Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data. PILLOLA_OGI_#31_L’AUDIZIONE di Eolo S.p.A. | Prima Parte

18 Novembre 2019

PILLOLA_OGI_#31_L’AUDIZIONE di Eolo S.p.A. | Prima Parte

Relatore: Alessandro Verrazzani, responsabile degli affari regolatori e istituzionali di Eolo S.p.A.

Introduzione

In Italia, Eolo è il quinto operatore di rete fissa nell’offerta di servizi internet a banda ultralarga, ossia superiore a 30 mega. In termini di ricavi Eolo ha chiuso il 2018 a 127 milioni di euro, con una crescita del 27% sull’anno precedente, un margine molto alto rispetto al tasso di crescita dell’1,2% dell’intero mercato TLC fisso.  Nel 2018 Eolo aveva raggiunto quota 400.000 clienti, oggi ampiamente superata. Anche questo indicatore presenta un +27% rispetto al 2017 e un distacco rispetto al mercato TLC fisso, cresciuto solo del 3%. Per quanto riguarda gli investimenti di rete, il CAPEX rispetto ai ricavi è molto alto, il 62%. In campo occupazionale, Eolo ha chiuso il 2018 a 447 dipendenti, con una crescita del 31%. Solo nel 2018 sono stati assunti oltre cento dipendenti, mentre il resto del mercato TLC sta vivendo una contrazione dell’1,4 per cento. Questi indicatori descrivono una realtà in crescita e in controtendenza nel mercato TLC italiano.

Eolo, gli elementi distintivi

Gli elementi distintivi della rete Eolo sono due.

  • Il primo è il target di riferimento, riportato anche sul logo: «internet dove gli altri non arrivano». Eolo offre il servizio fuori dalle città, nelle aree rurali e montane che sono ritenute da altri a fallimento di mercato. Copre 5.900 comuni a livello nazionale e, da quest’anno, Eolo è diventato operatore nazionale: coprendo circa il 70% dei piccoli comuni, anche sotto i 5.000 abitanti, e circa il 75% delle comunità montane.
  • Il secondo elemento distintivo è la tecnologia, caratterizzata da un approccio innovativo garantito da un centro di ricerca e sviluppo.

FWA

Eolo è l’unico operatore a offrire internet a 100 mega in tecnologia FWA fixed wireless access: un servizio di rete fissa per il quale l’ultimo miglio viene realizzato via radio. Si tratta di una tecnologia ad alte prestazioni con tempi e costi di rollout notevolmente inferiori rispetto alla fibra.
Eolo spinge l’utilizzo di servizi che richiedono molta banda. Il 60% del traffico di rete è streaming come Netflix. Il Netflix speed index, certifica la qualità dei servizi e stila una classifica sui principali ISP (internet service provider). In Italia Eolo è primo davanti a operatori, che, oltre a essere più grandi, possono beneficiare della fibra (fiber to the cabinet e fiber to the home) già presente nelle città.

Digitalizzazione nelle aree grigie

Eolo promuove la digitalizzazione nelle aree remote del Paese in due modi: da un lato abilitando servizi streaming di qualità, in ottica di riduzione dello speed divide; dall’altro diffondendo la cultura digitale.
Con il progetto «Eolo missione comune», l’operatore intende trasformare nell’arco dei prossimi tre anni, con un investimento di 3 milioni di euro, i piccoli comuni in delle smart city in miniatura.

Eolo presenta numerose analogie con la tecnologia 5G-FWA di Verizon, anche se ha lanciato la prima rete BUL (banda ultralarga) a 28 gigahertz, ossia su onde millimetriche, molto prima.

Eolo, la tecnologia

La tecnologia di Eolo ha una serie di caratteristiche del 5G, ma non è ancora titolata a fregiarsi dell’acronimo «5G». Sul piano dell’evoluzione in un’ottica 5G un tema fondamentale per gli operatori fixed wireless access è il rilegamento in fibra ottica delle antenne perché c’è sempre più bisogno di banda. Per questo c’è grande attenzione al Piano banda ultralarga. Altro elemento fondamentale sono le frequenze. Per dare prestazioni più elevate è necessaria una maggiore quantità di lotti frequenziali. Per questo, si ricorre alle frequenze 5G e a quelle 5,8 GHz

Piano BUL

Il Piano banda ultralarga -BUL- è una grandissima opportunità, perché consente di rilegare in fibra ottica le antenne, grazie a una rete pubblica. Questo ha comportato una calibrazione dei piani di rollout. Grazie alla disponibilità della rete pubblica, gli investimenti nelle aree bianche più remote, che hanno un ritorno più lungo, sono stati congelati. Dunque, i costi di realizzazione sono stati abbassati ed è stato possibile anticipare il roll out della rete nelle aree bianche, con un ritorno di investimento più breve.

