HPE organizza a Milano “Discover More”, per anticipare la prossima rivoluzione digitale.

Pubblicato martedì 14 Maggio 2019

La rivoluzione 4.0

I progetti che fino a qualche anno fa sembravano futuristici e difficilmente attuabili, oggi, con la rivoluzione 4.0 sono diventati realtà. Se, da un lato, la digitalizzazione sta cambiando il modo di vivere e  di lavorare, dall’altro rappresenta un potentissimo motore per la crescita e lo sviluppo delle aziende.
La mission di Hewlett Packard Enterprise è proprio quella di fare in modo che le PMI possano trarre i massimi benefici dalla trasformazione digitale.
In quest’ambito, rientra il convegno Discover More, che si è tenuto oggi, martedì 14 maggio, a Milano, presso lo spazio MiCo Milano Congressi, dedicato alle tematiche connesse all’innovazione, con un focus sui Big Data. I dati, infatti, rappresentano un elemento imprescindibile per le aziende e la loro corretta elaborazione è cruciale per aumentare i livelli di produttività, la competitività e definire nuovi  modelli di business.

Il convegno

Discover More è stato organizzato per illustrare, ad imprenditori e professionisti del settore, le potenzialità della data driven innovation, con il contributo di analisti, aziende e Università.

Dopo il benvenuto Stefano Venturi, Presidente e Amministratore Delegato di Hewlett Packard Enterprise Italia e Vice President di Hewlett Packard Enterprise Inc è intervenuto Antonio Neri, da diciotto mesi President & Chief Executive Officer di HPE.

L’intervento di Antonio Neri, President & Chief Executive Officer di HPE

 width=A proposito di Big Data, il Presidente ha dichiarato: “Entro il 2023 la maggior parte dei dati sarà creato in edge, non in cloud o in datacenter. Per questo stiamo puntando così tanto sull’intelligent edge, perché è quello che ci permette di lavorare e creare informazioni dove ci troviamo, sul luogo di lavoro o a casa. La nuova sfida è “unire i puntini” e mettere insieme da una parte miliardi di persone, dall’altra migliaia di miliardi di dispositivi che generano dati per creare un mondo interamente connesso, sia esso fisico o virtuale”.

Intelligent edge

Dopo aver illustrato le ragioni per cui l’intelligent edge rappresenta il futuro nella gestione dei dati, Neri ha dichiarato che l’azienda ha deciso di investire quattro miliardi di dollari nell’intelligent edge. Il manager ha continuato spiegando che “Oggi il 94% dei dati in edge viene sprecato; il nostro obiettivo, invece, è arrivare a usare ogni singolo byte. Perché, e non è certo una novità, siamo convinti che nei prossimi anni le imprese di successo saranno sempre più quelle orientate a una gestione intelligente e ottimizzata dei dati.”

Il futuro del cloud

Il punto, secondo Antonio Neri è che: “Pensiamo che il cloud non sia una destinazione, ma un’esperienza. I data scientist amano il cloud perché è veloce e consente di impiegare le applicazioni con agilità. Proprio per questo siamo convinti che la cloud experience sia il nuovo asset su cui puntare per rendere l’intero processo più agevole. Stiamo vivendo la prima generazione del cloud, la prossima sarà quella che permetterà una gestione ancora più efficace dei dati. Oggi abbiamo 1,2 miliardi di miliardi di dati generati ogni giorno, tra due anni saranno il doppio del complessivo delle informazioni create nella storia dell’umanità».

Ludovica Palmieri

 

  • Home
  • OGI News
  • TLC
  • HPE organizza a Milano “Discover More”, per anticipare la prossima rivoluzione digitale.