Elezioni Europee 2019 e next steps

10 Giugno 2019

Instinctif in collaborazione con Open Gate Italia propone un’analisi puntuale dell’esito delle elezioni europee, la distribuzione dei seggi nel nuovo parlamento e le alleanze tra i gruppi politici, le tappe fondamentali che porteranno alla definizione della composizione della nuova Commissione Europea che si insedierà il 1 novembre.

Il documento offre inoltre un approfondimento su 8 Paesi europei: Italia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Regno Unito.

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Il IX mandato del Parlamento Europeo inizierà il 2 luglio, quando i Membri del Parlamento Europeo (MEPs) si incontreranno per la prima sessione a Strasburgo. I MEPs eleggeranno il Presidente, i 14 Vice Presidenti e i 5 Questori del Parlamento. Decideranno il numero e la composizione delle commissioni e sottocommissioni permanenti del Parlamento, dando così inizio alla nuova legislatura. width=

La sfida per una nuova coalizione di maggioranza

Per la prima volta dal 1979, i gruppi politici europei di centro-destra e centro-sinistra, non hanno seggi sufficienti per formare una maggioranza tra loro all’interno del Parlamento Europeo.

Ciò apre la porta ad un periodo di incertezza, dato che altri gruppi politici cercheranno di ottenere potere nell’ambito del PE, che svolge un ruolo sempre più importante nella vita politica dei 28 Stati Membri dell’Unione, come co-decisore nella maggior parte dei settori politici. Il risultato odierno potrebbe ricordare più una coalizione di governo nazionale rispetto alla grande coalizione che, di fatto, ha prevalso a Bruxelles per decenni.

I partiti pro UE continueranno a controllare una maggioranza sostanziale in Parlamento, ma è troppo presto per dire chi avrà voce in capitolo. I Socialisti, i Liberali e i Verdi – tutti pro UE – hanno promesso di rompere il recente monopolio dei conservatori sulla leadership delle Istituzioni dell’UE.

Dopo le elezioni europee, il Partito Popolare Europeo, (PPE) di centro-destra, rimane il più grande partito al Parlamento Europeo, nonostante la riduzione a 180 seggi dai 216 del precedente mandato.

Il gruppo socialisti e democratici (S&D) di centro-sinistra dovrebbe arrivare secondo con 146 seggi, in calo rispetto ai 187 precedenti. Una nuova coalizione centro-liberale (formata da ALDE e Renaissance) guidata dal presidente francese Emmanuel Macron e dal Primo Ministro olandese Mark Rutte potrebbe arrivare al terzo posto con 109 seggi. Queste elezioni vedono una crescente “onda verde” in Parlamento con 69 seggi per il partito ambientalista.

L’estrema destra, nel frattempo, potrebbe ottenere 112 seggi, con il rafforzamento della Lega Nord di Matteo Salvini, Vice Premier italiano, rispetto alla legislatura precedente. Resta da vedere se si uniranno – o se saranno i benvenuti – al PPE, che ha cercato di frenare gli altri gruppi politici euroscettici compreso l’ungherese Fidesz. width=

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Dopo le Elezioni Europee, è stata elaborata un’analisi dei risultati nei Paesi UE più rilevanti per i nostri clienti. A seguire, le analisi dei risultati elettorali in Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Regno Unito.

Francia

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Il partito del Presidente francese Emmanuel Macron non è riuscito a sconfiggere la fazione di estrema destra National Rally (RN) di Marine le Pen. Il suo partito è arrivato al primo posto alle elezioni con 22 seggi, mentre la lista Renaissance di Macron ha ottenuto 21 seggi. La grande sorpresa di queste elezioni per la Francia è stata l’ottima performance del partito Verde “Europe Ecologie-Les Verts’, che ha ottenuto 12 seggi, diventando il terzo partito francese nell’ambito del PE. Mentre, secondo le previsioni, tale postazione sarebbe dovuta spettare ai  Les Republicains, che, invece, hanno perso 8 dei 16 seggi che avevano.

La France Insoumise, il partito di estrema sinistra di Melenchon, ha ottenuto 6 seggi, mentre il Partito Socialista solo 4, confermandone il declino.

  • L’affluenza alle urne è aumentata rispetto alle ultime elezioni europee, attestandosi al 50,12%, con un aumento di 7,7 punti rispetto al 2014.

Nathalie Loiseau, prima candidata del partito Renaissance

La nuova width= Deputata francese Nathalie Loiseau è degna di nota. Era la principale candidata alla lista elettorale del Presidente Macron. Come membro di Governo è stata Ministro degli Affari Europei fino a Marzo 2019, quando ha iniziato la campagna elettorale come candidato al Parlamento Europeo.

