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I principali fatti dal mondo della politica
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Settimana
10/14
OTT

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 41/22

10 – 14 ottobre

La Russa Presidente del Senato (senza i voti di Forza Italia), Fontana alla Camera

La XIX legislatura si apre giovedì 13 ottobre, con la prima riunione delle nuove Camere, chiamate ad eleggere i propri Presidenti.

A Palazzo Madama si consuma il primo strappo all’interno del centrodestra, sintomo della tensione tra alleati dovuta al mancato accordo sulla squadra di Governo: su indicazione di Berlusconi, Forza Italia non partecipa al voto per l’elezione del Presidente del Senato (ad eccezione dello stesso leader e della Presidente uscente Alberti Casellati), nonostante Meloni avesse annunciato l’accordo tra alleati sul nome di Ignazio La Russa. Senza i forzisti, il centrodestra avrebbe 99 voti, contro i 104 necessari. Nonostante ciò, La Russa raccoglie 116 preferenze e viene eletto alla Presidenza di Palazzo Madama.

I voti a La Russa sono 17 in più rispetto a quelli della maggioranza (senza FI), e nelle opposizioni parte subito la ricerca ai responsabili, con accuse incrociate tra PD e renziani. Secondo Letta “una parte dell’opposizione non aspetta altro che entrare in maggioranza” e il comportamento di quei senatori che hanno scelto di aiutare dall’esterno una maggioranza “già divisa e in difficoltà” è “irresponsabile oltre ogni limite”. Nega ogni responsabilità il leader di IV Matteo Renzi: “Non è che ogni volta che succede qualcosa sono stato io. Fossi stato, lo rivendicherei”.

Forza Italia non nasconde il proprio malcontento, che trapela anche dal “vaffa” di Berlusconi a La Russa immortalato dalle telecamere dei giornalisti. Punto di contrasto tra FI e FdI è il ruolo di Licia Ronzulli, fedelissima del Cavaliere e per la quale quest’ultimo avrebbe voluto un posto nell’Esecutivo; posto che probabilmente Ronzulli non avrà, stando alle dichiarazioni che Berlusconi ha rilasciato al Corriere della Sera dopo l’elezione di La Russa: “Nessun Ministero alla Ronzulli, e non va bene perché non si devono dare i veti”.

A Montecitorio, nella mattinata di venerdì, il centrodestra si ricompatta e con 222 voti viene eletto Presidente il leghista Lorenzo Fontana, vicesegretario del partito ed ex Ministro della famiglia. Forti polemiche delle opposizioni che, a votazione in corso, srotolando sui banchi dell’Aula lo striscione “No a un Presidente omofobo pro Putin”.  

Si avvicina l’accordo sul Governo

È sempre più vicino l’accordo nel centrodestra sulla composizione del nuovo Governo, che quasi certamente sarà guidato dalla leader di FdI Giorgia Meloni. La Lega – che ha ottenuto la Presidenza della Camera – dovrebbe avere cinque o sei Ministeri, mentre a Forza Italia ne andrebbero quattro.

Una delle evoluzioni più importanti delle ultime ore è quella che riguarda il Ministero dell’economia, per il quale salgono le quotazioni del leghista Giancarlo Giorgetti: il Ministro dello sviluppo economico uscente ha ricevuto l’endorsment dalla stessa Meloni, secondo la quale “sarebbe un ottimo ministro dell’Economia”. Alla Lega dovrebbero andare anche le Infrastrutture, gli Affari regionali, l’Agricoltura e la Famiglia.

Lato Forza Italia, l’unica certezza sembra essere Antonio Tajani al Ministero degli esteri. Dovrebbero andare a forzisti anche Università, Pubblica amministrazione e Transizione ecologica, con Bernini, Casellati e Pichetto Fratin.

Fratelli d’Italia dovrebbe tenere per sé Affari europei (con Raffaele Fitto), Giustizia (Carlo Nordio), Difesa (Adolfo Urso), oltre a Istruzione e Cultura.

Ancora da definire alcune caselle, mentre potrebbero andare a tecnici a Interno (il più quotato rimane il prefetto Matteo Piantedosi, vicino a Salvini), Salute e Lavoro.

Draghi saluta i Ministri (e approva il DPB)

Lunedì si è riunito quello che, con tutta probabilità, è stato l’ultimo Consiglio dei Ministri del Governo Draghi. Il Presidente del Consiglio uscente ha voluto ringraziare tutta la squadra di Governo per il lavoro svolto nell’ultimo anno e mezzo, ricordando le sfide affrontate (crisi economica ed energetica, pandemia, guerra russo-ucraina) e i traguardi raggiunti, tra cui il PNRR e il piano vaccinale. Draghi ha poi invitato i Ministri “ad agevolare una transizione ordinata” con il nuovo Esecutivo, “che permetta a chi verrà di mettersi al lavoro da subito”.

Come ultimo atto, il Governo ha approvato il Documento Programmatico di Bilancio 2023, che include le principali linee di intervento a legislazione vigente e i relativi effetti sugli indicatori macroeconomici e di finanza pubblica per il prossimo anno. Secondo il DPB, l’Italia è entrata in recessione tecnica e ne uscirà nel secondo trimestre del 2023.  

Ucraina, gli sviluppi del conflitto

Mosca intensifica i bombardamenti sull’Ucraina, in risposta all’attacco che sabato mattina ha distrutto il ponte Kerch, che collega la Russia con la Crimea. I missili russi si concentrano sulle città, tra cui la capitale Kiev, Dnipro, Leopoli, Kharkiv e Zaporizhzhya.

Gli attacchi vengono condannati dalla comunità internazionale, l’ONU denuncia “l’escalation inaccettabile” e adotta una risoluzione – con l’astensione di Cina e India – che condanna la “tentata annessione illegale” delle quattro regioni ucraine, mentre la NATO conferma l’appoggio a Kiev “finché servirà. In risposta, il vicesegretario del Consiglio di Sicurezza russo, Alexander Venediktov, minaccia: “l’adesione dell’Ucraina alla Nato può portare alla Terza guerra mondiale e la stessa Alleanza atlantica lo capisce”.

Intanto Putin incontra nuovamente il Presidente turco Erdogan, al quale propone di fare della Turchia un hub per l’invio del gas in Europa.

Venerdì 14 ottobre, ore 12:15