2020, il Decreto Fiscale accompagna l’Italia verso una società “Cashless”

18 Dicembre 2019

Ormai è legge: il Decreto Fiscale premia i pagamenti digitali, come garanzia di trasparenza e, soprattutto, come strumento per porre un freno all’evasione fiscale.

Il Decreto Fiscale

Era chiaro già da parecchi mesi quanto il governo intendesse incentivare i pagamenti elettronici a dispetto di quelli cash, ma ora tutto questo è scritto nero su bianco ed è diventato legge. Infatti, il Decreto Fiscale è stato approvato definitivamente ieri al Senato, con 166 voti a favore e 122 contrari.

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Pagamenti Digitali

A proposito di digital payment, ieri il premier Conte ha dichiarato: “Arriveremo a far trovare fino a 2.000 euro nei conti correnti come superbonus per i pagamenti digitali”. In effetti, il comma 316 della manovra prevede proprio un rimborso in denaro per incoraggiare gli acquisti con moneta elettronica, che arriverà nelle tasche degli italiani nel 2021. Ed anche se la proporzione con cui verrà elargito tale rimborso è ancora da deliberare, tramite decreto attuativo, è molto probabile che il superbonus avrà un buon effetto incentivante sugli italiani.

Meno Cash, più Cashless

 width=Comunque, la manovra dà “un colpo al cerchio e uno alla botte” per usare un noto modo di dire; perché, da una parte incentiva utenti ed esercenti all’uso dei digital payment; dall’altra scoraggia l’uso del contante e l’evasione fiscale. Infatti, se sono sparite le sanzioni per gli esercenti restii ad usare il pos, di cui invece si era parlato nei mesi scorsi, rimane nel nuovo Decreto Fiscale la riduzione del limite ai pagamenti in contanti. Certo, rispetto alle prime ipotesi il percorso verso la riduzione del contante è diventato graduale e si compone di due passaggi. Il primo che, entra in vigore subito, dal 1 gennaio, prevede l’abbassamento dell’attuale soglia dei 3.000 euro a 2.000 e il secondo che sarà attivo, invece, dal 1 gennaio 2022, prevede un ulteriore abbassamento della soglia a 1.000 euro.

Un altro bonus per gli esercenti

Nei confronti degli esercenti, la politica adottata dal Governo alla fine, anziché adottare un atteggiamento sanzionatorio come ipotizzato nei mesi precedenti, ha optato per il suo opposto andando premiare coloro che favoriscono l’uso dei pagamenti elettronici. Infatti, a partire dal 1 luglio 2020 gli esercenti che hanno fatturato nell’anno di imposta precedente meno di 400 mila euro, riceveranno un credito di imposta sulle commissioni pari al 30%.

E-payment, verso la semplificazione

 width=Ma non è tutto, perché finalmente i piccoli esercenti potranno usare un unico strumento tecnologico per i pagamenti e per le certificazioni dei corrispettivi. In altre parole, i sistemi di incasso attraverso pagamento elettronico potranno sostituire l’emissione dello scontrino elettronico. Inoltre, dal 2021, secondo la norma, i sistemi evolutivi di incasso utilizzati per le carte o altre forme di e-payment potranno consentire anche l’assolvimento degli obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. Si potrà quindi dire “addio” al doppio uso di pos e registratore telematico di cassa. Una semplificazione fondamentale che sarà possibile grazie ad un provvedimento attuativo del direttore dell’Agenzia delle entrate.

Digital payment contro l’evasione fiscale

Grazie all’e-payment, il nuovo Decreto Fiscale dichiara guerra agli evasori che sono da sempre nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, rispetto al passato oggi Autorità e Istituzioni hanno una nuova “arma” a disposizione, che trova la sua definizione nella trasparenza garantita dalle transazioni digitali. Per gli evasori, dunque, il regime si inasprisce e prevede pene più severe. Per i reati più gravi, come la Falsa Fatturazione si arriva a otto anni di reclusione. Mentre, per i reati più “leggeri” come Omessa Dichiarazione gli anni di carcere salgono da uno a cinque e per la Dichiarazione Infedele praticamente raddoppiano con un periodo di reclusione che può andare dai due anni ai quattro anni e sei mesi.

Conclusione

 width=Insomma, che piaccia o no, tra provvedimenti europei, PSD2, e Decreto Fiscale, la nostra società si avvia a diventare “Cashless” ancor prima del previsto. E questo, anche grazie al fatto che gli italiani, generalmente definiti refrattari al cambiamento e attaccati al contante, stanno prendendo con e-payment e e-commerce, come dimostrato anche dall’incremento delle vendite online che si è registrato lo scorso black friday.

Ludovica Palmieri

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