogliono un ambizioso regolamento digitale adatto al futuro. Molto è cambiato durante i 20 anni da quando abbiamo adottato la direttiva sul commercio elettronico: le piattaforme online sono diventate sempre più importanti nella nostra vita quotidiana, introducendo nuove opportunità ma anche nuovi rischi. È nostro dovere assicurarci che ciò che è illegale offline sia illegale online. Dobbiamo assicurarci di mettere in atto regole digitali a beneficio dei consumatori e dei cittadini. Ora possiamo iniziare i negoziati con il Consiglio, e credo che saremo in grado di raggiungere questi obiettivi”.

Arnaldo Merante

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