PSD2, VERSO LA SINERGIA DIGITALE

6 Settembre 2019
Il futuro è sempre più decentralizzato. Se in passato le banche detenevano il controllo sulla maggior parte delle operazioni di carattere monetario e finanziario oggi la situazione sta cambiando.

PSD2

Abbiamo visto come la blockchain sia già utilizzata in diversi settori dell’economia 4.0 per rendere le operazioni più rapide, trasparenti, sicure e “democratiche”, grazie al suo sistema decentralizzato, in cui tutti gli utenti hanno lo stesso margine d’azione.
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Ebbene, dal 14 settembre, con l’entrata in vigore della PSD2, la nuova normativa europea sui pagamenti elettronici, il mondo della finanza si appresta ad un ulteriore e più radicale cambiamento.
Infatti, la normativa europea prevede la liberalizzazione dell’ultimo miglio dei conti correnti bancari che determinerà un’integrazione tra il sistema bancario e quello dei pagamenti digitali e, soprattutto, aprirà il panorama degli e-payment a una serie di nuovi soggetti come Big Tech, compagnie di assicurazione, Retailer e Utility, che sino ad oggi erano focalizzati su altri servizi.

PSD2: sicurezza e innovazione

Del resto, in un mondo che si sta rapidamente evolvendo all’insegna dell’e-commerce e dell’e-payment, la PSD2 non fa altro che regolamentare una situazione già in fieri. Da una parte, infatti, promuove la digitalizzazione nel settore dei pagamenti ed incentiva lo sviluppo del sistema Fintech; dall’altra pone al centro la sicurezza dell’utente, imponendo nuovi sistemi di autenticazione e sicurezza nelle operazioni di pagamento.
Lo scopo è proprio quello di creare una sinergia tra le banche e i nuovi soggetti, che saranno in grado di garantire la massima efficienza nell’ambito della cyber security. E dato che la PSD2 obbliga le banche a condividere le proprie API (Application Program Interface) con società terze, l’obiettivo di coinvolgere nuovi attori del sistema di pagamenti sarà agilmente raggiunto.
PSD2 come Opportunità
La PSD2 non deve essere vista come una rappresenterà una nessuno dei player coinvolti: banche; nuovi soggetti come utility, big tech, fintech, cittadini; ma, al contrario come un’opportunità. Infatti le banche grazie all’interazione con i nuovi player, tenderanno a snellire le operazioni tradizionali, rendendole più agili e veloci, aumentando la flessibilità e dunque la redditività. Le società che entreranno nel mondo dei pagamenti avranno accesso ai dati bancari dei clienti (fatta eccezione per le abitudini di spesa), attorno a cui potranno costruire nuovi servizi e prodotti. Infine, i clienti finali ne usciranno avvantaggiati, in termini di customer experience, perché l’aumentare della competitività, dovuto all’ingresso delle Fintech, determinerà una maggiore qualità dei servizi. Tanto i player tradizionali, quanto quelli nuovi saranno spinti a sviluppare nuovi prodotti, servizi ed ad aumentare l’efficienza di quelli già esistenti. Inoltre, anche per quanto riguarda la sicurezza, i clienti finali saranno più tutelati contro i rischi di eventuali frodi online derivanti da un aumento del traffico dati.

L’Italia verso l’innovazione

E se tra le utility, EnelX ha già chiesto l’autorizzazione alla Banca d’Italia per diventare un istituto di moneta elettronica, bisogna considerare che prima che l’Italia metabolizzerà a pieno tale rivoluzione digitale ci sarà il tempo di rodarne e sperimentarne tutte le possibilità. Tuttavia è chiaro che il processo di cambiamento non può essere arrestato, dal momento che stiamo andando verso una società sempre più “liquida” in cui le informazioni potranno essere gestite in maniera più pratica e funzionale.

Ludovica Palmieri

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