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Diritto d’Autore e Blockchain: una rivoluzione nella protezione delle opere intellettuali

11 Luglio 2024

Le nuove tecnologie e le professioni artistiche

Libri, film, canzoni. Come cambia il diritto d’autore nell’epoca dell’intelligenza artificiale, delle piattaforme e della blockchain? L’anno scorso attori, operatori, scenografi, oltre 160.000 protagonisti del mondo del cinema, per la prima volta, hanno scioperato insieme per bn 118 giorni, astenendosi da numerose attività per tutelarsi di fronte all’avanzata delle nuove tecnologie e veder riconosciuti i loro diritti anche dalle piattaforme di streaming online. Ma la particolarità dello sciopero è stata l’adesione degli sceneggiatori, perché la vera domanda è: gli autori oggi che strumenti hanno per tutelarsi? E la tecnologia anziché una minaccia, potrebbe diventare una risorsa in questo contesto?

Ebbene, partendo dal presupposto che il diritto d’autore nasce proprio per proteggere le opere intellettuali: libri, musica, film e opere d’are dal plagio altrui è chiaro che con l’avvento delle nuove tecnologie, prima tra tutte l’intelligenza artificiale, tale concetto è ulteriormente messo alla prova e in discussione. Tuttavia, proprio nelle tecnologie si possono trovare delle soluzioni e non solo minacce per proteggere la proprietà intellettuale. Anche perché, ad oggi la tutela di un un’opera artistica o industriale, frutto del potenziale creativo e dell’intelletto umano, è affidata al Codice civile e alla legge sul diritto d’autore del 22 aprile 1941 n. 633, discipline legate tra loro ed elaborate a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso, dunque è naturale che con tutti i cambiamenti intercorsi a livello di digitalizzazione, anche il diritto d’autore possa avvalersi di nuove tecnologie, in particolare la blockchain che permette di proteggere e gestire i diritti d’autore in modo trasparente, sicuro e decentralizzato.

Cos’è la Blockchain?

La blockchain è una tecnologia di registro distribuito che consente di registrare transazioni in modo sicuro e immutabile, perché in grado di memorizzare qualsiasi tipo di dato. Ogni transazione è verificata da una rete di computer (nodi) e una volta registrata, non può essere modificata. Questa tecnologia è alla base delle criptovalute come il Bitcoin, ma le sue applicazioni vanno ben oltre il mondo delle monete digitali, dal momento che grazie alle sue caratteristiche costitutive la blockchain può effettivamente certificare le opere d’arte e i prodotti dell’intelletto.

Ecco come la Blockchain può rivoluzionare la tutela del Diritto d’Autore

Grazie alle sue caratteristiche di immutabilità e trasparenza, la blockchain può effettivamente rivoluzionare le modalità di gestione e protezione del diritto d’autore.

  • Registrazione delle Opere Autori, artisti, musicisti scrittori, insomma chiunque abbia creato un prodotto intellettuale può utilizzare la blockchain come un registro pubblico e immutabile in cui inscrivere il suo lavoro. Tale registrazione rappresenta un incontrovertibile prova di proprietà intellettuale dato che ogni transazione è associata a un timestamp preciso che certifica il momento della creazione dell’opera ad esso associata.
  • Gestione dei Diritti Grazie alla possibilità di creare smart contract, contratti intelligenti che si eseguono automaticamente al verificarsi di determinate condizioni, la blockchain tutela i diritti degli autori. In particolare gli smart contract consentono di gestire in automatico la licenza e la distribuzione delle opere, ripartendo i proventi derivanti dalle vendite secondo le indicazioni specificate nel contratto.
  • Tracciabilità e Trasparenza Ogni transazione registrata sulla blockchain è visibile a tutti i partecipanti della rete, garantendo così la trasparenza. Questo significa che chiunque può verificare chi è il proprietario di un’opera e come vengono gestiti i diritti relativi ad essa.
  • Riduzione della Pirateria Grazie alla tracciabilità offerta dalla blockchain, diventa più difficile per i pirati distribuire copie non autorizzate delle opere. Inoltre, i consumatori possono verificare l’autenticità delle opere che acquistano, garantendo che i proventi vadano effettivamente agli autori.

Sfide e criticità

Ad ogni modo, se in linea teorica i vantaggi dell’applicazione della blockchain nel campo del diritto d’autore sono evidenti, è altrettanto vero che si tratta ancora di potenzialità più che di realtà concrete. Infatti, prima di poter adoperare a pieno questi nuovi strumenti sarà necessario uniformarli, per garantire degli standard compatibili ed uniformi tra le diverse piattaforme, e potenziarli in termini di velocità e gestione delle transizioni.

A questo va aggiunta forse la sfida più grande ovvero quella di far accettare agli utenti l’adozione di questo sistema. Perché trattandosi di una tecnologia ancora nuova, anche se le competenze digitali sono sempre più diffuse, è molto probabile che ci vorrà tempo prima che diventi di uso comune.

Un futuro promettente

Tuttavia, nonostante le difficoltà da superare, le prospettive sono promettenti. Del resto, con l’ampliamento dei confini virtuali che ormai vanno ben oltre i limiti nazionali e la diffusione delle opere intellettuali in rete, tramite le piattaforme digitali, è naturale che anche le modalità di protezione delle stesse si debbano adeguare. Ciò che circola sul web può arrivare in tempo reale dall’altra parte del mondo, per questo la tutela deve essere garantita con la stesse estensione e peculiarità. In tal senso la blockchain rappresenta una soluzione più trasparente, sicura e decentralizzata per ridurre la pirateria, migliorare la gestione dei diritti e garantire che i proventi vadano effettivamente agli autori.

La blockchain ha indubbiamente il potenziale per trasformare il modo in cui i diritti d’autore sono gestiti e protetti, soprattutto in ambito digitale e tutto lascia presagire che i benefici non saranno solo per gli autori ma anche per i consumatori e alla società nel suo complesso.

Ludovica Palmieri

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