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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
21/25
NOV

I fatti salienti della settimana

21 – 25 Novembre

Il Governo vara la Legge di Bilancio

Nella tarda serata di lunedì, il Consiglio dei Ministri vara la legge di Bilancio 2023.

Il ddl, di cui al momento circola solamente una bozza, è composto da 136 articoli e prevede misure per circa 35 miliardi di euro, oltre 21 dei quali sono destinati a far fronte al caro energia.

Nella manovra trovano spazio molte delle misure annunciate dal Governo nei giorni scorsi: l’innalzamento del tetto del contante da 1.000 a 5.000 euro (accompagnato dall’eliminazione delle sanzioni per i commercianti che non accettano pagamenti elettronici per importi sotto i 30 euro), l’aumento delle risorse per le famiglie, la riduzione dell’IVA al 5% per i prodotti dell’infanzia e per l’igiene femminile, l’estensione della flat tax per i lavoratori autonomi fino a 85.000 euro, la detassazione dei premi ai dipendenti, lo stralcio delle cartelle esattoriali fino a 1.000 euro relative al periodo 2000-2015, l’innalzamento delle pensioni minime e l’introduzione di “quota 103” (41 anni di contributi e 62 d’età).

Tra le misure maggiormente discusse vi è la modifica del reddito di cittadinanza, di cui viene prevista l’abrogazione (e sostituzione con una nuova riforma) dal 2024; nel 2023 il sussidio sarà riconosciuto, alle persone tra 18 e 59 anni abili al lavoro, solamente per 8 mensilità invece delle attuali 18, e decadrà dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro o in caso di mancata partecipazione al corso di formazione o riqualificazione professionale.

Insieme al ddl di bilancio, il Consiglio dei Ministri ha varato anche un decreto-legge che riduce, dal 1° dicembre, il taglio delle accise sui carburanti da 30 a circa 18 centesimi al litro. Il decreto confluirà come emendamento nel dl Aiuti quater, attualmente all’esame della 5° Commissione del Senato.

Meloni difende la Manovra, opposizioni all’attacco

La Presidente del Consiglio difende con forza la prima legge di bilancio del proprio Esecutivo, definita “coraggiosa” e “fatta di scelte politiche, senza cercare consenso”: Meloni si dice “soddisfatta del lavoro fatto” e rivendica di aver avuto “appena un mese” per poter scrivere la manovra. Dal MEF sottolineano l’approccio “prudente e realista” avuto dal Governo, mentre il Ministro degli esteri forzista Tajani apre alla possibilità di “correggere e migliorare qualcosa” in Parlamento.

Critiche le opposizioni. Per il Segretario del PD Enrico Letta la manovra è “improvvisata e iniqua” e “inadeguata rispetto al rischio recessione e all’impennata dell’inflazione”, e lancia una manifestazione sabato 17 dicembre. Il MoVimento 5 Stelle annuncia battaglia sul reddito di cittadinanza, la cui abrogazione – secondo il leader Giuseppe Conte – causerebbe “un massacro sociale”, mentre Carlo Calenda lancia la “contromanovra” del Terzo Polo, invita PD e M5S a fare fronte comune su alcuni temi e chiede un incontro alla premier Meloni, incontro che dovrebbe tenersi la prossima settimana.

La roadmap della Manovra: si parte dalla Camera

Complici le elezioni di settembre e l’insediamento del nuovo Esecutivo solo a fine ottobre, quest’anno l’iter della legge di bilancio sarà particolarmente serrato. Il ddl, il cui testo non è ancora stato bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato, dovrebbe approdare in Aula all’inizio della prossima settimana.

L’esame inizierà dalla Camera ed avrò tempi ristretti: il termine per la presentazione degli emendamenti dovrebbe essere fissato al 2 dicembre, mentre entro il 7 dicembre i gruppi dovranno indicare gli emendamenti “segnalati”, che dovrebbero essere massimo 400. La V Commissione Bilancio esaminerà il provvedimento nella settimana 12-16 dicembre, mentre l’Aula dovrebbe avere appena tre giorni (19-21 dicembre) per esame e approvazione in prima lettura.

Il ddl dovrebbe quindi essere trasmesso al Senato a ridosso di Natale, con Palazzo Madama che – a causa dei tempi estremamente ridotti – dovrà limitarsi ad un esame solamente formale del testo, in modo da garantirne l’approvazione in via definitiva entro la fine dell’anno.

Morto l’ex Ministro Roberto Maroni

Mercoledì mattina è morto, a 67 anni, Roberto “Bobo” Maroni, che da tempo lottava con una grave malattia.

Nella sua lunga carriera politica, Maroni è stato uno dei principali esponenti della Lega Nord, di cui è stato anche Segretario federale. Deputato per 6 legislature – dal 1992 al 2013 –, più volte Ministro nei Governi Berlusconi (due volte all’Interno e una volta al Lavoro), è stato anche Vicepresidente del Consiglio nel Berlusconi I e Presidente della Regione Lombardia tra il 2013 e il 2018.

Trasversale il cordoglio delle forze politiche. Nella mattinata di venerdì si sono svolti i funerali di Stato a Varese, alla presenza della Presidente del Consiglio Meloni, dei Presidenti delle Camere, del Sindaco di Milano Beppe Sala e di moltissimi esponenti politici del centrodestra.

PD verso il Congresso, Bonaccini si candida

Il PD procede verso il Congresso che eleggerà il nuovo Segretario del partito. Le primarie sono previste per il 19 febbraio, mentre tra il 20 e il 22 gennaio si terrà l’Assemblea costituente.

Nella giornata di domenica ha ufficializzato la propria candidatura alla Segreteria il Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il quale ha annunciato la propria discesa in campo sostenendo che “è in gioco la vita del partito: il PD nasce come partito di centrosinistra e questo spazio adesso ce lo andiamo a riprendere noi”. A fianco di Bonaccini si sono schierati numerosi amministratori locali. Nelle prossime settimane potrebbero sciogliere la riserva altri esponenti dem di primo piano, tra cui il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci e la Vicepresidente dell’Emilia-Romagna Elly Schlein, mentre sarà della partita anche l’ex Ministro delle infrastrutture Paola De Micheli, la quale aveva annunciato l’intenzione di candidarsi già ad inizio ottobre, subito dopo l’annuncio del passo indietro di Letta.

Soumahoro si autosospende dal gruppo AVS

Travolto dall’inchiesta sulla gestione di due cooperative di braccianti, che vede coinvolte la suocera (indagata) e la moglie, il deputato Aboubakar Soumahoro si autosospende dal gruppo parlamentare Alleanza Verdi e Sinistra, con il quale è stato eletto alla Camera a settembre. La decisione è arrivata dopo il confronto con i due leader di AVS Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, i quali mostrano apprezzamento per il gesto dell’ex sindacalista ivoriano, che “seppur non dovuto, mostra il massimo rispetto che Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le battaglie in difesa degli ultimi”.

La vicenda, su cui stanno indagando i magistrati di Latina, riguarda presunte irregolarità (mancati pagamenti ai dipendenti e contratti non regolari) nella gestione di due cooperative, la Karibu e il Consorzio Aid, gestite dalla famiglia del deputato. Soumahoro, attualmente non indagato, si dice all’oscuro di tutto, ammette di aver “commesso una leggerezza” per non aver “verificato” la situazione nelle cooperative e si dice “pronto alla trasparenza” e a dire “tutta la verità, risponderò punto per punto”.

Venerdì 25 novembre, ore 16:00