I Ritardi

Purtroppo, il ritardo che si sta riscontrando nella realizzazione del progetto BUL è incompatibile con i business plan delle aziende.

Il relatore ha sottolineato che sono trascorsi 4 anni da quando è stata firmata la prima concessione BUL1, il 3 marzo 2015 e l’ultimo aggiornamento Infratel è del primo luglio del 2019. Nel frattempo, nessun comune è stato collaudato e quindi non c’è ancora fibra utilizzabile.

Le conseguenze

Questo ritardo ha creato due effetti distorsivi.

  • È necessario revisionare costantemente la pianificazione del rollout cercando una sinergia e complementarietà con i piani BUL. Da un lato, non conviene investire nelle aree in cui dovrebbe arrivare il piano BUL, dall’altro non è possibile aspettare anni e fermare gli investimenti aspettando la fibra ottica della rete statale.
  • Eolo, che investe il 62% dei propri ricavi, ha continuato ad effettuare investimenti in banda ultralarga con risorse private. Pertanto, alcune aree bianche a oggi risultano già coperte dalla rete BUL di Eolo. Eolo sostiene che sia arrivato il momento di fare un aggiornamento della mappatura delle aree bianche, dal momento che l’ultima (su cui si sono basati i bandi BUL) risale al 2015.

Frequenze e digital divide

Sul tema delle frequenze, Eolo intravede un digital divide 5G in quanto la Gigabit Society richiede di andare a coprire entro il 2025 le aree urbane e quindi di concentrarsi sulle principali città. Tuttavia, il mercato mobile in Italia è saturo, a marginalità in contrazione (-5,3 nel 2018).

I costi elevatissimi dell’asta 5G hanno comportato minori risorse finanziarie per gli investimenti. Inoltre, la caratteristica del 5G, definita come «la densificazione delle reti», ossia il dispiegamento di migliaia di small cell, richiede ingenti investimenti, insostenibili economicamente al di fuori delle aree urbane. Questi due elementi inducono a pensare che le grandi città saranno potenzialmente coperte dal 5G, mentre tutto il resto dell’Italia dovrà convivere con il digital divide.

La soluzione di Eolo

Per scongiurare questo fenomeno, Eolo suggerisce di creare una complementarietà tra le reti FWA e le reti mobili, dove le reti mobili si concentreranno nelle principali città, mentre le reti FWA potrebbero utilizzare le stesse risorse nelle aree meno popolate.

Nell’ottica di un uso efficiente dello spettro, Eolo ritiene imprescindibile una corretta e concreta applicazione dell’obbligo già previsto da AGCOM dello use-it or lease-it, ossia: se non usi le frequenze assegnate sei tenuto ad affittarle a chi potrebbe utilizzarle e, quindi, farne buon uso nelle aree rurali.

Conclusione

Il relatore Verrazzani ha concluso con un cenno sulla banda a 5,8 GHz. Gli operatori fixed wireless possono utilizzare la banda a 5,4 GHz, mentre la banda adiacente, quella a 5,8 GHz, è assegnata al Ministero della difesa, nonostante sia utilizzata in modo del tutto residuale.

Infine, si spera che anche l’Italia recepisca la raccomandazione europea, già adottate in oltre 20 Paesi, tra cui UK, Spagna, Germania e Portogallo, che prevede l’utilizzo della banda a 5,8 GHz per servizi FWA. Eolo ha già avviato una sperimentazione, accordata dal MiSE per dimostrare l’assenza di qualsiasi interferenza con i servizi della difesa.

Gaetano Pellegrino

Leggi il prossimo articolo per conoscere le domande poste dalla Commissione: Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data. PILLOLA_OGI_#31_L’AUDIZIONE di Eolo S.p.A. | Seconda Parte

 

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