Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
7 aprile – 11 aprile
Guerra dei dazi: tregua tra USA e UE, linea dura con la Cina
Dopo l’annuncio dei dazi universali, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato costretto a una parziale marcia indietro per scongiurare un’escalation della guerra commerciale. Il 9 aprile, poche ore dopo l’entrata in vigore delle nuove tariffe “punitive”, la Casa Bianca ha sospeso per 90 giorni l’applicazione dei dazi aggiuntivi verso la maggior parte dei Paesi colpiti, in segno di apertura diplomatica. Rimangono tuttavia in vigore le tariffe contro la Cina (fino al 125%), così come quelle contro Messico e Canada (25%). Confermate anche le imposizioni del 25% su acciaio, alluminio, automotive e componenti industriali.
In risposta, la sera stessa anche l’Unione europea ha deciso di congelare le contromisure approvate dal Consiglio europeo lo stesso 9 aprile, con il voto favorevole di 26 Paesi membri e la sola opposizione dell’Ungheria. Le misure europee, la cui entrata in vigore era prevista per il 15 aprile, avrebbero colpito beni statunitensi per un valore complessivo di circa 22 miliardi di euro annui. Il congelamento dei dazi è stato motivato dalla volontà di rilanciare il dialogo transatlantico, ma la Commissione europea, giovedì 10 aprile, ha annunciato di essere già al lavoro su un secondo pacchetto di misure, pronto a essere presentato la prossima settimana in caso di fallimento dei negoziati.
Com’è andato il congresso della Lega
Nessuna sorpresa dal congresso leghista di Firenze, presieduto da Giancarlo Giorgetti: Matteo Salvini è stato proclamato Segretario della Lega per la terza volta, fino al 2029. Oltre a celebrarne la leadership, i militanti leghisti hanno chiesto a gran voce un ritorno di Salvini al Viminale, anche se lo stesso Salvini ha commentato con un laconico: “ne parlerò con Giorgia Meloni”. Del resto, anche gli alleati di Governo si sono dimostrati abbastanza freddi rispetto all’avvicendamento Piantedosi-Salvini, con vari esponenti della maggioranza che hanno storto il naso ribadendo la volontà del Governo di proseguire con gli attuali Ministri. Altro momento degno di nota del congresso è stato la consegna della tessera del partito a Roberto Vannacci, un gesto che, come ha commentato lo Salvini, è la “migliore risposta al popolo della Lega e alle ansie e turbamenti di tanti retroscenisti”.
Salvini ha approfittato del congresso per rafforzare ulteriormente le proprie relazioni d’oltreoceano, con un’intervista a sorpresa ad Elon Musk (in videocollegamento) che ha risposto alle domande del leader del Carroccio tra gli applausi della platea. Ma, al netto di momenti più o meno “pop”, i messaggi del caso sono stati veicolati: rassicurazioni sui temi caldi, dall’Autonomia alla pace fiscale, passando per la difesa dei confini e, soprattutto, il convinto “no” al ReArm Eu, con il mantra pacifista mai in discussione. Messaggi che sono passati anche dagli invitati all’evento: dal citato Musk a Giorgia Meloni (che è intervenuta con un breve videomessaggio), senza dimenticare Marine Le Pen e Viktor Orban e, per la prima volta a un congresso della Lega, il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Il prossimo congresso, come stabilito a seguito della modifica dello statuto, si terrà tra quattro anni.
Consulta sul terzo mandato: De Luca e Zaia non potranno ricandidarsi
Con la sentenza depositata l’11 aprile, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma della Regione Campania che avrebbe consentito un terzo mandato consecutivo per il presidente Vincenzo De Luca. La decisione, che accoglie il ricorso del Governo, conferma la validità del limite dei due mandati previsto dalla legge statale n. 165/2004. Il principio stabilito è che il limite dei due mandati consecutivi si applica uniformemente su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dal momento in cui le Regioni recepiscono la norma. Di conseguenza, non sarà possibile per De Luca ricandidarsi, e lo stesso principio si applica anche in Veneto, rendendo impraticabile un’ulteriore candidatura per Luca Zaia.
Il Presidente del Veneto ha commentato: “Siamo di fronte a un Paese che, in alcune delle proprie norme, vive nell’ipocrisia. La sentenza, di natura tecnica, riguarda la Regione Campania, ma chiarisce un punto: chi ha ricoperto due mandati consecutivi non può candidarsi per un terzo. Prendiamo atto del principio espresso dalla Corte”. Dalla Campania, il senatore Antonio Misiani (PD) ha dichiarato: “Ora abbiamo la responsabilità di aprire tutti insieme una pagina nuova, anche con chi ha guidato la Regione in questi anni. Serve un progetto e una coalizione di governo per la prossima legislatura, nella consapevolezza che quella campana sarà la sfida più importante delle prossime regionali”. La sentenza rappresenta un punto fermo per il sistema delle autonomie regionali, escludendo esplicitamente che vi possano essere deroghe legislative locali su un tema – quello della durata degli incarichi – che rimane regolato a livello nazionale.
Via libera alla mozione della maggioranza sul ReArm Europe
Giovedì 10 aprile, la Camera dei deputati ha approvato con 144 voti favorevoli e 105 contrari la mozione della maggioranza sul piano ReArm Europe, lanciato dalla Commissione UE per rafforzare le capacità militari europee, anche alla luce della guerra in Ucraina e del calo del sostegno statunitense. Nonostante le divisioni interne – la Lega si è fermamente opposta all’attuazione del ReArm Europe – la maggioranza è riuscita a trovare un accordo, con la mozione che impegna il Governo a rafforzare la difesa nazionale nel quadro europeo, senza fare esplicito riferimento al riarmo o alla crisi israelo-palestinese, confermando l’impegno per una soluzione pacifica in Ucraina. Inoltre, in caso di accordo di pace tra Russia e Ucraina, la mozione impegna il Governo “a favorire, la costituzione di una forza multinazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite, subordinata a una deliberazione del Consiglio di sicurezza, al fine di garantire un processo di pace stabile, condiviso ed irreversibile”.
Dall’altro lato, le mozioni respinte dalla Camera hanno messo in luce una posizione differente delle opposizioni sul tema: il Movimento 5 Stelle e AVS si sono poste in contrasto al piano; il Partito Democratico chiedeva una revisione del ReArm Europe per tutelare le priorità sociali; +Europa, Azione e Italia Viva, favorevoli al programma europeo, hanno richiesto una maggiore integrazione militare e una strategia industriale europea della difesa più ambiziosa.
Venerdì 11 aprile, ore 17.15