È a favore di una forte transizione ecologica e ritiene che il 40% del bilancio dell’UE dovrebbe essere utilizzato a tal fine.

 

Germania width=

Mentre la CDU e i suoi alleati della CSU (PPE) sono riusciti a rimanere il più grande partito nel Parlamento tedesco, quest’anno, rispetto al 2014, hanno perso il 7% dei voti. I risultati sono stati anche peggiori per l’SPD (S&D) che ha visto ridurre i sostenitori al 15.5%, restando indietro rispetto al Partito Verde (Verdi). I risultati potrebbero avere conseguenze significative per il governo tedesco, dato che la pressione sulla SPD per uscire dalla coalizione si fa sentire.

Intanto, i Verdi hanno grandi aspettative, dal momento che il loro risultato è salito al 20.5%, portandoli al secondo posto. Il partito di estrema destra Alternative für Deutschland ha ottenuto l’11% dei voti. Con questi risultati, i Verdi avranno certamente un impatto decisivo in Parlamento nel corso della prossima legislatura.

  • L’affluenza alle urne è aumentata rispetto alle ultime elezioni europee, attestandosi al 61,41%, con un aumento di 13,31 punti rispetto al 2014.

Katarina Barley, prima candidata del partito SPD

Katarina Barley, Ministro della Giustizia Tedesco e capofila del SPD, ha fatto notizia per i suoi commenti sulla n width=ecessità di una legislazione più rigida nei confronti delle grandi aziende tecnologiche, invitando i giganti dell’industria come Facebook e Amazon a fare di più o ad affrontare le multe.

L’esperta politica, con doppia cittadinanza tedesca e britannica, sta progettando, per la prossima legislatura, di rafforzare le richieste di una legislazione più severa sulla privacy dei dati e su altre questioni digitali provenienti dal Parlamento.

 

Irlanda

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Il 24 maggio, il 49,30% dei cittadini irlandesi ha espresso il proprio voto eleggendo 11 Deputati nel Parlamento europeo.

Come previsto, i sondaggi mostrano che Fine Gael, il partito irlandese di centro-destra (PPE) guidato da Leo Varadkar, ha ottenuto il 29% dei voti, e la possibilità di inviare 4 Deputati al Parlamento Europeo. Al secondo posto sono arrivati The Green Party (Greens/EFA) e i candidati Indipendenti che, con il 15% dei voti, hanno inviato 2 eurodeputati ciascuno.  In particolare, The Green Party, ha guadagnato molti consensi, considerando che nel 2014 aveva ricevuto solo il 4.9% dei voti.

Dietro di loro c’è Fianna Fail (ALDE) con il 15% e 1 solo deputato e Sinn Fein (GUE/NGL) che, con il 13% dei voti, ha eletto 2 deputati. Il Partito laburista (S&D), i socialdemocratici (S&D) e altri indipendenti probabilmente non riusciranno a ottenere alcun seggio per questo mandato del Parlamento europeo.

  • L’affluenza alle urne è leggermente diminuita rispetto alle ultime elezioni europee, attestandosi al 49,3 per cento, con un calo di 3,1 punti rispetto al 2014.

Ciaran Cuffe, prima candidato del partito Green Party

La sorpresa p width=iù grande tra queste è il candidato del Partito Verde Ciaran Cuffe, che probabilmente sarà il primo eletto nella circoscrizione di Dublino con quattro seggi. Questo indica che la domanda di intervento sul tema dei cambiamenti climatici sta crescendo e potrebbe diventare una delle maggiori priorità del governo.

 

 

 

Italia width=

Per la prima volta in assoluto, la Lega è diventata il primo partito italiano, confermando l’ascesa a livello nazionale di un partito regionale che affonda le sue radici nel prospero Nord Est. I risultati di lunedì scorso hanno attribuito alla Lega una clamorosa vittoria del 34,33%, oltre ogni aspettativa. Accanto alla consueta campagna anti-immigrazione, Matteo Salvini, Vice Primo Ministro italiano, ha fatto della questione demografica la componente chiave della sua campagna, puntando su una visione nazionalista, volta a invertire la contrazione della popolazione italiana e proteggerne l’identità.

Il Partito Democratico (PD) ha realizzato una buona performance elettorale che ha, in parte, compensato il terribile risultato delle elezioni nazionali dello scorso anno. Il PD che ha ottenuto solo il 18% nelle elezioni nazionali, nella tornata europea giunge al 22,7% dei voti, superando il Movimento Cinque Stelle (M5S).
Il Partito Democratico è diventato il secondo partito italiano al Parlamento Europeo, portando ben 18 seggi all’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici.

