Net neutrality: quali scenari dopo la decisione della FCC?

5 Marzo 2018

Laura Rovizzi, Lucrezio Figurelli, Jean Gonié, Claudio Leporelli, introdotti da Giulio Napolitano, Professore ordinario di Diritto amministrativo, Università «Roma Tre», sono intervenuti al convegno, organizzato dall’AREL: Net neutrality: quali scenari dopo la decisione della FCC?

In particolare, dopo la relazione della dott.ssa Laura Rovizzi, amministratore delegato di Open Gate Italia, di seguito riportata, il dibattito si è focalizzato sulla decisione della Federal Communication Commission in materia di net neutrality.

Di seguito si riporta l’intervento della dott.ssa Laura Rovizzi, amministratore delegato di Open Gate Italia.

NET NEUTRALITY: QUALI SCENARI FUTURI?

Net Neutrality, di cosa si tratta

In materia di net neutrality occorre in primo luogo chiarire cosa si intenda con essa: il principio è volto ad assicurare che tutte le informazioni che circolano su Internet siano trattate senza discriminazioni indipendentemente dalla sede dell’utente finale, del fornitore o dalla localizzazione, dall’origine o dalla destinazione delle informazioni, dei contenuti, delle applicazioni o del servizio.

La storia

Negli USA il rispetto di tale principio è stato sancito per legge nel 2015 sotto l’amministrazione Obama. L’Open Internet Order del 2015 della FCC – oggetto di numerosi ricorsi e contestazioni da parte degli operatori di telecomunicazioni – mirava ad evitare la creazione di corsie preferenziali cioè accordi di natura economica per trasmettere a maggiore velocità il traffico dell’OTT destinato a particolari utenti dell’ISP. Con la decisione del 14 dicembre 2017 la FCC ha votato la modifica delle regole volute dall’amministrazione Obama sulla neutralità della rete, abolendone di fatto i principi cardine chiamate ‘Bright Line Rules’ ovvero: 1) no blocking, 2) no throttling 3) no paid prioritization.  

Tali divieti vengono di fatto annullati e viene ripristinato il quadro normativo c.d. ‘light touch’ esistente fino al 2015, partendo dal presupposto che maggiori misure di trasparenza – combinate con le forze di mercato nonché con la regolamentazione antitrust e a tutela dei consumatori – comportino benefici paragonabili a quelli delle regole del 2015 ma a costi inferiori. Tra le motivazioni per l’abolizione delle regole sulla net neutrality vi è l’incentivo da parte degli ISP a investire di più nella capacità della rete poiché i costi possono essere addebitati anche agli edge provider e la maggiore possibilità di fornire servizi speciali di accesso base low cost (sul modello del Facebook Free Basic Program nei paesi in via di sviluppo) incrementando le sottoscrizioni a banda larga tra la popolazione a basso reddito.

In Europa

In Europa è stato adottato un approccio in generale coerente con i principi fondamentali della neutralità della rete, come il divieto di blocco e il trattamento discriminatorio di un traffico specifico, ma con approcci molto diversi tra i vari regolatori UE come dimostra il recente report del BEREC sull’implementazione delle linee guida del 2015 in materia di net neutrality. Ad esempio in relazione alle pratiche ‘zero rating’ – nella quale la regolamentazione europea fornisce solo dei criteri per supportare le NRA ad esaminare la liceità di tali pratiche con un approccio case by case – varie autorità europee sono intervenute con approcci differenti, quali quella olandese, italiana, belga e tedesca.

5G e Net Neutrality

L’adozione di soluzioni tecnologiche 5G con le loro peculiari caratteristiche quali le funzionalità di network slicing, renderanno ancora più acceso il dibattito sul tema della neutralità della rete dal momento che consentiranno la fornitura di slice di rete dedicati con prestazioni differenziate e specifiche per il soggetto richiedente.

In tale ottica si inserisce la consultazione del BEREC di marzo 2018 che mira a valutare l’impatto delle linee guida in materia di net neutrality sull’adozione di nuove tecnologie al fine di fornire input alla Commissione Europea nella futura revisione del regolamento sulla neutralità della rete.

Laura Rovizzi

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