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REPORT: PIANO NAZIONALE INTEGRATO ENERGIA E CLIMA (PNIEC)

9 Luglio 2024

Introduzione

Il 1° luglio, il governo italiano ha inviato alla Commissione Europea l’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Questo documento è cruciale nella lotta contro la crisi climatica in quanto delinea le strategie energetiche e ambientali dell’Italia per il raggiamento degli obiettivi europei sul clima (Fit for 55). Il nuovo PNIEC prevede un’accelerazione significativa in vari settori, mirata a ottenere un notevole risparmio energetico. L’aggiornamento adotta un approccio definito “realistico e tecnologicamente neutro“, basato sull’elettrificazione, la diffusione di veicoli elettrici, l’uso del gas naturale e del nucleare.

Il PNIEC stabilisce che, entro il 2030, l’Italia dovrà raggiungere una capacità installata di 131 GW di energie rinnovabili, un aumento considerevole rispetto ai 61 GW registrati a fine 2022. Questo obiettivo prevede contributi specifici da geotermia, bioenergie, idroelettrico, eolico e fotovoltaico. Per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra, il Piano innalza l’obiettivo di riduzione delle emissioni degli impianti industriali al 66%, superando del 4% il target del pacchetto “Fit for 55”. Anche i settori civile, trasporti e agricoltura vedono miglioramenti sostanziali nella mitigazione delle emissioni. Il PNIEC include obiettivi specifici per la cattura e lo stoccaggio della CO2, da raggiungere entro il 2030, in funzione delle caratteristiche geologiche dei siti di stoccaggio.

Nel settore dei trasporti, il Piano prevede un aumento progressivo delle nuove immatricolazioni di veicoli elettrici, con un target di circa 4,3 milioni di unità entro il 2030. Integrando le auto ibride plug-in, l’Italia potrebbe contare su circa 6,6 milioni di veicoli elettrificati circolanti entro il 2030. Viene confermato inoltre il phase out dal carbone entro la fine del 2025, con un’eccezione per la Sardegna, per la quale la deadline è fissata al 2026. Inoltre, i gasdotti in costruzione potranno essere adattati per il futuro trasporto dell’idrogeno.

Per la prima volta, il PNIEC include una sezione dedicata all’energia nucleare. Attraverso la “Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile“, il governo intende rilanciare il settore, supportando l’espansione delle rinnovabili. L’obiettivo è che, entro il 2050, almeno l’11% del fabbisogno elettrico nazionale sia coperto dall’energia nucleare, inizialmente da fissione e successivamente da fusione. Il Piano enfatizza inoltre l’importanza della ricerca, sviluppo e innovazione per incrementare la competitività del sistema industriale nazionale e raggiungere gli obiettivi del Green Deal.

FOCUS: l’importanza della riduzione delle emissioni di metano

Negli ultimi anni, la riduzione delle emissioni di metano è diventata una priorità assoluta a livello globale ed europeo, data la crescente consapevolezza dei suoi effetti sul cambiamento climatico e sulla qualità dell’aria. Questo gas serra, pur essendo meno abbondante della CO2, ha un potenziale di riscaldamento globale molto più elevato nel breve termine. In un contesto internazionale segnato dalla volatilità degli approvvigionamenti energetici e dall’urgenza di mitigare il cambiamento climatico, la riduzione delle emissioni di metano rappresenta una sfida cruciale e una grande opportunità.

L’Italia, in qualità di Paese importatore di gas naturale, è attiva nella lotta alla riduzione delle emissioni di metano: è tra i primi Paesi ad aver aderito e lasciato insieme a USA e UE l’iniziativa della Global Methan Pledge (GMP) e molte aziende italiane hanno aderito agli standard internazionali di settore previsti dall’Oil and Gas Methane Partnership.

In linea con gli obiettivi del Global Methane Pledge, l’UE ha adottato un Regolamento per ridurre le emissioni di metano nel settore energetico, imponendo rigorosi requisiti per la misurazione, il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni lungo l’intera filiera del gas, nonché per l’identificazione e la riparazione delle perdite di metano. Il Regolamento richiede anche che i contratti di fornitura futuri per l’importazione di gas naturale e GNL includano clausole che obblighino i Paesi esportatori a rispettare standard di monitoraggio e riduzione delle perdite di metano paragonabili a quelli europei e a mantenere l’intensità delle emissioni di metano sotto una soglia definita dalla Commissione.

