OGI E IIT INSIEME PER PARLARE DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

25 Settembre 2020

A Open Gate Italia l’Intelligenza Artificiale diventa protagonista con la tavola rotonda digitale: Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale in Italia. Dall’emergenza Covid al Recovery Fund; organizzata in collaborazione con l’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia. Un dibattito tra stakeholders istituzionali, mondo della ricerca e mercato  sulle azioni e le strategie per trasformare le tecnologie legate all’intelligenza artificiale in una vera e propria opportunità per il Paese .

L’introduzione

Dopo i saluti di benvenuto di Laura Rovizzi, AD Open Gate Italia, che ha immediatamente centrato uno dei nodi salienti dell’incontro, sottolineando la necessità della continua formazione digitale; è arrivato il contributo di Mirella Liuzzi, Sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico, che ha parlato delle linee guida elaborate dal MiSE per la definizione di una strategia italiana nell’ambito del Piano coordinato europeo.

“Proposte per una strategia italiana sull’intelligenza artificiale”

“L’obiettivo del documento”, ha affermato il Sottosegretario, “è raggiungere e rendere disponibili i tanti benefici che l’A.I. può apportare allo sviluppo economico, sociale, culturale e turistico, del Paese, mitigandone al contempo i rischi, con un approccio che integri la tecnologia con lo sviluppo sostenibile, valorizzando le persone.”

“Il documento suggerisce di supportare la diffusione dell’A.I. nelle imprese italiane tramite misure di sostegno economico, l’attuazione di percorsi di formazione dei lavoratori, ma anche l’inserimento dell’Intelligenza Artificiale tra le materie scolastiche, in modo da accrescere il livello di competenze digitali del nostro Paese. Viene inoltre fornito l’input a creare, all’interno della Pubblica Amministrazione, un centro di coordinamento delle misure relative all’A.I. e a sostenere la creazione di un istituto italiano sull’Intelligenza artificiale per promuovere l’innovazione e la ricerca in questo settore.” “Siamo solo all’inizio di un processo di trasformazione radicale…”

“In definitiva,” ha concluso, “sono fiduciosa sull’opportunità che il digitale e le tecnologie emergenti offriranno per valorizzare i settori strategici e diffondere ancora di più l’innovazione e la competitività delle nostre imprese affinché siano in prima linea nella trasformazione digitale dei processi produttivi. Il mio auspicio è quello che per attuare questi programmi venga garantita sempre l’occupazione e la tutela sociale, temi che considero cruciali per un progresso consapevole e lungimirante delle nostre economie”.

Giorgio Metta, Direttore Scientifico IIT

L’Intelligenza artificiale

Giorgio Metta, Direttore Scientifico IIT, ha aperto il suo intervento dicendo che l’A.I. sarà, a breve, la nuova corrente elettrica, ovvero qualcosa di cui non si potrà più fare a meno. “Infatti”, ha affermato: “LlA.I. è una tecnologia versatile, che diventerà indispensabile in settori  diversi tra loro, dalla medicina, ai pagamenti, dalla mobilità all’IoT. Solo nell’ultimo anno i progressi sono stati enormi.” “Se in origine l’A.I. era strettamente legata all’informatica, ben presto, grazie all’apprendimento statistico, si è rivelata preziosa anche in altri settori, come logistica e cyber security. Tuttavia, al momento gli algoritmi di A.I. impiegano ancora moltissime risorse e per questo, i più evoluti sono appannaggio delle grandi compagnie USA e della Cina che possono fare ingenti investimenti.”

Spunti per il MiSE

Giorgio Metta ha contnuato il suo intervento segnalando alcuni spunti di riflessione:

  • L’A.I. è un fenomeno complesso che può “vivere” solo in un contesto digitale. In altre parole: “L’A.I. non è solo un insieme di algoritmi, ma è anche sistema e non può essere isolata dalle altre tecnologie in via di sviluppo, come l’IoT o la blockchain con cui è connessa.
  • I Big Data: la raccolta e la catalogazione dei dati è un tema imprescindibile. “Attualmente”, ha precisato Metta, “non tutti i dati elaborati in un Paese possono essere adoperati in un altro e questo è intollerabile. È necessario creare un sistema unico e universale di raccolta, lettura e gestione dati.

Trasformazione dei rischi in punti di forza

“Chiaramente”, ha continuato, “ci sono anche dei rischi connessi con l’A.I., dovuti all’uso improprio o poco accurato dello strumento. Infatti, se i database sono imprecisi anche i risultati lo saranno. A questi, va aggiunto il rischio ambientale, perché ad oggi l’elevata capacità di calcolo implica un forte consumo di energia. Tuttavia, tali rischi, non devono rappresentare dei limiti ma degli incentivi allo sviluppo e al miglioramento; perché maggiore efficienza degli algoritmi equivale a maggiore sicurezza, precisione e minor dispendio di energia.”

