Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
20 – 24 Novembre
Il DDL contro la violenza sulle donne è legge
In un clima di inusuale sintonia tra maggioranza e opposizioni, Palazzo Madama ha dato via libera all’unanimità al disegno di legge del governo contro la violenza sulle donne, per poi approvare anche due ordini del giorno atti ad accelerare i tempi per una discussione in Aula sull’introduzione di corsi antiviolenza nelle scuole. A contribuire a tenere il clima disteso è stata una telefonata tra la segretaria dem Elly Schlein e la premier Giorgia Meloni; la stessa Schlein aveva proposto di lasciare da parte “l’aspro scontro politico per provare a far fare un passo in avanti al Paese”.
Anche Giuseppe Conte, nonostante sia stato escluso dal dialogo Schlein-Meloni, si è detto “assolutamente disponibile ad elaborare insieme al governo un pacchetto di misure educative”. Soddisfatta anche la Ministra alla Famiglia, Eugenia Roccella, che ha parlato di una “bella pagina scritta insieme”. Nel Resta ad ogni modo il tema dell’educazione sessuale nelle scuole, che tocca le sensibilità delle diverse forze politiche mentre le opposizioni hanno mosso critiche al progetto illustrato dal Ministro Valditara, che prevede ore scolastiche dedicate al tema della violenza di genere, definendolo “blando”.
Giorgia Meloni partecipa al question time in Senato
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha preso parte in Senato al cosiddetto “Premier Question Time”, rispondendo alle interrogazioni presentate da esponenti dell’opposizione e della maggioranza. In particolare, toni accesi tra la Premier e Matteo Renzi, con quest’ultimo che ha accusato la Premier di incoerenza, sottolineando come la Meloni aveva promesso in campagna elettorale di “abolire le accise sulla benzina”. La Premier, dal canto suo, ha menzionato i rapporti tra Renzi e Mohammed bin Salman. Sulle pensioni, la Meloni ha parlato di “riforma strutturale” sottolineando la necessità di procedere a una riforma adeguata a garantire ai cittadini le dovute certezze.
Per quanto riguarda il PNRR, argomento sempre di primo piano, la Presidente del Consiglio ha confermato che non vi è nessun ritardo, rassicurando poi l’Aula sul non voler disperdere le risorse, dedicandole invece agli obiettivi “realizzabili”.
Il giudizio della Commissione UE sulla manovra dell’Italia
Promossa con riserva. È questo il giudizio della Commissione europea sulla manovra dell’Italia. La bozza della prossima Legge di bilancio passa l’esame dell’istituzione comunitaria anche se “non è pienamente in linea” con la raccomandazione del Consiglio dello scorso luglio. Il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, invita il Governo a politiche di bilancio prudenti e ad un pieno uso delle riforme del PNRR. Il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, ha mostrato soddisfazione per il risultato raggiunto “nonostante l’eredità dell’impatto negativo di energia e superbonus andiamo avanti con sano realismo”.
I punti critici indicati da Bruxelles sono tre: una spesa primaria netta nel 2023 più alta rispetto a quella prevista al momento della raccomandazione (dello 0,8% del Pil); l’uso dei risparmi legati all’eliminazione graduale delle misure di sostegno all’energia non per ridurre il deficit ma per farne altro; la portata limitata degli effetti del taglio della tassazione sul lavoro. L’invito della Commissione UE per l’Italia è quindi quello di “tenersi pronta ad adottare le misure necessarie nell’ambito del processo di bilancio nazionale per garantire che la politica fiscale nel 2024 sia in linea con la raccomandazione”.
A garanzia dell’impegno italiano a non alzare ulteriormente il debito pubblico vi è stato anche l’impegno della maggioranza a non presentare emendamenti alla manovra di bilancio anche se la Lega ne ha presentati tre, ritirati immediatamente, ma che hanno irritato gli alleati di Governo.
Il vertice Meloni-Scholz
Il dialogo bilaterale con la Germania si è concluso con la ratifica del Piano d’azione su numerosi temi che pongono al centro del dibattito l’Unione europea. Soddisfazione reciproca per il premier italiano, Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, i quali hanno stretto un accordo su vari settori d’interesse strategico per entrambi i Paesi come quello della migrazione, dell’Ucraina, del conflitto tra Israele ed Hamas, della cooperazione energetica ed economica, dell’operazione Lufthansa-Ita e del Patto di stabilità. L’incontro ha ristabilito un clima sereno tra i due Paesi dopo le durissime polemiche di due mesi fa sull’immigrazione.
Al centro dei colloqui, i difficili negoziati sul nuovo Patto di stabilità e crescita, con la Germania che chiede meccanismi di rientro dal debito giudicati troppo rigidi dall’Italia. La Presidente del Consiglio ha parlato inoltre di passi avanti in una trattativa non facile che ha visto il cancelliere tedesco aperto ad una soluzione e convinto di poter raggiungere un accordo.
Venerdì 24 novembre, ore 17.30