A livello nazionale, gli operatori del settore del gas, in conformità con la normativa di settore e la regolazione dell’ARERA, oltre a partecipare a iniziative internazionali volontarie, hanno già adottato standard di sicurezza che hanno portato a una significativa riduzione delle perdite di metano, con un conseguente recupero di risorse. L’attuazione delle misure previste dal Regolamento, che include la creazione di una governance di settore e interventi regolatori per riconoscere i costi sostenuti dagli operatori, insieme a una corretta informazione e comunicazione al pubblico, consentirà all’Italia di rispettare gli obiettivi del Global Methane Pledge nel settore energetico.

Il PNIEC 2024, tra le politiche e le misure che contribuiscono agli obiettivi effort sharing, sottolinea l’importanza di ridurre le emissioni di metano per raggiungere gli obiettivi climatici e contribuire al processo di decarbonizzazione attraverso quattro punti chiave:

  • Misurazione e rendicontazione delle emissioni: potenziare i sistemi di misurazione e rendicontazione lungo tutta la filiera del gas è essenziale per identificare e quantificare accuratamente le emissioni di metano. Tecnologie avanzate come droni, satelliti e IA giocano un ruolo fondamentale nel monitorare le emissioni e individuare i punti critici.
  • Rilevamento e riparazione delle perdite: implementare protocolli di rilevamento e riparazione delle perdite (LDAR – Leak Detection and Repair) con frequenza adeguata è cruciale per ridurre le emissioni.
  • Eliminazione dello sfiato e della combustione in torcia: la cattura del metano che altrimenti verrebbe disperso in atmosfera, attraverso tecnologie sostenibili ed economiche, è una pratica fondamentale. La cessazione delle pratiche di sfiato (venting) e di combustione in torcia (flaring) contribuirà significativamente alla riduzione delle emissioni.
  • Riduzione dell’impronta emissiva delle importazioni: è necessario limitare l’impronta emissiva del metano anche nell’importazione di gas naturale, introducendo clausole contrattuali che richiedano ai Paesi esportatori di adottare standard equivalenti a quelli europei per la misurazione, monitoraggio e riduzione delle emissioni di metano.

L’attuazione delle misure stabilite dal Regolamento, insieme alla creazione di una governance settoriale efficace e all’introduzione di interventi regolatori per il riconoscimento dei costi affrontati dagli operatori, nonché a una comunicazione chiara e trasparente verso il pubblico, permetterà all’Italia di raggiungere gli obiettivi del Global Methane Pledge nel settore energetico.

Il Piano Mattei: approvvigionamenti energetici e obiettivi di decarbonizzazione

La Strategia Esterna dell’UE per l’Energia, pubblicata insieme al piano REPowerEU, dimostra che si può garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici senza compromettere gli obiettivi di decarbonizzazione. Questo approccio sottolinea gli sforzi dell’UE per diversificare le forniture di gas e GNL da fonti non russe, insieme a misure per ridurre le perdite di metano lungo l’intera filiera del gas. Secondo l’International Energy Agency, fino a 46 miliardi di metri cubi di gas naturale si perdono ogni anno a causa della combustione in torcia e del rilascio diretto in atmosfera, una quantità significativa che potrebbe essere catturata in modo sostenibile ed economico con le tecnologie attuali.

Il sistema energetico italiano, con la sua infrastruttura avanzata e la diversificazione degli approvvigionamenti, è cruciale per la sicurezza energetica nazionale e per supportare il mercato europeo. L’accesso privilegiato al gas naturale dal Nord Africa (Algeria e Libia) e dall’Azerbaijan tramite il gasdotto TAP, insieme alla capacità di rigassificazione del GNL presso gli impianti di Panigaglia, offshore Adriatico, OLT e Piombino (operativo dal 2023), ha dimostrato la resilienza del sistema durante la recente crisi geopolitica tra Russia e Ucraina.

Tuttavia, la recente crisi energetica richiede un maggiore coordinamento regionale in materia di sicurezza, con particolare attenzione al Mediterraneo, e una pianificazione infrastrutturale che favorisca diverse tecnologie per la decarbonizzazione e garantisca l’adeguatezza del sistema energetico. Per questo motivo, l’Italia promuove un rafforzamento della cooperazione regionale con paesi UE ed extra UE, ritenendo che il livello regionale sia il più adatto per una pianificazione efficace delle infrastrutture energetiche.

