Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data.

2 Dicembre 2019

PILLOLA_OGI_#32_L’AUDIZIONE della Fondazione Ugo Bordoni | Seconda parte: l’Intelligenza Artificiale

Relatore: Antonio Sassano, presidente della Fondazione Ugo Bordoni

L’intelligenza artificiale – AI

In materia di AI, secondo la Fondazione Bordoni, per costruire valore, più dei dati, ciò che conta sono gli algoritmi e le metodologie di ottimizzazione. I big data, infatti, sono valorizzati solo quando un algoritmo, elaborandoli, li trasforma in informazioni di qualità.
La capacità di concepire gli algoritmi, di ottimizzarli e certificarne il comportamento corretto creeranno la ricchezza futura di nazioni e aziende.
Confondere la qualità dei metodi di ottimizzazione degli algoritmi con la quantità dei dati a disposizione è un errore che potrebbe avere conseguenze negative per il nostro Paese. Gli algoritmi di nuova generazione sono in grado di risolvere dei problemi con dati che erano disponibili già 50 anni fa. Per progettare una rete digitale terrestre non servono nuovi dati, quanto la digitalizzazione di quelli già esistenti, dunque, quello che conta è la qualità degli algoritmi utilizzati per trattare questi dati.

La situazione in Italia

L’indice DESI (Digital Economy and Society Index) non dà alcuna informazione circa lo stato del nostro Paese relativamente agli algoritmi ma evidenzia che abbiamo bisogno di ingegneri e di laureati nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Non basta che qualcuno sia laureato in una disciplina STEM per dire che è un esperto nella progettazione e nella definizione degli algoritmi, ma è necessaria la formazione di specialisti in metodi e algoritmi di ottimizzazione. Anche la Comunità Europea ha sottolineato che gli algoritmi risolveranno problemi che vanno dalla bioinformatica alla pianificazione delle aziende del futuro. Il messaggio è: non preoccupiamoci soltanto del modo in cui si gestiscono i dati, ma piuttosto di avere le competenze per gestirli al meglio.

Campi elettromagnetici e 5G.

La realizzazione di reti 5G prevede un significativo aumento dei trasmettitori e una loro distribuzione più fitta sul territorio. Questa densificazione della rete aumenterà la disponibilità di trasmettitori vicini agli utenti e consentirà di tenere basse le potenze di cellulari e trasmettitori.

Il 5G sarà caratterizzato dalle antenne adattative – definite MiMo – essenziali per garantire tutta la potenza in ricezione richiesta dalle velocità più elevate di trasmissione. Le antenne MiMo sono smart perché concentrano il fascio di trasmissione solo quando e dove è richiesto, limitando la potenza al valore necessario per raggiungere l’apparato utente. L’intelligenza delle reti 5G interviene per equilibrare, secondo le giuste soglie, le emissioni dei campi elettromagnetici.

Le frequenze millimetriche

Le frequenze millimetriche a 24 GHz sono state assegnate nell’asta recente, 6,5 miliardi di euro, e sono le meno pericolose tra quelle finora utilizzate.
Secondo le linee guida dell’International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP), quando la frequenza dei campi elettromagnetici aumenta, l’esposizione del corpo e il riscaldamento risultante diventano più superficiali. Oltre i 6 giga, circa l’86 per cento della potenza viene assorbita dalla pelle. All’aumentare della frequenza la penetrazione delle radiazioni nel corpo umano diminuisce. Questo deriva dal fatto che il calore viene rimosso dal corpo più facilmente quando è superficiale, poiché l’energia termica si trasferisca all’ambiente attraverso convezione. Le frequenze più alte sono quindi le meno preoccupati. Ovviamente tutto dipende da una buona progettazione dei trasmettitori e una buona progettazione delle reti.

Domande da parte dei membri della IX Commissione

Bruno Bossio – PD:

Sul tema degli algoritmi: quali possono essere gli sbocchi occupazionali di un ragazzo che diventi un super esperto nelle competenze digitali? Chi usa gli algoritmi? Sicuramente, li usa Google, che pilota le ricerche secondo i suoi interessi. In Italia quali aziende potrebbero assumere un esperto di algoritmi? Ad ogni modo, è importante abituare i ragazzi allo studio del coding fin dalle elementari, per far sì che arrivino velocemente a conoscere il pensiero computazionale, fondamentale per intraprendere percorsi di alta specializzazione digitale.

Romano – M5S:

Circa le emissioni elettromagnetiche: Anche se il 5G è una tecnologia meno invasiva rispetto alle precedenti andrà a sommarsi alle emissioni delle altre reti di telefonia mobile, questo comporterebbe dunque un ulteriore aumento delle emissioni. La Fondazione Bordoni ha già un’ipotesi sulla previsione di chiusura delle vecchie reti e quanto potrebbe andare avanti questa migrazione dal 3-4 al 5G?

