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Streaming: rivoluzione o declino? – Un’analisi sul futuro dell’intrattenimento digitale

13 Marzo 2024

Nato negli anni ’90, lo streaming ha trasformato il nostro approccio al consumo di contenuti multimediali. Grazie a piattaforme come Netflix e YouTube, abbiamo potuto liberarci dai vincoli della programmazione televisiva, godendo di film, serie TV e video secondo i nostri ritmi e preferenze. La sua popolarità è stata alimentata dalla facilità d’uso, dalla convenienza e dalla vasta gamma di contenuti disponibili, nonché dalla capacità di accedere a questi contenuti su vari dispositivi, come smartphone e tablet.

A partire dal 2019, l’espansione delle piattaforme di streaming ha visto la nascita di numerosi servizi in competizione con Netflix, tra cui Disney+ e AppleTV+. Questo fenomeno ha generato l’illusione di un accesso illimitato a un’enorme varietà di serie TV e film a costi molto bassi. Tuttavia, questa rapida espansione non è stata priva di conseguenze.

Il mercato dello streaming: alcuni dati

Nel 2020, il mercato della musica in streaming ha generato un fatturato totale di $13.4 miliardi di dollari in tutto il mondo2. In Italia, lo streaming vale l’8,3% dei ricavi del settore radiotelevisivo, con un giro d’affari complessivo di 8,1 miliardi di euro1. Nel 2020, Netflix ha mantenuto una posizione dominante nel mercato italiano dei servizi di streaming, con una quota di mercato stimata intorno al 30%3.

L’ascesa

Nel novembre 2019, l’annuncio della nascita di Disney+ ha scatenato un’ondata di entusiasmo nel mercato azionario, con le azioni di Disney che hanno registrato un incremento del 50%. Un fenomeno simile si è verificato con Apple, le cui azioni sono salite del 35% nei due mesi successivi al lancio di AppleTV+. Questo ha segnato l’inizio di un periodo di espansione selvaggia, con le piattaforme di streaming che si sono moltiplicate e hanno approvato spese folli senza preoccuparsi della copertura dei costi.

Per molti versi, ciò che è seguito può essere descritto come un’allucinazione collettiva. Gli azionisti sembravano non prestare attenzione ai bilanci, ma erano ossessionati dal numero di abbonati. Questo ha portato a un’ondata di serie TV di altissimo livello, con costi di produzione che sono decuplicati. Ad esempio, le varie serie TV della Marvel su Disney+ sono costate circa 25 milioni di dollari a puntata, mentre serie di punta di Netflix come The Crown o Stranger Things hanno raggiunto costi di produzione di 30 milioni di dollari per episodio.

La caduta

Ma non tutto è oro ciò che luccica nel regno dello streaming. L’esplosione delle piattaforme ha portato gli utenti a sottoscrivere più abbonamenti per accedere a tutti i contenuti desiderati, dando vita a un fenomeno noto come “fatigue da abbonamento”. La pirateria, alimentata dalla frustrazione per i costi crescenti e la frammentazione dei contenuti, è diventata un problema sempre più pressante.

Ma c’è un cambiamento nell’aria. Gli investitori stanno finalmente rivolgendo la loro attenzione a ciò che avrebbe sempre dovuto essere al centro: la sostenibilità. Anche colossi come Disney+ non sono immuni, con una perdita di quasi 400 milioni di dollari nell’ultimo trimestre del 2023. Questa situazione ha portato a misure drastiche, come licenziamenti di massa, riduzione dei costi di produzione e aumento dei prezzi degli abbonamenti.

Scenari futuri

L’era dello streaming, con la sua ondata di contenuti di alta qualità, potrebbe essere al tramonto. Il futuro potrebbe riservarci un panorama più simile all’industria cinematografica degli anni ’80, quando la creatività era soffocata e le produzioni di massa regnavano sovrane. Potremmo dover dire addio a capolavori di originalità come Fleabag o Undone, e accogliere invece serie più economiche, ma di grande successo.

Solo il tempo dirà come si evolverà realmente l’industria. Ma una cosa è certa: il cambiamento è inevitabile, e noi saremo qui per raccontarlo. Rimanete sintonizzati per scoprire insieme a noi cosa ci riserva il futuro dello streaming.

Fonti:

https://www.corrierecomunicazioni.it/media/media-entertainment-in-italia-lo-streaming-vale-l83-dei-ricavi-netflix-triplica-gli-abbonati/

https://www.editorialedomani.it/tecnologia/lepoca-delle-serie-tv-che-piacciono-agli-intellettuali-e-probabilmente-finita-pkzqaygh


Maria Abate

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