  • L’affluenza alle urne è leggermente diminuita rispetto alle ultime elezioni europee, attestandosi al 56,10%, in calo di 2,6 punti rispetto al 2014.

La solidarietà arriva a Bruxelles: Eletto Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa.

Nonosta width=nte i successi dei partiti xenofobi in molti paesi, Pietro Bartolo, medico anticonformista di Lampedusa e candidato del Partito Democratico, è stato eletto con 135.098 preferenze nel suo collegio elettorale. Medico da 30 anni nel policlinico di Lampedusa, Bartolo ha affermato l’importanza di “arginare questa deriva populista, sovrana e xenofoba, perché il nostro Paese non merita di essere rappresentato da chi semina paura, ma da chi costruisce speranza. Non merita di essere rappresentato da chi innalza i muri, ma da chi costruisce ponti”.

Come deputato europeo, Bartolo, ha dichiarato l’intenzione di proporre,  “una revisione della Convenzione di Dublino, per dare alle persone in arrivo la possibilità di raggiungere i paesi in cui desiderano vivere. Chi arriva in Italia molto spesso è solo in transito per raggiungere altri paesi. È necessario garantire la libera circolazione all’interno della Comunità Europea, nel rispetto degli accordi tra Stati membri”.

Paesi Bassi width=

Le elezioni europee hanno visto una vittoria a sorpresa per il partito olandese PvdA (S&D).

Ci si aspettava una sfida fra il partito di governo VVD (ALDE) e il nuovo partito euroscettico FvD, grandi vincitori delle elezioni del Senato Olandese di marzo. Invece, il VVD è arrivato secondo, mentre FvD è arrivato solamente quarto, accanto al GroenLinks (Greens).

L’inaspettata vittoria del S&D è ampiamente attribuita alla popolarità dello Spitzenkandidat Frans Timmermans, che è in testa alla lista del PvdA.

L’unico partito nuovo che ha fatto il suo ingresso nel Parlamento Europeo è 50+, che richiede migliori condizioni per gli anziani.

Far-left SP (GUE-NGL) e il PVV populista di destra guidato da Geert Wilders non hanno ottenuto alcun seggio e non torneranno in Parlamento. Si tratta di una battuta di arresto per Wilders, che aveva ottenuto un buon risultato nelle ultime elezioni.

  • L’affluenza alle urne è leggermente aumentata rispetto alle ultime elezioni europee, attestandosi al 41,9%, con un aumento di 4,6 punti rispetto al 2014.

Frans Timmermans, attuale primo vicepresidente della Commissione europea e Spitzenkandidat

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Probabilmente il nuovo Deputato Olandese più importante è Frans Timmermans. L’ex Deputato del Parlamento Olandese e due volte Ministro degli Affari Esteri è una figura ben nota a Bruxelles. In qualità di primo vicepresidente della Commissione Europea, è conosciuto per i suoi scontri con il Governo Polacco e Ungherese sul deterioramento dello stato di diritto in quei paesi. Tuttavia, dato che è anche lo Spitzenkandidat per S&D ed è molto quotato per questo ruolo, è possibile che Mr. Timmermans , almeno per il momento, non prenda il suo posto nel Parlamento Europeo.

 

Romania width=

L’affluenza alle urne per queste votazioni è stata nettamente superiore a quella delle precedenti elezioni del Parlamento Europeo (50,98%) ed è stata anche superiore a quella dell’ultima tornata elettorale del  Parlamento Rumeno 2016, che si attestava al 39,49%.

Significativa è stata anche l’affluenza elettorale dei molti espatriati che hanno atteso ore in fila per esprimere il loro voto. I partiti europeisti rumeni hanno inflitto una grave sconfitta ai socialdemocratici al potere (PSD/S&D).

Il partito liberale nazionale di centro-destra (PNL/PPE) e l’alleanza centrista USR-PLUS hanno raccolto insieme più del 48% dei voti, con un chiaro segnale per il governo. Il PSD ha ottenuto il 23,39% dei voti, in netto calo rispetto al 37,6% vinto nel 2014. Il nuovo schieramento USR+PLUS si è piazzato al terzo posto e si prevede che aderirà alla coalizione formata da ALDE e al LREM di Macron, rafforzandone ulteriormente le fila.

  • L’affluenza alle urne è aumentata rispetto alle ultime elezioni europee, attestandosi al 51,07%, con un aumento di 18,6 punti rispetto al 2014.