Liuzzi – M5S:

Sul tema degli algoritmi, auspico che l’Agcom si focalizzi anche sulle nuove tecnologie emergenti. Non è stata colta a pieno l’importanza e l’opportunità che si poteva avere facendo uno studio sugli algoritmi, ma anche sull’intelligenza artificiale. Nel prossimo futuro avremo un cambiamento anche nel mondo della televisione. In Italia, dal 2022, cambieremo i decoder, ci sarà una modalità diversa di trasmissione sul DVB-T2. Sarà interessante capire il futuro della televisione oltre il 2030, proprio in relazione all’aumento della capacità della fibra ottica, di Internet e delle nuove tecnologie. Potrebbe essere utile una riflessione in relazione al servizio pubblico: quali ipotesi si possono fare al riguardo?

Risposte

Bruno Bossio – PD:

Algoritmi

Sul tema degli algoritmi: attualmente, oltre Google, esistono diversi algoritmi anche di carattere etico, come quello dei trapianti che accoppia donatori e persone che hanno bisogno. Da tempo vengono studiati algoritmi sofisticatissimi per risolvere problemi che hanno ovviamente una ricaduta sociale. L’intelligenza artificiale esiste da cinquant’anni, ai tempi dell’atterraggio sulla luna, l’algoritmo segnalò al centro di controllo di Houston che c’era un problema. Ma il centro di controllo, fatte le verifiche decise di procedere comunque: è la prima decisione in cui uomo e algoritmo hanno interagito tra loro.

Opportunità lavorative

Uno dei temi cruciali per la nascita di nuove opportunità di lavoro per giovani è nello sviluppo delle aziende, che attualmente ancora non si rendono conto dell’importanza di padroneggiare gli strumenti digitali.  Ad esempio, a Roma esiste una delle migliori piattaforme del mondo nel settore delle traduzioni, che utilizza tutti gli strumenti algoritmici possibili, anche le reti neurali. Si tratta di una grande realtà internazionale di cui le aziende italiane non riconoscono ancora il potenziale.

L’Italia avrebbe grandi competenze per sviluppare nuovi algoritmi ma non investendo nel settore si lascia sorpassare da aziende straniere che cmq necessitano della consulenza dei nostri esperti. Ad esempio, il software di simulazione che serve per valutare la qualità delle reti digitali terrestri è prodotto da una società tedesca anche se, in caso di problemi frequenziali o TLC, sono chiamati a intervenire esperti italiani.

Romano – M5S:

Quanto all’elettromagnetismo siamo in una fase di transizione. A regime, il 5G migliora tutto ma la transizione deve essere controllata, verificata, simulata. Non è facile cancellare 2G e 3G per passare alle generazioni successive. Ad esempio, è in arrivo l’Internet delle cose del 5G, ma al momento è gestito dal 2G. Spegnere il 2G oggi creerebbe gravissimi problemi ai sistemi d’allarme delle case e così via. La transizione al 5G è una questione che va affrontata attentamente. La Fondazione Bordoni, conscia dell’importanza della tematica, è pronta ad affrontarla.

Liuzzi – M5S:

Sulla televisione. Utilizzare le frequenze per trasmettere in modo monodirezionale, da un unico trasmettitore a milioni di persone, è molto conveniente e più efficiente della trasmissione uno a uno della rete in fibra. Tuttavia, quando la capacità delle reti in fibra di futura generazione sarà massima, allora quello sarà il canale privilegiato per la distribuzione.
Emergerà la questione dei contenuti, dato che la competizione sarà molto più estesa, come si può già intuire oggi. Netflix è semplicemente un esploratore, stanno per arrivare i player che davvero domineranno questo settore, come Disney, Apple, Amazon.
Aumenteranno sia la produzione di contenuti sia la competizione nella distribuzione che non sarà più limitata dall’integrazione verticale e dal controllo delvideo .

Conclusione

Antonio Sassano, portavoce della Fondazione Bordoni ha concluso con una considerazione: “È fondamentale che l’azione sia ex ante: non dobbiamo agire come Pompieri che vanno a spegnere l’incendio, ma come Vigili del Fuoco che intervengono prima delle fiamme per verificare che tutti i sistemi siano a posto. Governo e Istituzioni devono affrontare un lavoro complesso, che richiede una prefigurazione di ciò che sta per accadere.

Sarebbe opportuno mettere in atto una politica industriale per spingere, a seconda delle analisi, il mercato in una direzione piuttosto che in un’altra. Finora i regolatori sono intervenuti solo quando il mercato non ce l’ha fatta da solo.  Ma con il web e le nuove tecnologie oggi la situazione è diversa e ci troviamo in un mondo in rapidissima evoluzione. Solo nel 2005 non esistevano aziende che in questo momento dominano il mondo. La regolazione deve essere fatta ex ante e per fare una regolazione ex ante, bisogna avere delle competenze molto sofisticate, più o meno equivalenti a quelle dell’industria che deve essere regolata. Si auspica che su questi temi l’autorità dovrà fare molto di più.”

Gaetane Pellegrino

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