Cosa potrebbe cambiare in Italia:

“Per quanto riguarda l’A.I.”, ha concluso, “l’Italia ha un ottimo posizionamento ed è il secondo Paese in Europa nella produzione di robot. Tale realtà rappresenta un’enorme opportunità per il Paese ma, per essere sfruttata a pieno ed aumentarne l’impatto sul PIL, è necessaria la realizzazione di un’infrastruttura in grado di rendere l’Italia competitiva a livello Europeo.”

Per approfondire leggi la Presentazione IIT_OGI

Il punto di vista delle Istituzioni

Luigi Fiorentino, Capo di Gabinetto Ministero dell’Istruzione

Cosa può fare l’A.I. per Istituzioni e PA?

“Ci troviamo in una fase importante per la PA, alla vigilia di un ricambio generazionale che potrebbe tradursi in un cambio di mentalità e cultura e, dunque, del modo di operare.” “Per questo, è necessario adottare una visione dinamica della PA”, ha continuato Fiorentino, “cambiando, da una parte le modalità di erogazione dei servizi; dall’altra, l’organizzazione interna del lavoro. Bisognerebbe reimpostare il modello organizzativo per evitare gli errori del passato e fare in modo che l’introduzione di nuove tecnologie conduca ad reale mutamento. In tal senso, la chiave di volta è la formazione, perché, solo investendo in cultura e consapevolezza, la PA potrà sfruttare a pieno le nuove tecnologie.” “Inoltre, i profili professionali selezionati dovrebbero essere in linea con le esigenze poste dall’A.I. A tal fne, sarebbe opportuno un coordinamento tra PA e università”.

“In altre parole”, ha concluso, “è necessario superare un approccio ormai vecchio e datato. Il Recovery Fund può essere un’ottima occasione per riformare la PA e cambiare i metodi di gestione che, ad oggi, non sempre riescono a soddisfare le richieste della società.”

Armando Francesco Cirillo, Consulente Data analysis&regulations Ministero della Salute

A partire dallo stato di digitalizzazione del Paese, Armando Francesco Cirillo ha iniziato il constato il notevole aumento di fascicoli sanitari elettronici nell’ultimo periodo. Infatti, pur essendo stati introdotti nel 2002, solo oggi hanno superato i 22 milioni. Questo perché la diffusione di uno strumento come il fascicolo sanitario elettronico non può prescindere da quella dell’A.I., punto di contatto tra PA e cittadini.

“Con il D.L. Rilancio sono state approvate norme che consentono lo sviluppo dei fascicoli, come quella che autorizza lo sviluppo di un modello predittivo che dovrebbe essere pronto entro novembre 2020.” Ha ricordato Cirillo, continuando: “la condivisione dei dati è anche al centro del progetto del ministero che intende metterli in rete per metterli a disposizione dei progetti di ricerca. Attualmente sono in corso circa 280 progetti di telemedicina.” “Tuttavia”, ha concluso, “la digitalizzazione dell’intero settore sanitario avverrà solo quando verranno inserite all’interno delle figure professionali preposte a questo.”

Stefano Da Empoli, Presidente I-COM – MiSE:

“L’A.I. rappresenta una sfida epocale per il paese e un investimento sul futuro.” Così Stefano Da Empoli nel suo intervento, “tuttavia, l’efficacia della strategia per la digitalizzazione del Paese dipende in gran parte dagli investimenti e dall’adozione di una logica inclusiva, in grado di ampliare al massimo la diffusione delle nuove tecnologie tra imprese e cittadini.”

Piero Poccianti, Presidente Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale

“L’associazione italiana per l’A.I. ha l’obiettivo di trasferire conoscenza tra i ricercatori, le aziende e il pubblico, soprattutto giovani.” Ha affermato Piero Poccianti che poi ha sottolineato i seguenti punti:

  • “Il documento del MiSE è una buona base di partenza anche per il suo essere in continua evoluzione.”
  • “Le macchine hanno acquisito grandi capacità, ma anche se sono in grado di percepire, imparare e ragionare, la capacità di astrarre è ancora ad appannaggio degli esseri umani. E dato che al momento non esistono soluzioni, è fondamentale incentivare la ricerca che è  orientata alla riduzione dei consumi e allo sviluppo della Narrow A.I.”

Marzia MINOZZI, Responsabile area regolamentare e normativa di ASSTEL

Marzia Minozzi ha focalizzato il suo intervento sul 5G come elemento fondamentale per il corretto funzionamento delle tecnologie, anche durante le emergenze. La responsabile Asstel ha specificato: “L’approccio deve essere in linea con l’aspetto regolamentare. È opportuno fissare dei principi per poi adattarli alle varie esigenze. Inoltre, per agevolare la diffusione delle nuove tecnologie è indispensabile investire nella formazione e nelle competenze in ambito digitale.

