Videogames: la nuova scommessa degli Over the Top

20 Giugno 2019

Dopo la televisione in streaming, l’e-commerce, l’e-payment, adesso le grandi piattaforme online hanno iniziato l’arrembaggio al mondo dei videogames.

La prima piattaforma in arrivo, targata Google, si chiama Stadia ed è stata ideata proprio con l’idea di trasferire online il mercato dei videogiochi. Gli appassionati potranno dire addio alle “vecchie scatolette nere” anche i videogiochi più complessi saranno gestiti in cloud.

Stadia

Stadia approderà in Italia a Novembre e l’abbonamento standard avrà un costo di circa 9,99€ al mese. Tuttavia, per i più impazienti è già possibile prenotare un pacchetto speciale, l’Edizione Fondatore che, per 129€, include tre mesi di abbonamento Pro per due persone, un controller e un Chromecast Ultra, oltre all’accesso a tutti i contenuti disponibili sulla piattaforma.

Nella prima fase Stadia avrà un’offerta di trentuno videogiochi, free per gli utenti “pro”, e con una formula in parte gratuita e on demand, per gli abbonati standard. E se la piattaforma farà il suo debutto con prodotti di punta, come Destiny 2, la Trilogia di Tomb Rider e Mortal Kombat, presto, proprio come Netflix, dovrà iniziare la sua propria produzione.

Lo streaming

La fruizione in streaming consente agli abbonati di entrare a far parte di una community internazionale, dato che Stadia partirà in 14 Paesi diversi, oltre che di essere sempre aggiornati sulle ultime novità. Certo, la qualità della fruizione dipenderà dalla disponibilità di internet. Infatti, con una connessione da 35 megabyte al secondo si potrà disporre dei più moderni effetti speciali, come la definizione in 4k e il suono surround, mentre il servizio sarà garantito con una connessione di 10 megabyte. In particolare, per evitare quanto accaduto con Dazn, visto l’attuale stato delle reti TLC in Italia, Google ha messo a disposizione degli utenti un servizio per valutare la propria velocità di connessione.

La subscription economy

 width=Per quanto quest’operazione possa sembrare un duro colpo per il mercato tradizionale dei videogames, in realtà si inserisce in una tendenza già in atto da qualche anno tra i consumatori, che stanno migrando sulle piattaforme online. Dal 2017 il download di software e l’uso di piattaforme di gaming online è aumentato dell’86%, tanto da raggiungere un valore di circa 548 milioni di euro. Addirittura, tra i millenials è maggiore il numero di abbonati a un gaming service che ad una pay-tv.
Tutto questo, inoltre, fa parte di un momento di transizione più ampio che sta coinvolgendo l’intero sistema: il passaggio ad un’economia dell’abbonamento. Nella subscription economy, lo scopo delle aziende non sarà più solo quello di vendere il prodotto finito, ma di instaurare con il cliente un rapporto continuativo, destinato a durare nel tempo, proprio come hanno fatto Netflix o Spotify.

Il 5G

Tutto questo sarà possibile grazie alle connessioni di ultima generazione. Il 5G non solo consentirà di raggiungere le elevate velocità di connessione richieste per l’erogazione e la piena fruizione del servizio ma anche quei valori di bassissima latenza indispensabili per un’esperienza di gioco gratificante. In altre parole, il 5G rappresenta la conditio sine qua non per la realizzazione dello stesso. Infatti, tutto il sistema di Stadia si basa sul cloud, attraverso cui verranno gestiti anche i video games più complessi e sofisticati. Alphabet, la casa madre di Google, sta disseminando in giro per il mondo dei veri e propri capannoni dotati di computer super potenti che raccolgono ed elaborano, attraverso il cloud computing, tutti i dati prodotti dagli utenti. E la gestione di una mole tanto di grande non sarebbe neanche concepibile soltanto attraverso le connessioni di nuova generazione.

Infine, bisogna aggiungere che le aziende produttrici di console non si sono affatto arrese, ma hanno fatto ricorso alle più avanzate tecnologie per realizzare dei device super potenti, volti a garantire delle esperienze davvero futuristiche.

Ludovica Palmieri

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