Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data. PILLOLA_OGI_#30_L’AUDIZIONE di Huawei Italia | Prima Parte

8 Novembre 2019

PILLOLA_OGI_#30_ L’AUDIZIONE di Huawei Italia | Prima Parte

Relatore: Luigi de Vecchis – Presidente Huawei Italia

L’intervento di Luigi de Vecchis, presidente Huawei Italia, si è articolato in due parti: una prima parte dedicata alle dimensioni e agli obiettivi dell’azienda. La seconda parte dedicata ai concetti di rete 5G e dell’evoluzione verso la trasformazione digitale.

PRIMA PARTE: Dimensioni ed obiettivi dell’azienda

Huawei, l’azienda

Huawei è un gruppo multinazionale con 190.000 addetti. Almeno 80.000 impiegati si occupano di ricerca e sviluppo in quattordici centri dislocati in diverse aree, di cui otto Europa e uno in Italia. I primi 50 grandi operatori di telecomunicazioni, a livello globale, sono clienti del gruppo. Il fatturato dell’anno appena trascorso è di oltre 105 miliardi di euro.

Huawei ha sviluppato 44.000 brevetti internazionali che, condivisi con tutta la filiera TLC, consentono all’azienda di utilizzare, in un regime di libero scambio, quelli dei competitor-partners. Questo si traduce nell’installazione di sistemi «ibridi», risultato dell’applicazione di più tecnologie.

Huawei in Italia

In Italia Huawei impiega circa 800 persone, per la maggior parte (l’85%) di nazionalità italiana. L’azienda ha un centro di ricerca e sviluppo a Milano e quattro centri per l’innovazione; uno dei più importanti è situato in Sardegna.

Huawei ha realizzato i business innovation center insieme agli operatori TLC, focalizzati sulle tecnologie di telecomunicazione.

In Italia l’azienda ha investito intorno ai €450 milioni e collabora con circa 25 università. Inoltre, Huawei ha annunciato un piano di investimenti di circa 3 miliardi di dollari, che corrispondono a 2,7 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Tale progetto si traduce in un dato molto importante, dal momento che recenti studi dimostrano che il 20 per cento di investimento nell’economia digitale si trasforma in una crescita dell’1 per cento del PIL. In altre parole, questi investimenti hanno un ritorno superiore a quelli tradizionali (sei volte e mezzo) e la crescita dell’economia digitale è di circa due volte e mezzo superiore all’economia tradizionale.

Domande da parte dei membri della Commissione:

Romano – M5S:

L’On. Romano ha chiesto a De Vecchis, qual è la posizione di Huawei sui limiti emissivi italiani. L’azienda ha eseguito degli studi in merito? In caso, i limiti potrebbero essere differenziati in base alle frequenze di utilizzo? Mentre, a proposito del confronto con gli altri player,  il codice Huawei è open? E i partner hanno la possibilità di consultarlo, per verificare la presenza di eventuali lacune, backdoor o altro. Infine, per quanto riguarda il golden power, l’On. Romano, ha chiesto quali sono gli elementi che risulterebbero discriminatori per le aziende cinesi?

Capitanio – Lega:

L’On Capitanio ha sottolineato come l’esigenza di tutelarsi e di stabilire un sistema di regole sia universalmente condivisa. Inoltre, ha dichiarato di aver trovato indelicato l’annuncio da parte di Huawei di investimenti miliardari in Italia, dal momento che dei 2,6 miliardi annunciati, 1,2 miliardi saranno destinati all’attività di marketing e solo 52 milioni in ricerca e sviluppo. Secondo l’Onorevole sul rafforzamento delle misure di golden power siamo già in ritardo. Infine, in merito alle emissioni elettromagnetiche Capitanio ha chiesto se Huawei ha fatto delle stime su un limite sufficiente per un eventuale innalzamento.

Morelli – Lega:

L’On. Morelli ha espresso disappunto per il fatto che in Italia, l’investimento di Huawei sarà contenuto (52 Mln), anche se il valore del mercato TLC italiano è molto alto e il Paese, seguendo le scelte del Governo, si è esposto su tematiche internazionali.

Secondo Morelli, sarebbe stato opportuno di Huawei un maggiore impegno in Italia, non solo per quanto riguarda la vendita di servizi e il marketing, ma anche per  un progetto di ricerca e sviluppo per il futuro. Il Parlamento dovrebbe cercare di ottenere il Tribunale dei brevetti in Italia. Così da rendere l’Italia un Paese strategico dal punto di vista geopolitico anche sul tema dei brevetti e aumentare gli investimenti. A tal proposito, Morelli ha chiesto se l’applicazione del golden power andrebbe ad incidere anche sulle altre aziende,  oltre Huawei, che hanno collaborato nella produzione di device, smartphone, altri strumenti tecnologici, comprese le reti?

Risposte

Le emissioni

In merito alla pericolosità per la salute, il presidente De Vecchis, ha esposto la necessità di fare riferimento alla potenza irradiata. Attualmente, il tema è regolato da tre normative, una internazionale, una europea e una italiana.

Le potenze normate dagli enti preposti sono almeno dieci volte inferiori a quelle che vengono ritenute potenzialmente dannose per la salute. In Italia la prudenza è stata massima e i livelli sono di dieci volte rispetto alla media europea.

De Vecchis ha precisato che i limiti vanno rispettati, a prescindere dalla presenza di antenne 3G, 4G o 5G. Gli operatori sono tenuti a presentare tutta la documentazione per certificare che sommando le emissioni delle antenne 3G, 4G e 5G vengano sempre rispettati i 6 volt/metro anziché i 20 volt/metro. Inoltre, grazie alla tecnologia «massive MIMO» il 5G rappresenta un’alternativa più salutare al 4G. Perché, se il 4G irradia a prescindere dal traffico, il 5G ottimizza e riduce la potenza. La tecnologia «massive MIMO», infatti, consente di spostare il fascio elettromagnetico sull’utente che in quel momento utilizza la rete. In più, si tratta di una tecnologia green perché non irradia inutilmente potenza se non utilizzato. Dunque, si può affermare che il 5G ottimizza l’uso di energia e le radiazioni elettromagnetiche.

Infine, il numero di antenne è inversamente proporzionale alla potenza, dunque, converrà aumentare la densità di infrastrutture per mantenere il livello di radiazioni basso e costante.

Gli Investimenti

Per Huawei gli investimenti in ricerca e sviluppo sono di primaria importanza. Nel centro di di Milano, Huawei ha sviluppato brevetti in compartecipazione con il Politecnico di Milano, con il Politecnico di Torino e con il Politecnico di Padova. Si tratta di investimenti in un’area innovativa, in cui l’Italia potrà rivestire un ruolo dominante in futuro. Anche, l’Intelligenza Artificiale, su cui si basano le nuove tecnologie, come realtà virtuale ed aumentata, è stata oggetto dei trial 5G in Italia.

Gaetano Pellegrino

 

Condividi questo articolo:
  • Open Gate Italia
  • OGI News
  • Tecnologia
  • Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data. PILLOLA_OGI_#30_L’AUDIZIONE di Huawei Italia | Prima Parte
Open Gate Italia Srl | Via Cesare Beccaria 23, 00196 Rome | VAT IT09992661000 | REA RM-1202504 | authorized capital 111.111,00€
Developed by Thinknow