Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
7 – 11 settembre 2026
Sommario
1. Germania, l’AfD vince in Sassonia-Anhalt: reazioni divise nella maggioranza italiana
2. Addio a Emma Bonino, storica leader radicale ed europeista
3. Banche e Manovra 2027: la Lega apre il dossier, la maggioranza si divide
4. Campo Largo: intesa sul programma, ma le primarie dividono il centrosinistra
5. CdM: le ultime novità
1. Germania, l’AfD vince in Sassonia-Anhalt: reazioni divise nella maggioranza italiana
Le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt del 6 settembre hanno visto la netta affermazione dell’AfD, che ha ottenuto circa il 44% dei voti, diventando la prima forza politica del Land. Il risultato ha provocato forti reazioni in Germania, con il cancelliere Friedrich Merz che ha definito l’esito uno “shock” e affermato che il voto ha “scosso il nostro partito nelle fondamenta”.
La vittoria è stata salutata positivamente da Mosca, mentre il Cremlino ha criticato la linea di Merz nei confronti della Russia.
In Italia, il voto ha evidenziato le diverse sensibilità presenti nella maggioranza. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito il risultato dell’AfD una “pessima notizia”, auspicando che rimanga un fenomeno circoscritto. Di segno opposto Matteo Salvini, che ha parlato di un “successo clamoroso”, interpretandolo come una richiesta di “cambiamento, sicurezza e lavoro” e aggiungendo: “Un’altra Europa è possibile”.
Più prudente Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni non ha commentato direttamente il voto, mentre il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha sottolineato che “quando il popolo degli elettori si esprime va accettato sempre e comunque il risultato elettorale”.
Dal fronte sovranista, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha invece celebrato il risultato, scrivendo: “L’Europa cambia. Le destre sbiadite arretrano. I popoli rialzano la testa”.
Dall’opposizione, Giuseppe Conte ha collegato l’avanzata dell’AfD al tema del riarmo e delle diseguaglianze, mentre Angelo Bonelli ha parlato di un “segnale d’allarme per tutta l’Europa”.
Il voto tedesco conferma quindi la crescente pressione delle forze sovraniste sugli equilibri europei e mette in evidenza sensibilità differenti all’interno della stessa maggioranza italiana sulla crescita della destra radicale.
2. Addio a Emma Bonino, storica leader radicale ed europeista
Emma Bonino è morta questa mattina a Roma, 11 settembre 2026, all’età di 78 anni. La leader radicale era stata ricoverata il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito per una crisi respiratoria.
Nata a Bra, nella provincia di Cuneo nel 1948, Bonino aveva attraversato oltre mezzo secolo di vita politica italiana ed europea. Eletta per la prima volta alla Camera nel 1976, aveva legato il proprio nome fin dagli anni Settanta alle grandi battaglie civili del Partito Radicale, al fianco di Marco Pannella. La prima e più emblematica riguardava l’aborto: nel 1975, quando l’interruzione volontaria di gravidanza era ancora illegale in Italia, aveva fondato il Centro di informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto e aveva scelto la strada della disobbedienza civile, autodenunciandosi per procurato aborto e venendo arrestata. Una vicenda che contribuì a portare il tema al centro del dibattito pubblico e che aprì la strada alla legge 194 del 1978. A quelle battaglie avrebbe affiancato nel tempo l’impegno contro la pena di morte – con la campagna per la moratoria alle Nazioni Unite – e per i diritti delle donne a livello globale, le battaglie per l’autodeterminazione, il fine vita e il suicidio assistito. Nel 2017 aveva promosso la campagna “Ero straniero” per il superamento della legge Bossi-Fini sull’immigrazione.
Parlamentare, commissaria europea alla salute e alla tutela dei consumatori, ministro degli Affari europei nel governo Prodi e degli Esteri nel governo Letta, era rimasta fino alla fine una delle voci più riconoscibili del panorama politico nazionale. Aveva fondato +Europa, il partito con cui aveva continuato a portare avanti le proprie battaglie su diritti civili, europeismo e libertà individuali. Nel 2011 era stata inserita da Newsweek tra le 150 donne che muovono il mondo.
Le reazioni alla notizia hanno attraversato trasversalmente gli schieramenti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne ha riconosciuto il peso pubblico definendola “una voce forte e riconoscibile della politica italiana” che aveva portato avanti le proprie idee con determinazione, pur nella distanza politica tra le due. Anche il commissario europeo Raffaele Fitto ha ricordato il suo ruolo da protagonista della scena politica italiana ed europea. Il partito da lei fondato, +Europa, ha affidato il proprio dolore a parole che ne restituiscono la statura: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.
3. Banche e Manovra 2027: la Lega apre il dossier, la maggioranza si divide
A Roma, l’8 e il 9 settembre, la Lega ha organizzato “A tua difesa. Verso la Finanziaria 2027”, due giornate di panel tematici, ministri e amministratori locali dedicate ad anticipare le richieste del partito sulla prossima legge di bilancio, probabilmente l’ultima della legislatura. Sul palco, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti hanno illustrato le proposte principali: un contributo del 5% sui grandi istituti di credito, da 2 a 3 miliardi di euro, la flat tax per gli under 30 e l’innalzamento della soglia per le partite IVA da 85mila a 100mila euro, la quota 64 per le pensioni e un pacchetto sicurezza da circa 110 milioni, tra Strade Sicure rafforzate fino a 10mila militari e un Centro per il rimpatrio in ogni regione.