Dacian Ciolos, esperto politico Rumeno

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L’ex Commissario per l’agricoltura e poi Primo Ministro della Romania, Ciolos è a capo della lista USR a favore dell’UE. Ci si aspetta che il partito si unisca al nuovo gruppo formato da ALDE e La Republique En Marche di Macron,  perché ciò potrebbe renderli potenzialmente influenti, data la posizione di ago della bilancia che questo nuovo gruppo dovrebbe svolgere all’interno del Parlamento Europeo.

 

Spagna width=

Il Partido Socialista Spagnolo Obrero Español (PSOE), partito politico socialdemocratico, è tornato a vincere, per la seconda volta, le elezioni europee con Josep Borrell a capo della lista (la prima volta fu capolista nel 2004).

Lo PSOE ha ottenuto 20 seggi (sette in più rispetto al 2014), che potrebbero diventare 21 se il Regno Unito uscisse dall’UE.

Il Partido Popular (PP), di matrice politica liberale e conservatrice, è arrivato a poco più del 20%, con 12 seggi (quattro in meno, rispetto alle precedenti elezioni) ma mantiene la leadership simbolica della destra davanti a Ciudadanos (Cs), partito politico di centro-destra, che ha ottenuto 7 seggi.

L’ultra-destra VOX è entrata nel Parlamento europeo con 1,3 milioni di voti e tre seggi. I nazionalisti catalani hanno acquisito sei seggi con Junts per Catalunya (Insieme per la Catalogna).

  • L’affluenza alle urne è aumentata rispetto alle ultime elezioni europee, attestandosi al 64,3%, con un aumento di 20,5 punti dal 2014.

Leopoldo López Gil, padre del leader dell’opposizione in Venezuela

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Il padre del leader dell’opposizione venezuelana, Leopoldo López Gil, ha ottenuto un seggio nella fila del Partito Popolare Spagnolo (PP).

López Gil dovrebbe portare all’attenzione del Parlamento Europeo la crisi sociale, economica e politica che sta attraversando il Venezuela, facendosi portavoce sia del suo paese, sia dell’America Latina.

Il PP è al secondo posto nelle elezioni europee in Spagna con il 20,09% dei voti e 12 deputati. Il seggio numero 12 sarà per Leopoldo López Gil, il primo eurodeputato venezuelano della storia.

Regno Unito width=

Come previsto, data l’attuale situazione di stallo della Brexit, le elezioni europee nel Regno Unito hanno

inferto un colpo devastante sia al governo, sia ai principali partiti di opposizione.

I Conservatori di Theresa May hanno subito il peggior risultato elettorale degli ultimi 200 anni, posizionandosi al 5° posto assoluto con solo l’8,7% dei voti.

Il partito Laburista, la cui popolarità è andata costantemente diminuendo, data l’incertezza della Brexit, non è riuscito a sfruttare la debole attrattività del suo principale rivale ed ha raccolto poco più del 14% dei voti.

Il neocostituito Brexit Party di Nigel Farage è stato il grande vincitore, con quasi un terzo dei voti, mentre i Liberaldemocratici, apertamente anti-Brexit, hanno ricevuto il 18,5%.

L’uscente Primo Ministro Theresa May ha espresso la sua delusione per i risultati elettorali, mentre il leader laburista Jeremy Corbyn ha dichiarato il suo sostegno a un referendum sulla Brexit nel tentativo di riconquistare alcuni dei suoi ex sostenitori pro-Europa.

Nel frattempo, Nigel Farage ha affermato che la vittoria del suo partito va interpretata come un segnale delle preferenze dell’elettorato e ha suggerito che in futuro sarà opportuno coinvolgere maggiormente il partito nei negoziati per la Brexit.

Nel complesso, pare che i risultati delle elezioni europee nel Regno Unito abbia inasprito la contrapposizione causata dalla Brexit. Senza una soluzione credibile in vista, non è impossibile che i nuovi deputati britannici restino in carica oltre la scadenza della Brexit prevista per il prossimo Novembre.

  • L’affluenza alle urne è leggermente aumentata rispetto alle ultime elezioni UE; attestandosi al 37%, con un aumento dell’ 1,4% rispetto al 2014.

Magid Magid, “Il politico più cool del Regno Unito”

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Il sindaco di Sheffield, che aveva precedentemente definito il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, un «perditempo», negandogli la visita della sua città, ha ottenuto un seggio al Parlamento Europeo.

Il ventinovenne che è stato votato come “Politico più cool del Regno Unito”, si è trasferito a Sheffield dalla Somalia quando aveva cinque anni e da allora è diventato il più giovane sindaco di Sheffield e consigliere del Partito Verde.

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