Pagamenti digitali, tra social network e super app il futuro è cashless

30 Maggio 2019

Introduzione

Tra tutte le novità che stanno rivoluzionando le nostre vite, sicuramente una in particolare sta acquistando concretezza, entrando ogni giorno di più nella nostra quotidianità, grazie anche all’e-commerce e all’online banking. Infatti, nel pieno della rivoluzione 4.0 e dell’ e-payment, il denaro contante sembra essere sulla via dell’estinzione, surclassato dai pagamenti digitale sempre più efficienti e veloci.

Se ieri c’erano le carte di credito, precedute dai macchinosi assegni; dopo la nascita di Paypal è bastato un attimo per arrivare ai pagamenti a distanza, contactless e, quindi, cashless. Oggi tutti i grandi player del Web, a partire dai Social Network targati Facebook, stanno lavorando ad applicazioni volte a trasformare gli smartphone in portafogli virtuali.

La Cina e i Pagamenti Digitali

In realtà, quello che in occidente sembra ancora uno scenario futuristico, in Cina è già realtà dal 2014 grazie a WeChat, la super applicazione prodotta da Tencent che, oltre ai servizi di messaggistica e aggiornamento dello stato, consente di fare shopping, giocare, prenotare visite mediche, teatri, ristoranti e, soprattutto, di pagare tutto ciò. Praticamente nelle metropoli cinesi ormai il contante sta diventando un bene raro, perché la maggior parte degli esercenti accettano esclusivamente pagamenti digitali tramite QR code.
WeChat è il primo esempio di applicazione totalizzante, che per molte persone ha sostituito la mail ed è diventata anche un ambiente di lavoro virtuale, quasi a costituire un universo parallelo. E, a giudicare dalle ultime mosse di Zuckerberg, questa è proprio la direzione verso cui si sta muovendo anche l’occidente.

Parola d’ordine: semplificazione

L’obiettivo, secondo il fondatore di Facebook, è proprio quello ad arrivare a semplificare al massimo le transazioni monetarie, per fare in modo che: “Scambiare denaro diventi semplice come condividere una foto con lo smartphone”, come dichiarato alla conferenza degli sviluppatori F8.
Le tappe di questo percorso sono già iniziate, se si considera che già da un anno in India è possibile effettuare pagamenti tramite WhatsApp, secondo un progetto pilota che dovrebbe approdare a breve anche in Occidente. Inoltre, da marzo, negli Stati Uniti, sono attivi gli acquisti su Instagram, grazie alla nuova funzione Checkout, che riduce notevolmente i passaggi dalla visualizzazione dei contenuti alla finalizzazione dell’acquisto. Tutto questo sta trasformando Instagram in una vera e propria piattaforma e-Commerce multi brand che velocizza gli acquisti, per la rapidità dei passaggi e per l’offerta ampia che condensa in un’unica applicazione tantissimi prodotti desiderabili.

La “chat” al primo posto

Chiaramente questa rivoluzione nel marketing digitale si rifletterà immediatamente anche nell’advertising, perché, come sottolineato a marzo da Zuckerberg: “Il futuro è nelle comunicazioni private”. Considerando poi che entro il 2020 le chat  WhatsApp, Messenger e Instagram verranno unificate in un’unica super applicazione di messaggistica è facile giungere a delle conclusioni. Ovvero, se attualmente, nel web tradizionale, è difficile ricondurre l’acquisto di un prodotto ad un determinato annuncio; in un “ambiente chiuso”, come quello che verrà a crearsi con super app, l’entità di un investimento pubblicitario sarà immediatamente misurabile.

Libra

Infine, a coronamento di tutto questo, l’ideatore di Facebook sta lavorando ad un altro progetto. Per cui il celebre social network, non si limiterà ad essere un “tramite” delle transazioni economiche ma arriverà a battere la propria moneta digitale. A tal proposito, Zuckerberg è già a lavoro con esperti come David Marcus, ex presidente di Paypal, alla creazione di “Libra”, la criptovaluta che sbarcando direttamente sul  popolare social potrà conquistare in poco tempo un pubblico ben più vasto. A differenza del Bitcoin che è percepito ancora come un bene speculativo per pochi.

Realtà materiale e Realtà Virtuale

Nell’ambito di questo scenario, il paradosso è che andando avanti, il mondo virtuale diventerà più reale di quello materiale. Come se l’identità di ciascun individuo fosse sempre più indissolubilmente legata al web. Di questo passo, i BigData, un domani potranno essere consacrati a prova stessa dell’esistenza delle persone, nella misura in cui  non potrà essere concepita “vita” lontano dalla rete e dunque senza lasciare “tracce” su di essa.

Ludovica Palmieri

 

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