Fin qui, il classico canovaccio di una convention di partito. Il punto più delicato riguarda però la reazione degli alleati, arrivata quasi in diretta: Forza Italia ha espresso subito perplessità sul prelievo bancario, e Antonio Tajani ha proposto di trasformarlo in un “anticipo fiscale” da negoziare banca per banca, un’impostazione più morbida rispetto alla richiesta leghista. Non è la prima volta: una dinamica simile tra Lega e Forza Italia sugli extraprofitti bancari si era già vista un anno fa, sulla manovra 2026, chiusa allora con un’intesa più contenuta rispetto alle richieste iniziali. Il modello di riferimento, spiega la Lega, resta quello spagnolo; anche il confronto interno alla maggioranza appare seguire un copione non troppo diverso da quello dello scorso anno.
Salvini respinge l’etichetta di misura punitiva e parla di un contributo “strutturale e definitivo”, calcolato sul differenziale tra interessi e commissioni dei primi dieci gruppi bancari, rivendicando un principio più politico che tecnico: “chi più ha, più deve dare”. Giorgetti, che alla convention deve tenere insieme gli annunci e i conti, insiste piuttosto sull’equilibrio di bilancio e presenta la quota 64 come una correzione delle distorsioni della riforma Fornero, non come uno strappo sul sistema pensionistico.
La convention arriva dieci giorni prima di Pontida, il 20 settembre, e a pochi giorni dalla festa per i 1.413 giorni di governo, quando lo stesso Salvini aveva escluso elezioni anticipate, fissando l’orizzonte del voto all’autunno 2027. Le proposte presentate restano per ora indicazioni politiche: i contenuti definitivi della manovra si decideranno nelle prossime settimane, nel confronto tra i partiti di maggioranza e il Ministero dell’Economia.
4. Campo Largo: intesa sul programma, ma le primarie dividono il centrosinistra
Le forze politiche dell’opposizione si sono ritrovate sul palco della festa di Alleanza Verdi e Sinistra a Roma per fare il punto sulla costruzione dell’alternativa di governo. L’incontro ha registrato una convergenza sulle priorità programmatiche, a partire da sanità pubblica, salario minimo e contrasto all’autonomia differenziata, confermando la volontà del cosiddetto “campo largo” di presentare un fronte compatto nei confronti della maggioranza.
Nonostante l’unità d’intenti sui temi sociali ed economici, l’assetto della coalizione continua a mostrare significative divergenze di natura metodologica e geopolitica. Il nodo principale riguarda l’individuazione della leadership e il ricorso alle primarie: se il Partito Democratico punta ad accelerare la sintesi sui contenuti rimandando la questione della scelta del candidato, il Movimento 5 Stelle ribadisce la necessità di consultazioni aperte e vincolanti per la selezione delle candidature sia a livello nazionale sia locale.
Sullo sfondo restano inoltre da sciogliere i nodi di politica estera, con particolare riferimento ai posizionamenti sul conflitto in Ucraina e al supporto militare a Kyiv, tema su cui le diverse anime dell’alleanza mantengono sensibilità non omogenee. Il confronto nell’area di centrosinistra prosegue quindi su un doppio binario: da un lato l’elaborazione di una piattaforma di programma condivisa, dall’altro il tentativo di definire regole d’ingaggio trasparenti per la gestione delle candidature e della governance interna.
5. CdM: le ultime novità
Il Consiglio dei ministri del 10 settembre ha prorogato fino al 17 settembre compreso la riduzione delle accise sul gasolio. Lo sconto alla pompa resta di circa 17 centesimi al litro, di cui 14 di accisa e circa 3 di minore IVA. La misura è contenuta nel decreto legge n. 157, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 e in vigore dall’11 settembre, che proroga per lo stesso periodo anche il credito d’imposta per le imprese di autotrasporto. Il costo è di circa 85 milioni di euro.
Il decreto consente inoltre allo Stato di nominare commissari che affianchino le Regioni per accelerare il rilascio di permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato come obiettivo l’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas e ha annunciato nuove misure sui carburanti per la prossima settimana.
Il governo intendeva sostituire il taglio generalizzato con aiuti mirati alle famiglie a basso reddito e agli autotrasportatori, ma nella maggioranza non è stato ancora raggiunto un accordo sulle misure e sulle coperture. Lo sconto costa circa 13 milioni di euro al giorno e da marzo gli interventi sui carburanti hanno superato i 2 miliardi di euro.
L’Unione nazionale consumatori e il Codacons giudicano la proroga insufficiente e chiedono di aumentare lo sconto sul gasolio e di estenderlo alla benzina.
Venerdì 11 settembre, ore 16.15