#DigitalImpact – Palermo Edition Fino a 100 milioni il potenziale risparmio complessivo di comuni siciliani e regione con l’utilizzo del cloud

7 Giugno 2019

Se solo un anno fa Amazon annunciava la realizzazione del Made in Italy Store, una piattaforma digitale capace di mettere in rete le aziende di prodotti alimentari d’eccellenza realizzati in Sicilia, oggi Amazon Web Services, azienda del gruppo fornitrice di servizi relativi al cloud computing, arriva nell’isola per continuare il processo di digitalizzazione di una regione che si distingue per le altissime potenzialità di crescita.

#DigitalImpact – Palermo Edition”

Per questo Amazon Web Services ha scelto Palermo, dopo Roma e Milano, come terza tappa del percorso “Digital impact” che mira a presentare lo studio elaborato dal think-tank I-COM sugli effetti della trasformazione digitale nei settori pubblico e privato, a livello nazionale e regionale.

L’evento, organizzato mercoledì 5 giugno presso l’Assemblea Regionale Siciliana da Open Gate Italia e Amazon Web Services con il patrocinio della Regione Sicilia e il contributo scientifico di I-Com, ha offerto a tutti i soggetti interessati una panoramica sugli strumenti per affrontare al meglio la trasformazione digitale e garantire servizi più semplici, sicuri ed economici. Come dimostrato dallo studio, per essere pronti all’avvento del 5G, che rivoluzionerà ancora una volta il nostro rapporto con le tecnologie, bisogna prepararsi facendo affidamento al cloud computing, viste le sue caratteristiche fondamentali: non richiede alcun aggiornamento o manutenzione, si basa sull’uso di infrastrutture IT elastiche e flessibili (che non occorre prevedere con anticipo) garantisce la massima sicurezza e l’abbattimento dei costi. Attualmente la Sicilia è la regione col minor tasso di utilizzo di questa tecnologia (solo il 32%), ma potenziare l’uso del cloud implicherebbe per le imprese un incremento della produttività, maggiori ricavi e, dunque, una crescita del volume d’affari. Per la Pubblica Amministrazione, invece, si arriverebbe ad un risparmio potenziale di circa 70 milioni di euro per gli enti comunali e di 30 milioni di euro per l’ente regionale. Adottare politiche mirate a supportare PMI e PA nel passaggio al cloud computing, per garantire non solo la riduzione delle spese, ma anche il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini in termini di qualità e quantità, potrebbe portare dunque ad un risparmio complessivo, per Regione e comuni, pari a 100 milioni di Euro. Questo il principale dato emerso durante la presentazione dello studio da parte del Presidente I-Com, il Professor Stefano Da Empoli.

Il caso di studio

Durante l’evento questo è stato concretamente dimostrato attraverso il caso di studio su Argo Software, azienda di Ragusa specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di soluzioni informatiche e tecnologiche, sistemi gestionali e software dedicati all’insieme delle attività scolastiche. All’inizio del 2019 Argo Software ha compiuto il passaggio al cloud che ha comportato notevoli vantaggi, tra cui una maggiore semplicità di gestione, l’abbassamento dei costi e una crescita in termini di affidabilità ed elasticità, permettendo di gestire al meglio i picchi di utilizzo del mattino e nel periodo degli scrutini. In effetti, la scalabilità e la flessibilità del cloud permettono di non dover acquistare altre macchine per gestire momenti di intenso utilizzo, generando un risparmio stimato nell’ordine del 30%. Infine, proprio grazie al passaggio al cloud, Argo Software si è classificata come la prima azienda in Italia specializzata nella gestione informatica della scuola ad aver ottenuto la qualificazione AgID e potersi iscrivere nel registro dei fornitori SaaS per la PA.

Gli interventi

Dopo l’introduzione di Andrea Morbelli, partner di Open Gate Italia, ha preso la parola per il saluto e benvenuto istituzionale il Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Giancarlo Cancellerie e, a seguire, il Professor DA Empoli che ha illustrato studio e, in particolare, i dati relativi alla Sicilia offrendo interessanti spunti di discussione per la promozione dello sviluppo digitale della regione che ha sottolineato come “la digitalizzazione nel mondo della sanità consentirebbe di veicolare informazioni e risolvere problemi. Per questo bisognerebbe digitalizzare anche le singole aziende”.

E’ intervenuto poi Roberto D’Agostino, Assessore al Bilancio del Comune di Palermo, spostando l’attenzione sulla città capoluogo della regione. Dopo di lui, Alessandro Aricò, membro della II Commissione Programmazione, Bilancio e Finanza dell’ARS che ha aperto il suo intervento affermando che il cloud è fondamentale per lo sviluppo di nuovi e migliori servizi digitali finalizzati a dare certezze ai cittadini, non bastano le infrastrutture.

L’intervento successivo è stato quello dell’Assessore del Comune di Messina Carlotta Previti il cui obiettivo è quello di trasformare la sua città in una smart city nel breve periodo. Nel suo discorso ha ripreso le parole di Alessandrò Aricò affermando che “La #Sicilia è la regione più cablata, ma quella che sfrutta meno i servizi digitali” e aggiungendo che “Messina diventerà a breve una vera Smart City grazie a sensori e telecamere intelligenti in tutta la città”. E il Professor Massimo Villari, dell’Università di Messina, ha confermato questo progetto dichiarando che “il modello da adottare è semplice, ma dobbiamo svegliarci: a Messina stiamo mettendo in campo un piano di digitalizzazione diffuso”. A seguire Raffaele Resta, Head of Italy Public Sector di Amazon Web Services ha ripreso i vari interventi fornendo spiegazioni e illustrando ulteriormente i vantaggi del cloud e i progetti di AWS in regione, tra cui il Point of Presence di Palermo la cui attivazione è prevista per il 2020.

Infine, dopo un breve intervento di Jose Marano, Membro della III Commissione Attività Produttive dell’ARS, le conclusioni del Vice Presidente della Regione Sicilia e Assessore all’Economia Gaetano Armao: “C’è una #Sicilia che funziona e che cerca di fare”. Per il Vice Presidente Armao “fare sistema non è semplice, ma si può”. Infatti, spiega, “la Sicilia ha le stesse infrastrutture di Amburgo e del Regno Unito ma non abbiamo competence center”, quei centri previsti dal passato governo nazionale che, secondo il piano industria 4.0, che hanno il compito di affiancare le imprese per accompagnarle nel salto verso la digitalizzazione della loro attività. “Per questo – ha concluso riferendosi al leader regionale del M5s Giancarlo Cancelleri – occorrerebbe che l’attuale governo ponga soluzione a questo errore. Infatti pur realizzando, come abbiamo intenzione di fare, una Zona economica speciale per le imprese che si insedieranno nell’area del data center regionale in costruzione, senza l’esistenza di un driver che accompagni le imprese, i risultati sarebbero comunque non ottimali”.

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