Indice DESI 2022: migliora la posizione dell’Italia ma non i numeri dell’innovazione
La Commissione europea ha recentemente pubblicato i risultati del Digital Economy and Society Index (DESI) 2022, che traccia i progressi compiuti dagli Stati membri dell’UE nel settore digitale.
Nell’edizione 2022 dell’Indice di Digitalizzazione dell’Economia e della Società (DESI) l’Italia si colloca al 18º posto fra i 27 Stati membri dell’UE.
Poiché l’Italia è la terza economia dell’UE per dimensioni, i progressi che il nostro Paese compirà nei prossimi anni nella trasformazione digitale saranno cruciali, nella visione della Commissione europea, per consentire all’intera UE di conseguire gli obiettivi del decennio digitale per il 2030.
Negli ultimi anni si rileva che le questioni digitali hanno acquisito attenzione politica, in particolare grazie all’istituzione di un Ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, all’adozione di varie strategie chiave e al varo di molte misure strategiche.
Ricordiamo che qualche anno fa l’Italia era posizionata alternativamente tra il 24° ed il 26° posto e quindi quest’ultimo risultato evidenza una tendenza positiva.
Alcuni punti chiave emersi nell’analisi dei risultati italiani:
- Nonostante il grosso lavoro per colmare il divario con la media europea, oltre la metà dei cittadini italiani non dispone neppure di competenze digitali di base;
- Si registrano progressi in termini di diffusione dei servizi a banda larga e di realizzazione della rete, per quanto riguarda la connettività;
- La maggior parte delle PMI italiane (il 60 %) ha raggiunto almeno un livello base di intensità digitale e l’utilizzo di servizi cloud, in particolare, ha registrato una considerevole crescita;
- Benché solo il 40 % degli utenti di internet in Italia faccia ricorso ai servizi pubblici digitali (rispetto a una media UE del 65 %), tale indicatore ha registrato una crescita considerevole negli ultimi due anni.
Analizzando i dati di utilizzo di internet, nel mese di settembre 2020, 42 milioni di utenti medi giornalieri hanno navigato in rete per un totale di 59 ore mensili a persona.
Passando all’esame dell’audience dei principali social network, pur con una decrescita su base trimestrale del 2,2%, Facebook con 36,1 milioni di utenti unici si conferma la principale piattaforma utilizzata dagli utenti.
Analoga tendenza si osserva per altri social network i cui consumi a settembre 2020 continuano a registrare delle contrazioni dopo la crescita osservata durante il periodo di lockdown: pari a -1,8% per Instagram e Pinterest e -1,4% per Twitter.
Per la prima volta dal suo esordio, si osservano valori di audience in lieve diminuzione per Tik Tok del gruppo ByteDance, frequentato da 6,5 milioni di utenti (-0,4% su base trimestrale).
Siamo “moderati innovatori”
La Commissione europea ha inoltre pubblicato l’European innovation scoreboard (EIS) 2022, sulle performance europee in materia di innovazione.
Il report rivela che i risultati dell’innovazione dell’UE sono cresciuti di circa il 10% dal 2015. Rispetto al 2021, i risultati dell’innovazione nel 2022 sono migliorati per 19 Stati membri e diminuiti per otto.
Il nostro Paese è ancora molto indietro rispetto a quelli in testa che stanno fortemente accelerando. Sorpresa Estonia: retrocessione improvvisa. I Paesi Bassi nella top 5 per la prima volta. Paesi come Australia, Canada, Repubblica di Corea e Stati Uniti continuano ad avere un vantaggio consistente anche se i gap sono stati colmati e per la prima volta è stato superato il Giappone.
Vediamo chi sono dai leader agli emergenti:
Quattro i gruppi in cui è suddivisa la classifica. I leader dell’innovazione e la maggior parte degli innovatori forti si trovano nell’Europa settentrionale e occidentale, mentre la maggior parte degli innovatori moderati ed emergenti nell’Europa meridionale e orientale. E rispetto all’edizione dello scorso anno, tre Paesi hanno cambiato gruppo di performance.
I Paesi Bassi sono diventati leader dell’innovazione, Cipro un forte innovatore e l’Estonia un innovatore moderato.
- La Svezia continua a essere la regina assoluta guidando il “team” dei leader dell’innovazione (prestazioni superiori al 125% della media UE) che vede a seguire Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi e Belgio;
- Nel gruppo degli Innovatori forti (tra il 100% e il 125% della media UE) Germania, Irlanda, Francia, Cipro, Lussemburgo e Austria;
- Innovatori moderati (tra il 70% e il 100% della media UE) sono Cechia, Estonia, Grecia, Spagna, Italia, Lituania, Malta, Portogallo e Slovenia;
- Nel gruppo degli Innovatori emergenti (sotto il 70% della media UE) Bulgaria, Croazia, Lettonia, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia.
La prestazione italiana
Nonostante le prestazioni in materia di innovazione sono leggermente diminuite rispetto al 2021, le previsioni per il prossimo futuro sono positive. Infatti, le prestazioni italiane sono superiori alla media degli “innovatori moderati” – il gruppo di Paesi nel quale l’Italia è stata inserita in base ai dati raccolti – (89,7%). Inoltre, le prestazioni in materia di innovazione sono in aumento (17,4% punti) a un tasso superiore a quello dell’UE (9,9% punti), rendendo possibile una costante riduzione del divario di prestazioni del Paese rispetto all’UE.
La sfida future: più autonomia
Nell’ambito della Nuova agenda europea per l’innovazione, adottata nel luglio 2022, la Commissione si concentrerà sul superamento del divario dell’innovazione nell’UE e sul posizionamento dell’Europa come protagonista nel panorama dell’innovazione globale.
“L’autonomia e la competitività dell’Europa dipenderanno dalla nostra capacità di diventare un leader tecnologico e commerciale in settori strategici come lo spazio, la difesa, l’idrogeno, le batterie, i chip quantistici e il calcolo ad alte prestazioni – sottolinea Thierry Breton, Commissario per il Mercato -. L’agenda europea per l’innovazione, il nostro sostegno alle start-up e alle PMI innovative, le alleanze industriali o i fondi IPOCEI (ndr. strumento agevolativo che supporta le attività svolte dai soggetti italiani coinvolti nella realizzazione degli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo), stanno già portando a progetti altamente innovativi in tutta Europa. È così che traduciamo la nostra eccellenza scientifica in leadership tecnologica e industriale e in posti di lavoro di qualità in Europa”.
La Redazione di Open Gate