“L’Europa agli Italiani?” Quale scenario nel nuovo assetto europeo tra lobby, politica e comunicazione.

19 Settembre 2019

Ad Open Gate Italia la tavola rotonda: “L’Europa agli Italiani?”
Quale scenario nel nuovo assetto europeo tra lobby, politica e comunicazione.

L’Europa sta cambiando. All’alba di una nuova legislatura e di notevoli mutamenti strutturali da affrontare, è importante che i Paesi membri riescano a trasformare questa fase di transizione in un’opportunità.

Open Gate Italia ha organizzato la tavola rotonda a porte chiuse dal provocatorio titolo “L’Europa agli Italiani?”, per discutere con esponenti di diversi settori del futuro dell’Unione Europea e del ruolo che l’Italia giocherà nella prossima Commissione Europea.

Tre i relatori all’incontro moderato da Andrea Morbelli, Partner di Open Gate Italia: Gianni Pittella, Senatore membro della Commissione Politiche dell’UE, già Eurodeputato; Fabrizio Spada, responsabile per le relazioni Istituzionali del Parlamento Europeo in Italia e Melina Raso, Associate Director di Instnctif Partners a Bruxelles. Paolo Mazzanti, direttore di Askanews e Presidente di OGI, ha chiuso i lavori.

La nuova Commissione, guidata da Ursula Von der Leyen, spingendosi ben oltre gli schieramenti che si erano creati alle precedenti elezioni, risulta caratterizzata da un’ampia alleanza tra le diverse forze politiche. Tuttavia, per la conferma dei nuovi Commissari Europei – tra cui l’ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, titolare del portafoglio per gli Affari Economici – è necessario attendere il voto del Parlamento Europeo, previsto per il prossimo 1° Novembre.

Le sfide per l’Italia in Europa

Per l’Italia e il suo nuovo Governo, questa fase si apre con due sfide importanti. Da una parte, la Legge di Bilancio che dovrà rispettare le regole del patto di stabilità; dall’altra, la gestione del fenomeno migratorio e la ridistribuzione dei migranti nel territorio europeo.

Il Governo sarà infatti impegnato a far “quadrare i conti”, laddove risulta ancora prematuro pensare di cambiare il patto di stabilità. Più realisticamente è opportuno cercare di garantire che la gran parte delle spese destinate agli investimenti sia sottratta dal conteggio delle spese correnti.

Ma per affrontare la sfida della crescita economica e garantire agli Stati un margine maggiore per finalizzare gli investimenti necessari, l’Italia ha la necessità di rilanciare la cooperazione con i suoi alleati storici in Europa, la Francia e la Germania. Un minor rigore, che restituisca slancio alla domanda e rimetta in moto l’occupazione, può rappresentare lo strumento fondamentale nelle mani della nuova Commissione per arginare le forze centrifughe e per superare la narrativa di un’Europa austera che chiede al popolo europeo continui sacrifici.

Le sfide per la nuova Commissione Europea

Le sfide che si impongono alla nuova Commissione sono le stesse che si trova ad affrontare l’Italia, molteplici e complesse. Riguardano la sfera economica, i diritti sociali, la questione migratoria, il futuro della società europea e richiedono un cambio di rotta. L’Italia sarà certamente protagonista di questo cambiamento, cercando di rafforzare il dialogo con i suoi alleati europei storici e in virtù dei ruoli chiave che ricopre nelle istituzioni europee.

Ludovica Palmieri

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