Tra le iniziative di cooperazione regionale portate avanti dall’Italia spicca il Piano Mattei. In ambito energetico, l’obiettivo di questa iniziativa è trasformare l’Italia in un hub energetico del Mediterraneo, fungendo da ponte tra l’Africa e l’Europa, e garantendo maggiore sicurezza e diversificazione energetica. Gli interventi si concentreranno sul nesso tra clima ed energia, puntando a migliorare l’efficienza energetica, aumentare l’uso di energie rinnovabili e ridurre le emissioni di anidride carbonica e metano nell’industria energetica. Sono previste azioni per accelerare la transizione dei sistemi elettrici, specialmente per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per le infrastrutture di trasmissione e distribuzione. Il Piano include anche lo sviluppo di tecnologie energetiche locali tramite la creazione di centri di innovazione, dove le aziende italiane potranno selezionare start-up locali, sostenendo così l’occupazione e valorizzando il capitale umano.

In conclusione, l’integrazione con il Piano Mattei per l’Africa si configura come un pilastro fondamentale della politica energetica estera dell’Italia, rafforzando i legami internazionali e promuovendo uno sviluppo sostenibile a livello globale.

Il potenziale del Biometano

Il PNIEC attribuisce un ruolo significativo al biometano, il quale andrebbe sostenuto mediante incentivi i un orizzonte temporale congruo con le tempistiche di sviluppo dei progetti. Sul piano regolatorio si evidenzia la necessità di una più equa ripartizione tra gestore di rete e produttore di biometano del contributo di connessione degli impianti.

Il Piano evidenzia l’importanza del biometano nell’economia circolare e il suo contributo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

A tal proposito, una delle principali misure riguarda il sostegno agli investimenti per la realizzazione di nuovi impianti di produzione e la riconversione di impianti esistenti. Questa iniziativa è parte della “Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Con un budget di 1,92 miliardi di euro, questa misura mira a costruire nuovi impianti di produzione di biometano e convertire impianti esistenti di biogas.

Al fine di promuovere l’incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale, gli impianti beneficiari possono ricevere un sostegno in conto capitale fino al 40% delle spese sostenute e un incentivo in conto energia basato sulla produzione netta di biometano. Questi incentivi sono regolati dal Decreto Ministeriale del 15 settembre 2022 e sono destinati sia a impianti agricoli che a impianti che trattano rifiuti.

L’immesso in rete di biometano continua la sua tendenza di crescita, raggiungendo nel 2023 i 300 milioni di metri cubi. Il Piano stima consumi stima che entro il 2030 il consumo di biometano raggiungerà 4,06 Mtep (circa 5 miliardi di metri cubi). Le principali destinazioni d’uso includono il settore dei trasporti (0,877 Mtep), con una prevalenza di utilizzo su strada, e altri settori dell’economia, con particolare riferimento all’industria (3,186 Mtep).

Il biometano gioca un ruolo cruciale nella promozione dell’economia circolare: il Piano prevede infatti la valorizzazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) per migliorare l’efficienza degli impianti di biogas agricoli esistenti. Nel 2023 sono state avviate tre procedure competitive, con 157 progetti in graduatoria che corrispondono a una capacità produttiva totale di circa 71.950 Smc/h. Il 3 giugno 2024, il GSE ha aperto la quarta procedura competitiva.

Nel settore termico, il PNIEC promuove l’immissione del biometano nella rete del gas naturale, in cui è previsto l’utilizzo di circa 3,2 Mtep di biometano (pari a circa 4 miliardi di m3) con particolare riferimento al settore industriale. Inoltre, il Piano prevede un aumento della quota di consumi complessivi di bioenergie coperta da produzione interna; ciò comporterà un significativo incremento della produzione nazionale di biometano, riducendo la dipendenza dalle importazioni.

Infine, nel settore elettrico, si prevede una riduzione delle produzioni totali da bioenergie, favorendo la transizione dalla produzione di biogas a quella di biometano. Gli impianti alimentati a bioliquidi dovranno rispettare i requisiti di sostenibilità previsti dalla normativa nazionale, assicurando la competitività delle filiere nazionali.

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