Franco SPICCIARIELLO, Head of Public Policy, AWS Italy &CEE at Amazon Web Services

“In Amazon le tecnologie A.I. sono presenti in tutti i settori del business”, così ha aperto il suo intervento Franco Spicciariello, che ha continuato: “C’è stato un enorme sviluppo tecnologico e si ritiene che il 2060 sarà l’anno della super intelligenza artificiale. Oggi bisogna puntare ad una maggiore diffusione dell’A.I. per agevolare l’accesso alle tecnologie e aumentare sicurezza e protezione dei dati. A tal proposito, le tecnologie cloud sono fondamentali perché consentono un’alta potenza di calcolo a fronte di bassi consumi. Tuttavia, proprio per le alte potenzialità delle tecnologie”, ha concluso, “è importante rifuggire dalla tentazione statalista. Lo Stato deve diventare un attivatore dell’A.I.. E, pur mantenendo il ruolo di controllore, regolatore e formatore, dovrebbe lasciare ai privati la possibilità di investire in ricerca e sviluppo.

DIBATTITO PARLAMENTARE.

Come si sta interrogando in questo momento il Parlamento?

Antonio Palmieri, Deputato Forza Italia

Antonio Palmieri, Deputato della Commissione Cultura, a proposito di A.I. ha posto due argomenti su cui riflettere: in primis quello della “Responsabilità”, definita come: “l’inevitabile conseguenza della pervasività dell’A.I.. Tema ineludibile, perché non tutto quello che è fattibile è umanamente lecito.” E successivamente quello del “Populismo digitale”: “bisogna fare in modo che la rivoluzione digitale costituisca un vantaggio per tutti, non solo di una piccola élite di professionisti.”

Luca Carabetta, Deputato del Movimento 5 Stelle

“Bisogna cambiare il modello.” Così è intervenuto Luca Carabetta, Commissione Attività Produttive, “siamo in un momento di transizione e per questo è necessario puntare su progetti concreti, di immediata realizzazione e, al contempo, avere una visione di lungo periodo.” “Il Recovery Fund”, ha continuato, “è il primo passo per andare in questa direzione.” “Le tecnologie strategiche e abilitanti sono indispensabili per il Paese. Ed è importante”, ha concluso, “tener presente che al momento ci sono tre progetti interessanti in corso:

  • A3I, istituto per l’intelligenza artificiale a Torino
  • Potenziamento Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa).
  • Fondo ENEA per il trasferimento tecnologico.”

Enza Bruno Bossio, Deputato del Partito Democratico

“Il Parlamento è molto attenti ai temi dall’A.I. e del digitale.” Ha affermato l’On. Bruno Bossio. “Ad oggi ci sono due intergruppi che seguono queste tematiche, tuttavia” ha continuato, “il tema fondamentale è lo sviluppo del 5G perché l’utilizzo dell’A.I. e delle altre tecnologie non può prescindere dall’infrastruttura.”

Alessandro Fusacchia, Deputato del Gruppo Misto

Alessandro Fusacchia, Deputato dell’Intergruppo A.I., ha messo in evidenza due temi non trascurabili in relazione al NextGenerationEU: “L’importanza di infrastrutture e dati sono alla base di uno sviluppo tecnologico trasversale e inclusivo; la necessità di valutare le conseguenze dello stesso sulla società e soprattutto sui giovani.” Secondo Fusacchia: “è necessario inviare dei messaggi ai giovani per far capire loro che il progresso tecnologico rappresenta un’opportunità. Serve che il NextGenerationEU – o Recovery Fund – diventi main stream.” “Ed affinché questo accada”, ha concluso, “è necessario riformare da una parte tutta la filiera della conoscenza, a partire dalla formazione dei docenti; dall’altra, l’intero settore della PA”.

Massimo Ungaro, Deputato Italia Viva

L’On Ungaro si è detto quantomai d’accordo sulla necessità dello sviluppo di una strategia sull’A.I.. Perché lo sviluppo tecnologico, per quanto complesso, è imprescindibile per il progresso del nostro Paese.

Conclusioni

Alla fine dell’evento Giorgio Metta ha sintetizzato i temi principali; elementi da cui partire per portare avanti lo sviluppo tecnologico del Paese:

  • Ricerca/innovazione
  • Infrastrutture
  • Aspetto culturale e di formazione
  • Ruolo dello Stato come promotore di progetti e utilizzatore delle nuove tecnologie.
Condividi questo articolo:
Open Gate Italia Srl | Via Cesare Beccaria 23, 00196 Rome | VAT IT09992661000 | REA RM-1202504 | authorized capital 111.111,00€
Developed by Thinknow