Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data. PILLOLA_OGI_#10_L’AUDIZIONE RAI

30 Aprile 2019

L’audizione Rai è stata focalizzata sulle tematiche tratte dal contratto che regolamenta le attività del servizio pubblico radiotelevisivo. In primis: assicurare e contribuire alla ricerca e all’innovazione tecnologica «al fine di favorire lo sviluppo industriale delle infrastrutture fondamentali del Paese». La Rai, infatti, oltre a produrre contenuti, partecipa alla crescita infrastrutturale del Paese. Per il broadcaster è dunque  mandatario sperimentare la diffusione di contenuti mediante l’uso di nuove tecnologie trasmissive: digitale terrestre, satellitare, banda larga fissa e mobile. Inoltre, la RAI deve garantire la fruibilità dei contenuti attraverso queste piattaforme multiple a tutta la popolazione.

SERVIZIO RADIOTELEVISIVO E AREE DI APPLICAZIONE

Per quanto riguarda il servizio radiotelevisivo, Rai punta su tre aree fondamentali di applicazione delle nuove tecnologie trasmissive.

  1. Fibra Ottica e produzione

Il tema della produzione implica la realizzazione di contenuti audiovisivi in luoghi diversi. Tramite l’uso della fibra ottica, l’obiettivo è quello di arrivare ad una sorta di studio radiotelevisivo virtuale che permetta di centralizzare istantaneamente tutte le attività realizzate.

  1. 5G e contenuti video | La produzione remota di eventi esterni.

Per confezionare il prodotto audiovisivo occorrono una serie di contenuti video realizzati in remoto, ovvero in location particolari. Al fine di garantire la massima qualità del prodotto sono necessarie infrastrutture a banda larga in grado di trasferire contenuti di altissima qualità. In tal senso il 5G rappresenta una grandissima opportunità.

  1. Distribuzione dei servizi audiovisivi

L’accesso ai programmi radiotelevisivi avviene ubiquamente, tramite devices portatili. Inoltre, la presenza sul web di contenuti extra fa sì che il broadcaster, ancorché classico, debba presidiare oltre all’infrastruttura tipica (le torri e i trasmettitori dell’antenna televisiva), anche quella per gestire i contenuti internet. È quindi necessario un mix tra le due infrastrutture citate. Per raggiungere questo obiettivo, sia da un punto di vista tecnico che regolamentare, la Rai sta puntando sul 5G. Infatti l’evoluzione dello standard 5G sarà così efficiente da consentire, attraverso la sovrapposizione intelligente di due infrastrutture, la gestione della duplice natura del broadcaster, da una parte tradizionale, dall’altra bidirezionale e pervasiva. Secondo la Rai è importante non limitare l’uso del 5G alla personal communication, come previsto dalle telco ma estenderlo anche a tutti i terminali fissi, tramite la designazione di alcune torri.

Da broadcaster classico a Digital media company

Rai sta attraversando una fase di evoluzione, da broadcaster classico a Digital media company. L’obiettivo è quello di ampliare l’offerta generalista attraverso l’implementazione dei mezzi di comunicazione, l’uso delle nuove tecnologie e, soprattutto, l’interazione diretta con l’utente finale. Infatti, se ieri il “teleutente” era un soggetto passivo, che al massimo utilizzava il telecomando per fare zapping, oggi lo spettatore è attivo e multitasking. Mentre guarda la televisione, svolge altre attività, anche connesse a ciò che sta seguendo. Per questo, per il broadcaster è importante intercettarlo, al fine di capirne le necessità, le reazioni e l’effettivo valore dell’attività radiotelevisiva.

Big Data

La Rai considera le informazioni in suo possesso degli asset di valore, di cui non viene fatta alcuna commercializzazione. I BigData – provenienti dall’audience tradizionale, da dati aziendali strutturati, dal web, dai social e da altre fonti – vengono elaborati tramite un Data Lake (advanced analytics, studio avanzato analitico del dato) per interpretare il sentiment degli spettatori.

DOMANDE E OSSERVAZIONI DA PARTE DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE:

M5S

La deputata M5S ha ricordato che il tavolo di lavoro 4.0 ha portato all’inserimento in legge di bilancio del riordino delle frequenze e all’erogazione di 80 milioni di euro per l’azienda, per l’innovazione tecnologica e infrastrutturale. Tutte le richieste Rai sono state accolte. In particolare, il passaggio dell’informazione regionale dalla banda VHF all’UHF è stato determinante nel rendere più efficiente l’uso dello spettro, indispensabile per migliorare la ricezione del segnale e minimizzare i disagi per utenti e broadcaster. Con queste premesse, è stato chiesto se la Rai è coinvolta nella sperimentazione 5G e se la piattaforma RAI Play consente una profilazione più accurata rispetto a quella tradizionale.

PD

Anche la Deputata del PD si è interessata alle eventuali sperimentazioni e al tema della profilazione.

FDI

Colpito dal successo della sentiment analysis di Sanremo, il Deputato ha espresso il desiderio di approfondire l’argomento.

Risposte della Rai

  1. Sperimentazione 5G

RAI ha affermato che sono in corso sperimentazioni a livello europeo, che consentono di accedere a contenuti internazionali. Il broadcaster ha sottolineato che per l’uso del 5G è indispensabile il supporto di un operatore di TLC, in possesso delle frequenze e delle tecnologie necessarie. Per la Rai la sperimentazione 5G rientra nel più ampio ambito dello sviluppo della banda ultra larga, in cui si sta impegnando al massimo. Infatti, se la televisione passerà sulle reti broadband, le infrastrutture content delivery network, che controllano la capacità di portare contenuti in prossimità dell’utente finale, saranno tecnologie indispensabili.

  1. Profilazione degli utente

Secondo la Rai la profilazione dell’utente, previa registrazione al portare RAI Play, è fondamentale per comprenderne il grado di soddisfazione e, dunque, la qualità dei servizi offerti. Come riportato nel contratto, la Rai ambisce a garantire la compatibilità con tutte le piattaforme; pertanto, non moriranno né il broadcasting classico, né il servizio pubblico che l’azienda è sempre obbligata a garantire.

Gaetano Pellegrino

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