Futuro? La soluzione sta nella formazione

Pubblicato mercoledì 24 Luglio 2019

L’apoteosi dello Steve Jobs pensiero: la tecnologia corre più veloce dell’immaginazione. Sembra lo scenario di un film futuristico ma, invece, in alcuni settori si tratta proprio della realtà.

In meno di 10 anni è cambiato il modo di COMUNICARE

Senza paura di essere contraddetti, si può dire che in meno di dieci anni è cambiato il modo di comunicare, con l’aumento esponenziale dell’uso di immagini al posto delle parole. Se all’inizio dell’avanzata degli smartphone, avvenuta di pari passo a quella dei social network – due realtà indipendenti ma limitrofe – le immagini hanno spopolato, adesso anche il traffico di video è aumentato in maniera esponenziale.

La TV di oggi? on demand e online

Non solo, perché gli smartphone, seguiti poi tablet e laptop, hanno contribuito in maniera decisiva a cambiare i tempi e i modi della fruizione audiovisiva, spazzando via il concetto tradizionale di televisione. Non è un caso che, proprio alla vigilia della rivoluzione 5G, i broadcaster si stiano adoperando per adottare il nuovo standard di trasmissione DVB T2, con cui occuperanno un minor numero di frequenze per gli stessi canali.

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Infatti, se ieri il pubblico si doveva adeguare agli orari e ai luoghi della TV, oggi è tutto il contrario perché la maggior parte dei contenuti sono disponibili online e on demand.

In più, oltre ai programmi tradizionali, siamo tempestati da video brevi che catturano la nostra attenzione,. Persino l’Auditel ha esteso il suo monitoraggio ai device digitali. I risultati raccolti nella prima settimana, seppur parziali, perché relativi solo alle versioni online delle tv tradizionali (DeA, Discovery, La7, Mediaset, Rai, Sky) sono stati sorprendenti. Circa 120 milioni di video visti online, per una durata media di poco superiore ai cinque minuti.

Per affrontare la rivoluzione 5G serve la FORMAZIONE 4.0

E se le nuove tecnologie hanno già rivoluzionato il modo di comunicare e quello di fruire contenuti audiovisivi, a breve il cambiamento investirà anche altri settori del vivere quotidiano, dalla mobilità alle abitazioni.

A fronte di questa rapida e inarrestabile avanzata tecnologica, è inevitabile, quanto auspicabile che molte delle conoscenze acquisite sui banchi di scuola lasceranno il posto a nuove nozioni, legate all’innovazione. Addirittura c’è chi pensa che un domani persino la scrittura non sarà più una competenza fondamentale, dal momento che le macchine scriveranno per noi. Dunque, per rimanere al passo con i tempi è fondamentale intraprendere un’alfabetizzazione digitale, in modo che le nuove generazione siano pronte ad affrontare il futuro. Del resto è sin troppo evidente il gap che separa le conoscenze impartite nelle scuole da quelle realmente necessarie per emergere nel mondo che verrà.

Anche perché, gran parte delle professioni del futuro, al momento, non le possiamo neanche immaginare.

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L’istruzione come soluzione

Allora, perché non utilizzare sin da subito gli strumenti a disposizione, come Intelligenza Artificiale, Big Data e Internet of Things, a scopo didattico? I soldi spesi in formazione sono un investimento sicuro e vantaggioso per tutti. Del resto, in una società che diventa ogni giorno più liquida, che premia l’iniziativa individuale e l’inventiva, un’istruzione più personalizzata forse rappresenta l’unica soluzione possibile per rispondere al cambiamento.

Ludovica Palmieri