Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data. PILLOLA_OGI_#5_L’AUDIZIONE DI OPEN FIBER
Pillola OGI_#5_ OPEN FIBER
L’AUDIZIONE DI OPEN FIBER
Permessi
Fixed Wireless Access
Duplicazione di investimenti
DOMANDE E OSSERVAZIONI DA PARTE DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE:
Wholesale only
Il Piano industriale è stato strutturato per colmare il ritardo dell’Italia in ambito digitale; della diffusione delle infrastrutture ultrabroadband sul territorio e della loro penetrazione, cioè del tasso di utilizzo. L’Italia è l’unico, tra i Paesi top europei, che non presenta alcuna competizione tra gli operatori sull’infrastruttura in fibra o ultrabroadband. Nel resto d’Europa gli operatori via cavo, rappresentano un’alternativa a quelli TLC e la competizione che ne consegue ha portato un maggiore investimento nelle infrastrutture e, dunque, un vantaggio per i consumatori.
Il piano OF
Per le aree in concessione, dove, per ammissione dell’incumbent, non c’è la sostenibilità economica dell’investimento, OF ha preventivato di investire 3,5 miliardi, di cui solo 1,4 coperti da contributi statali per la realizzazione di una rete ultrabroadband. La rete sarà realizzata entro il 2021, come concordato con Infratel. A tal proposito, è fondamentale la collaborazione con i comuni, così come il supporto delle regioni, soprattutto nelle Conferenze di servizi.
Rete unica
OF ritiene che sia opportuno non duplicare gli investimenti. Anche se il rischio è solo prospettico, dal momento che OF è l’unico operatore che sta realizzando una rete in fibra sul territorio. Inoltre, per quanto riguarda le aree C e D, ovvero il 40% del territorio in concessione, il modello stabilito dal MiSE è già di rete unica. Solo i concessionari (OF) potranno realizzare per conto dello Stato una rete pubblica che, al termine dei vent’anni stabiliti, diventerà proprietà dello Stato e delle regioni.
Sicurezza
Open Fiber ha specificato di aver sviluppato infrastrutture di servizi passive, ovvero non soggette a obblighi e prestazioni obbligatorie di giustizia, che ricadono e rimangono nell’ambito dell’operatore cliente. Inoltre, l’Operatore ha diversificato i fornitori di tecnologia.
Tecnologia FWA
Open Fiber ha risposto che l’FWA è stato inserito nel Piano di copertura delle abitazioni nelle aree C e D. Tuttavia, negli Stati Uniti le sperimentazioni in corso nelle aree flat, con abitazioni a schiera, hanno rivelato che la tecnologia FWA è efficace in contesti con case basse, in legno: line of sight. Mentre in Italia, le mura in pietra delle case rurali rappresentano il primo ostacolo per le tecnologie radio che hanno dei limiti di propagazione in queste condizioni.
Sostegno della domanda
Secondo OF per quanto riguarda l’adozione dei servizi ultrabroadband, la domanda è già presente. Basti pensare che la rete di Milano viene utilizzata per il 37 per cento.
I voucher a sostegno della domanda, rappresentano uno strumento per accelerare la migrazione dal rame alla fibra, ridurne il costo e non farlo gravare sulle famiglie. Inoltre, il Governo potrebbe avere un ruolo di primo piano sia per quanto riguarda la domanda pubblica, sia per gli incentivi allo sviluppo privato di servizio.
A Torino, Open Fiber ha avviato, in via sperimentale, una collaborazione con Compagnia San Paolo, Fondazione per la scuola, e con l’amministrazione locale. Per consentire a diverse classi di navigare e sperimentare nuove forme di didattica digitali grazie ad una connessione di alta qualità.
Switch-off del rame
Open Fiber ha suggerito di prevedere incentivi per i soggetti che provvedono al rinnovamento e, viceversa, disincentivi per chi non procede allo switch-off del rame. Soluzione che, secondo l’Operatore, incontrerebbe minori problemi giuridici e resistenze, prospettandosi più market friendly, rispetto all’intervento del legislatore.
Gaetano Pellegrino