Le grandi telco a Bruxelles: “Più investimenti e regole moderne per le reti e l’intelligenza artificiale”
Dalle connessioni superveloci all’intelligenza artificiale che ci accompagna nella vita quotidiana: il futuro digitale dell’Europa passa dalle reti di telecomunicazione. E proprio per questo, otto grandi amministratori delegati del settore si sono riuniti a Bruxelles, durante il FT-Connect Europe Forum, per lanciare un appello alle istituzioni europee: servono più investimenti e regole moderne per non rimanere indietro rispetto a Stati Uniti e Cina.
I firmatari della dichiarazione – tra cui i vertici di TIM, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica, Telenor e KPN – hanno ribadito il sostegno alle iniziative comunitarie, ma hanno anche sottolineato che senza un cambio di passo l’UE rischia di perdere terreno.
“L’IA è una nuova infrastruttura”
Nella dichiarazione congiunta diffusa al Forum, i CEO spiegano che l’intelligenza artificiale deve essere trattata come un’infrastruttura strategica, al pari delle reti elettriche o dei trasporti.
Il documento prevede che il traffico dati legato all’IA crescerà del 50% all’anno nei prossimi anni. Per reggere questa ondata, servono reti fisse e mobili più performanti, insieme alla creazione di “gigafactory dell’IA” e di centri dati sovrani ospitati in Europa.
Dal cloud agli smartphone intelligenti
Gli operatori non guardano solo alle grandi infrastrutture, ma anche all’impatto sulla vita quotidiana. Alcuni, ricordano i CEO nella loro dichiarazione, stanno già includendo strumenti di IA generativa nei pacchetti di abbonamento o lanciando smartphone basati sull’IA.
L’obiettivo è duplice: democratizzare l’accesso all’IA e rendere più efficienti le reti stesse. Nei documenti firmati a Bruxelles si sottolinea infatti come i sistemi intelligenti stiano già automatizzando la pianificazione, la manutenzione e persino l’assistenza clienti.
Richiamo al Rapporto Draghi
Le aziende fanno diretto riferimento al Rapporto sulla competitività di Mario Draghi, che individua nelle telecomunicazioni e nel digitale uno dei motori del rilancio economico europeo.
Da qui l’attenzione per il futuro Digital Networks Act (DNA), la legge europea sulle reti digitali in fase di preparazione. Secondo i CEO, il DNA dovrebbe favorire un forte aumento degli investimenti e semplificare i processi di fusione e consolidamento industriale, oggi frenati da regole considerate troppo rigide.
Sicurezza e difesa
Un passaggio della lettera inviata dai CEO alle istituzioni europee richiama anche la dimensione geopolitica: reti resilienti e sicure sono cruciali non solo per l’economia, ma anche per la difesa comune.
Il testo cita la recente dichiarazione della NATO, che invita gli Stati membri a destinare fino all’1,5% del PIL a proteggere le infrastrutture critiche e rafforzare la base industriale digitale del continente.
Regole più semplici
Nel pacchetto di proposte presentato a Bruxelles, le telco chiedono anche un alleggerimento della burocrazia: oggi esistono oltre 30 diversi regimi normativi nazionali, che secondo gli operatori ostacolano gli investimenti.
Viene inoltre invocata una concorrenza più equilibrata con i colossi globali del web e una maggiore armonizzazione nello spettro radio, indispensabile per far decollare il 5G e preparare la strada al 6G.
Una corsa contro il tempo
Il messaggio finale è chiaro: senza un cambio di passo l’Europa rischia di perdere terreno nella corsa tecnologica globale.
“La connettività è una risorsa strategica per la competitività dell’Europa – si legge nella dichiarazione congiunta -. Abbiamo una finestra di opportunità unica per rafforzare le nostre infrastrutture digitali e guidare l’innovazione, ma occorre agire subito”.
Maria Abate
Per saperne di più: https://connecteurope.org/news/telecom-leaders-commit-tech-leadership-competitive-and-secure-europe