Transizione digitale? Nasce il CITD per accelerare su BUL e 5G

Pubblicato martedì 09 Marzo 2021

Vittorio Colao a capo del CITD

Vittorio Colao, su delega del premier Draghi, sarà a capo del Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD). Una nuova struttura che, per il momento, si affianca al Cobul, ma, in futuro, potrebbe inglobarlo.

Il Comitato vedrà la partecipazione dei ministri dell’Economia, della PA, della Transizione Ecologica, dello Sviluppo e della Salute.

Le funzioni del CITD

Lo spettro di funzioni assegnate a Colao ricalca quelle delegate nel 2019 alla ministra Pisano: banda ultralarga; digitalizzazione della PA; attuazione dell’Agenda Digitale Italiana. Tuttavia, Vittorio Colao si occuperà anche di digitalizzazione delle imprese; tema condiviso con il piano Transizione 4.0, gestito dal Ministero dello Sviluppo e finanziato ampiamente con il Recovery Plan.

Il MISE

Il Mise di Giorgetti dovrebbe conservare le deleghe strategiche sulle Tlc. Anche se non è escluso che possano essere assegnate alla viceministra 5 Stelle Alessandra Todde, insieme alla banda larga e al 5G.

Colao nei giorni scorsi ha avuto incontri singoli con gli AD dei principali operatori della banda ultralarga e del 5G: Tim; Vodafone; Windtre; Sky; Fastweb; Open Fiber. Mostrando così la volontà di rivedere in tempi record la struttura del Recovery Plan per le connessioni veloci.

Il nuovo Ministero, unitamente agli altri dicasteri nel comitato, deciderà le linee guida strategiche, ma non avrà potere di firma, non avendo peraltro potere di spesa.

Focus: infrastrutture e digital divide

Si valuta se potenziare la dote attualmente destinata alle connessioni veloci: 2,2 miliardi di risorse nuove, quasi un terzo di quanto il precedente governo aveva fatto inizialmente trapelare. Il focus sarà sicuramente su infrastrutture e digital divide.

La BUL in Italia

Nel frattempo, la settimana scorsa, Tim ha annunciato di aver completato in Puglia il piano di copertura in banda ultralarga attraverso la rete FTTx, raggiungendo il 99,4% delle famiglie che utilizzano la rete fissa, con il restante 0,6% coperto anche attraverso connessioni ultrabroadband Fwa o satellitari. In particolare, nella provincia di Taranto, la società annuncia l’intenzione di proporre all’Agcom e a tutti gli altri operatori di telecomunicazioni di spegnere la rete in rame e migrare tutte le linee della città su rete ultrabroadband FTTx, con l’obiettivo di estenderla all’intera regione. Inoltre, a partire da aprile FiberCop accelererà la realizzazione della rete secondaria in fibra ottica per arrivare a coprire entro il 2025 il 76% delle aree nere e grigie del Paese con tecnologia Fiber To The Home.

La nuova infrastruttura di FiberCop, si legge in una nota, «consentirà di sviluppare soluzioni FTTH secondo il modello del co-investimento “aperto” previsto dal nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche».

Per approfondire sullo stato della BUL in Italia, leggi QUI

Le previsioni di TIM

Queste le previsioni di TIM venute fuori dal Cda: la fibra di FiberCop, secondo le intenzioni, raggiungerà il 76% delle unità immobiliari delle aree grigie e nere entro il 2025. Le reti FTTC raggiungeranno il 93% delle famiglie con linea telefonica attiva entro il 2023 (oggi sono al 91%). La rete 5G avrà copertura nazionale entro il 2025.

Arnaldo Merante