Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data. PILLOLA_OGI_#1_L’AUDIZIONE DI TIM

11 Marzo 2019

INTRODUZIONE GENERALE

Dalla fine di Novembre sono in corso le audizioni dei principali player del mercato presso la IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) della Camera dei Deputati. “L’Indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big data” è diretta ad acquisire notizie, informazioni e documenti utili all’attività della Camera e si concluderà il 31 Marzo 2019.

Su #OGInews, attraverso una serie di “pillole”, viene proposto un focus su alcuni punti evidenziati dai principali player, relativi agli eventuali ostacoli o fattori acceleranti lo sviluppo del 5G. Inoltre, saranno segnalate anche alcune osservazioni che i Membri della IX Commissione hanno sollevato nel corso delle audizioni e le relative risposte. Come anticipato, gli articoli sono organizzati in “pillole”, per concentrare l’attenzione su un player alla volta.

Pillola OGI_#1_TIM
L’AUDIZIONE DI TIM

Tra le criticità, il portavoce di Tim, Francesco Russo, Direttore Affari Pubblici TIM, ha sottolineato la carenza di competenze digitali. Un gap che andrebbe colmato al più presto, attraverso il potenziamento dei sistemi formativi, educativi, industriali; indispensabili per dotare la classe lavorativa, attuale e futura, di sufficienti e adeguate competenze.

TIM ha palesato la necessità di una riflessione pubblica e scientifica sui limiti delle emissioni elettromagnetiche. A tal proposito ha citato, uno studio ITU, che dimostra come limiti eccessivamente restrittivi, ostacolino la capacità di realizzare reti 5G, a fronte degli stringenti obblighi di copertura previsti dai vincoli dell’asta 5G. Dunque, in funzione dello sviluppo di tale tecnologia, è fondamentale che il Ministero dell’Ambiente – già sollecitato dal MISE – stabilisca con certezza le norme relative alle emissioni elettromagnetiche.

In conclusione, TIM ha evidenziato che, nonostante la capillarità della rete mobile e a banda ultralarga, nonostante i prezzi inferiori alla media europea, in Italia si riscontra una forte carenza della “domanda”, indissolubilmente dovuta al basso livello di cultura digitale del Paese. Dunque, per cogliere tutte le opportunità del 5G è necessario impegnarsi al massimo per accrescere e sviluppare la cultura digitale.

Con riferimento alle macro aree di servizi abilitate dal 5G, TIM ha posto in evidenza tutto il settore dell’Intelligenza Artificiale; il tema dei veicoli a guida autonoma e l’IoT, anche se quest’ultimo, più che abilitato, sarà accelerato dalla disponibilità del 5G.

DOMANDE E OSSERVAZIONI DA PARTE DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE:

Le domande ed osservazioni dei Membri della Commissione si sono catalizzate su alcuni argomenti. Primo tra tutti la necessaria integrazione tra rete fissa e rete mobile. Come si collega l’effettiva attuazione del piano per il 5G con la questione della banda ultralarga?

Secondo TIM l’integrazione tra rete in fibra e radiomobile è già una realtà. Le 18.000 stazioni radiomobili sono, sostanzialmente, tutte raggiunte in fibra. Abilitare lo scenario del fixed wireless access consentirà sicuramente di riusare le infrastrutture esistenti. Secondo TIM, il 5G sarà la soluzione definitiva al digital divide in tutte le aree del Paese.

Altre osservazioni dei Deputati hanno riguardato il rapporto con scuole e università, in merito all’integrazione delle competenze. Per TIM questo tema è di primaria importanza, dal carattere Nazionale: “Dobbiamo provare tutti, anche con uno sforzo di immaginazione, a fare qualcosa per accrescere la consapevolezza nei cittadini dell’importanza del digitale.”

Un’ultima osservazione dei Membri della Commissione ha fatto riferimento alle partnership strategiche di TIM con fornitori di tecnologia Cinesi come Huawei: in caso di interruzione di rapporti, è previsto un piano alternativo?

TIM ha fatto presente che l’Azienda attua, da anni, una policy di diversificazione dei fornitori, per evitare che la rete TIM dipenda da un singolo provider. Tale strategia, adottata da Tim non solo per ragioni di sicurezza, garantisce le reti da ogni tipo di evoluzione dei rapporti con fornitori e partner internazionali.

Gaetano Pellegrino

 

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