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Indagine settoriale sull’internet of things: pubblicata la relazione finale

24 Gennaio 2022

La Commissione europea ha pubblicato i risultati dell’indagine settoriale sulla concorrenza relativa all’internet of things di consumo. Sono stati individuati i potenziali problemi di concorrenza nei mercati in rapida crescita dei prodotti e dei servizi connessi all’internet of things nell’Unione europea.

La relazione riassume i contributi dei principati attori del consumer Internet of things, pervenuti nel corso della consultazione pubblica sulla relazione preliminare del giugno 2021.

L’indagine sul settore IoT dei consumatori è stata avviata il 16 luglio 2020 nell’ambito della strategia digitale della Commissione e a seguito di un annuncio nella comunicazione della Commissione sulla definizione del futuro digitale dell’Europa. Nel giugno 2021 la Commissione ha pubblicato la relazione preliminare che illustra le sue conclusioni iniziali. Durante l’inchiesta, la Commissione ha raccolto informazioni da oltre 200 aziende di diverse dimensioni, che operano nei mercati dei prodotti e dei servizi IoT di consumo e con sede in Europa, Asia e Stati Uniti. Inoltre, queste società hanno condiviso con la Commissione più di 1.000 accordi.

L’indagine si è focalizzata, nello specifico, sui seguenti aspetti:

  • le caratteristiche dei prodotti e servizi, che sono stati rilevati come in rapida crescita e sempre più coinvolti nella vita quotidiana dei cittadini europei;
  • le caratteristiche della concorrenza nei mercati di riferimento, che evidenziano come il costo degli investimenti tecnologici costituisca uno dei principali ostacoli all’entrata ed espansione nel settore.
  • Le aree potenzialmente problematiche indicate dagli stakeholder in relazione all’attuale funzionamento del mercato dell’internet degli oggetti di consumo e le prospettive future del settore.

Tra le altre, emergono

  • determinate pratiche di esclusività e di vendita vincolata connesse agli assistenti vocali;
  • il ruolo degli assistenti vocali e dei sistemi operativi per dispositivi intelligenti come intermediari tra gli utenti, da un lato, e i dispositivi intelligenti o i servizi di internet degli oggetti di consumo, dall’altro;
  • l’ampio accesso ai dati;
  • la mancanza di interoperabilità nel settore.

Pietro Venturini

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