Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data. PILLOLA_OGI_#5_L’AUDIZIONE DI OPEN FIBER

29 Marzo 2019

Pillola OGI_#5_ OPEN FIBER
L’AUDIZIONE DI OPEN FIBER

Permessi

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva della camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data, Open Fiber ha segnalato in primis la questione dei permessi. Infatti, sebbene siano stati già semplificati dal decreto Scavi e da quello Fibra, due riferimenti normativi che ispirano tutta l’attività di OF, sussistono ancora dei margini di ottimizzazione. Una semplificazione normativa, oltre ad aumentare la velocità dei processi, ne garantirebbe la “certezza”, evitando blocchi o ritardi in caso di investimenti già avviati. Dunque assicurerebbe meno disagi per la collettività e un’accelerazione nella realizzazione della rete.

Fixed Wireless Access

Secondo Open Fiber, nel mondo 5G, i servizi Fixed Wireless Access rappresentano un’importante area di intervento. Sulla base del bando di gara, questi saranno erogati nell’ambito delle concessioni C e D, a circa 2 milioni di unità immobiliari.

Duplicazione di investimenti

Per quanto riguarda il tema della duplicazione di investimenti, OF ha evidenziato l’evoluzione del modello. Con il 4G c’era una forte competizione strutturale, dovuta al fatto che ogni operatore TLC aveva una propria rete mobile. Mentre, con il 5G sarà necessaria una nuova infrastruttura. Non basterà il collegamento di ripetitori e torri con la fibra, ma servirà aumentarne il numero. Anche considerando che in Italia i limiti per le emissioni elettromagnetiche sono molto bassi. A tal proposito, se non ci sarà un aumento dei limiti di emissione, converrà a tutti gli operatori lavorare con l’infrastruttura di base, backbone, fornita da un unico provider in wholesale.
Per Open Fiber, in futuro, nel centro delle aree metropolitane potrebbero esserci infrastrutture 5G in competizione fra loro. Nelle aree bianche, invece, agli operatori converrà utilizzare un’infrastruttura comune, offerta da un soggetto in grado di compiere investimenti di lungo termine e di garantire una forte sinergia tra rete fissa Fiber To The Home e infrastruttura mobile 5G.

DOMANDE E OSSERVAZIONI DA PARTE DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE:

Wholesale only

La Commissione ha espresso alcune perplessità sul piano industriale di Open Fiber, circa la possibile fusione con Tim, per la realizzazione della rete wholesale only. I costi potrebbero ricadere sulle bollette degli utenti.
Il Piano industriale è stato strutturato per colmare il ritardo dell’Italia in ambito digitale; della diffusione delle infrastrutture ultrabroadband sul territorio e della loro penetrazione, cioè del tasso di utilizzo. L’Italia è l’unico, tra i Paesi top europei, che non presenta alcuna competizione tra gli operatori sull’infrastruttura in fibra o ultrabroadband. Nel resto d’Europa gli operatori via cavo, rappresentano un’alternativa a quelli TLC e la competizione che ne consegue ha portato un maggiore investimento nelle infrastrutture e, dunque, un vantaggio per i consumatori.

Il piano OF

Il Piano OF prevede un investimento di 6,5 miliardi. Due terzi sulle aree metropolitane – A e B – in cui è possibile la coesistenza di più operatori. In dette aree il ritorno dell’investimento è garantito dagli economics. OF investe circa trecentocinquanta euro per la realizzazione della connessione in ogni unità immobiliare, mentre il costo dell’abbonamento è di circa ai venticinque euro al mese. Considerando che il churn, ovvero il tasso di disconnessione per le reti fisse, è molto basso, il ritorno dell’investimento è sicuro, presupposto che ha reso le banche disponibili ad  erogare un finanziamento di 3,5 miliardi.
Per le aree in concessione, dove, per ammissione dell’incumbent, non c’è la sostenibilità economica dell’investimento, OF ha preventivato di investire 3,5 miliardi, di cui solo 1,4 coperti da contributi statali per la realizzazione di una rete ultrabroadband. La rete sarà realizzata entro il 2021, come concordato con Infratel. A tal proposito, è fondamentale la collaborazione con i comuni, così come il supporto delle regioni, soprattutto nelle Conferenze di servizi.

