L’AI accorcia le distanze – il Linguaggio

28 Novembre 2019

Internet, globalizzazione, iperconnettività e Intelligenza Artificiale. Con il passare del tempo il mondo sembra diventare sempre più piccolo. Ma anche se le distanze metaforicamente si accorciano, le nuove tecnologie non sono ancora riuscite ad abbattere la più grande barriera alla comprensione tra i popoli: quella linguistica.

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I programmi di oggi

Certo, esistono già numerosi programmi e società che si occupano di questo tema ma la strada verso la “traduzione perfetta” è ancora lunga. E’ chiaro che l’unico strumento con cui si potrà realmente affrontare il problema, in un prossimo futuro, sarà l’Intelligenza Artificiale – AI. Anche perché, con tutti i progressi fatti, è paradossale che esistono ancora altri ostacoli alla comprensione e al dialogo tra esseri umani. E se oggi pensare ad un traduttore automatico perfetto può avere ancora un sapore fantascientifico, non va dimenticato che, storicamente, le più grandi invenzioni prima di essere realizzate sono state immaginate.

Intelligenza Artificiale e Intelligenza Emotiva

Sicuramente, uno degli elementi protagonisti nella corsa al progresso è l’automazione, che grazie agli strumenti forniti dall’Intelligenza Artificiale consente di ottimizzare i processi, azzerando, o comunque riducendo, i margini di errore. Le tecniche si applicano agevolmente alle attività che prevedono un’azione meccanica da parte dell’uomo; mentre, nelle altre si stanno cominciando ad affacciare grazie a meccanismi quali il machine learning. Tuttavia, anche queste tecnologie funzionano nei processi che seguono regole ben definite – come gli scacchi – mentre trovano scarse o nulle possibilità di applicazione nelle attività che implicano l’intelligenza emotiva.
Ebbene, nel linguaggio entrano in gioco tantissimi fattori. Non si tratta di una disciplina codificata e soggetta a regole fisse e immutabili, al contrario, è caratterizzata da continue variazioni e, proprio per questo, è particolarmente complesso elaborarla tramite software.

Dalla traduzione parola per parola all’interpretazione

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Tra i programmi esistenti, Google ha fatto grandi passi avanti con Google Translate, grazie all’introduzione, nel 2016, di una rete neurale accanto al software di traduzione. Questo ha consentito di passare da una traduzione parola per parola, ad una che prende in considerazione l’intera frase. Tuttavia, tanto nel linguaggio parlato, quanto in quello scritto, non è sufficiente una singola frase per desumere il senso di un intero discorso.

Per quanto il linguaggio segua delle regole grammaticali, ridurlo a queste sarebbe una sterile semplificazione. Il linguaggio, infatti, non deriva tanto dalla razionalità quanto dall’intelligenza emotiva che contraddistingue gli esseri umani. Qualità che poi consente di esprimere i propri sentimenti e comporre le parole in poesia e musica.

Le sfumature del linguaggio

Il linguaggio può essere soggetto ad infinite sfumature. Una stessa frase può assumere un significato diverso, addirittura opposto, se  width=adoperata in contesti diversi. Chiaramente, i sentimenti, come il sarcasmo, l’ironia, la malinconia, sono nemici giurati dell’intelligenza artificiale, perché non codificabili (almeno per ora) tramite una serie di algoritmi predefiniti.

In altre parole “il lavoro di traduzione” non ha alcun valore se non accompagnato da quello di ‘interpretazione’ che permette di cogliere il reale senso di un testo, ovvero il messaggio che l’autore intendeva lasciare.

Conclusione

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Oggi l’interpretazione è una prerogativa esclusivamente umana, resa ancora più complessa dal fatto che uno stesso idioma può cambiare di significato anche in base all’epoca in cui viene parlato e all’area geografica di riferimento. Tuttavia, quanto può sembrare difficile al momento, un domani potrebbe diventare possibile. Del resto, ogni giorno di più riusciamo a far evolvere in maniera  rapida ed esponenziale le nuove tecnologie. E infine, senza nulla togliere all’AI, in fondo è rassicurante che esistano delle peculiarità esclusivamente umane impossibili da riprodurre meccanicamente.

Ludovica Palmieri

 

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