Rete unica

OF ritiene che sia opportuno non duplicare gli investimenti. Anche se il rischio è solo prospettico, dal momento che OF è l’unico operatore che sta realizzando una rete in fibra sul territorio. Inoltre, per quanto riguarda le aree C e D, ovvero il 40% del territorio in concessione, il modello stabilito dal MiSE è già di rete unica. Solo i concessionari (OF) potranno realizzare per conto dello Stato una rete pubblica che, al termine dei vent’anni stabiliti, diventerà proprietà dello Stato e delle regioni.

Sebbene, per il 40% del territorio sia stato previsto un modello di rete unica, Open Fiber è disponibile a ipotizzare forme di collaborazione con soggetti esistenti; compreso l’incumbent, che, nello stesso tempo, potrebbe diventare uno dei principali clienti del wholesale Open Fiber. La collaborazione tra operatori diversi consentirebbe di accelerare la digitalizzazione della rete, la realizzazione di un’infrastruttura efficace e di evitare duplicazioni di investimenti.

Sicurezza

Dal momento che OF sta sviluppando una sperimentazione insieme a ZTE, azienda al centro della polemica internazionale sulla cyber security; la Commissione ha chiesto se la sicurezza delle comunicazioni in rete sia effettivamente in pericolo; quali contromisure stia prendendo l’Operatore e se  è stato coinvolto nelle indagini sulla sicurezza dalle autorità preposte.
Open Fiber ha specificato di aver sviluppato infrastrutture di servizi passive, ovvero non soggette a obblighi e prestazioni obbligatorie di giustizia, che ricadono e rimangono nell’ambito dell’operatore cliente. Inoltre, l’Operatore ha diversificato i fornitori di tecnologia.

Tecnologia FWA

La Commissione ha domandato se converrà far arrivare il cavo fino all’abitazione, oppure fermarsi con il Fixed Wireless poco prima.
Open Fiber ha risposto che l’FWA è stato inserito nel Piano di copertura delle abitazioni nelle aree C e D. Tuttavia, negli Stati Uniti le sperimentazioni in corso nelle aree flat, con abitazioni a schiera, hanno rivelato che la tecnologia FWA è efficace in contesti con case basse, in legno:  line of sight. Mentre in Italia, le mura in pietra delle case rurali rappresentano il primo ostacolo per le tecnologie radio che hanno dei limiti di propagazione in queste condizioni.

Sostegno della domanda

La Commissione si è dimostrata interessata alle iniziative suggerite da OF per sostenere la domanda.
Secondo OF per quanto riguarda l’adozione dei servizi ultrabroadband, la domanda è già presente. Basti pensare che la rete di Milano viene utilizzata per il 37 per cento.
I voucher a sostegno della domanda, rappresentano uno strumento per accelerare la migrazione dal rame alla fibra, ridurne il costo e non farlo gravare sulle famiglie. Inoltre, il Governo potrebbe avere un ruolo di primo piano sia per quanto riguarda la domanda pubblica, sia per gli incentivi allo sviluppo privato di servizio.
A Torino, Open Fiber ha avviato, in via sperimentale, una collaborazione con Compagnia San Paolo, Fondazione per la scuola, e con l’amministrazione locale. Per consentire a diverse classi di navigare e sperimentare nuove forme di didattica digitali grazie ad una connessione di alta qualità.

Switch-off del rame

Open Fiber ha suggerito di prevedere incentivi per i soggetti che provvedono al rinnovamento e, viceversa, disincentivi per chi non procede allo switch-off del rame. Soluzione che, secondo l’Operatore, incontrerebbe minori problemi giuridici e resistenze, prospettandosi più market friendly, rispetto all’intervento del legislatore.

Gaetano Pellegrino

 

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