Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
6 – 10 aprile 2026
Sommario
1. Partecipate, il MEF definisce le liste per i nuovi CdA
2. L’informativa al Parlamento del presidente Meloni
3. Gianmarco Mazzi nominato Ministro del Turismo
4. Crisi energetica, il MASE valuta un piano di interventi in tre fasi
5. Le novità del Consiglio dei Ministri
5.1 Carburanti: prorogata la riduzione delle accise fino al 1° maggio 2026.
1. Partecipate, il MEF definisce le liste per i nuovi CdA
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha depositato le liste per il rinnovo dei consigli di amministrazione di quattro principali società a partecipazione pubblica: Eni, Enel, Enav e Leonardo. Il quadro complessivo evidenzia una linea improntata alla continuità nel comparto energetico e a un più significativo ricambio nei settori della difesa e dei servizi di navigazione aerea.
Nel settore energia, le indicazioni del Tesoro confermano un assetto sostanzialmente stabile. In Eni, Claudio Descalzi è indicato per la conferma alla guida del gruppo per un ulteriore mandato, mentre la presidenza è affidata a Giuseppina Di Foggia, in sostituzione di Giuseppe Zafarana. Per Enel, il MEF ha confermato l’attuale vertice, con Flavio Cattaneo indicato per il ruolo di amministratore delegato e Paolo Scaroni per la presidenza.
Maggiore discontinuità emerge invece nel perimetro della difesa e dell’aerospazio. In Leonardo, le liste non prevedono la riconferma dell’amministratore delegato uscente Roberto Cingolani né del presidente Stefano Pontecorvo. Le nuove indicazioni individuano come amministratore delegato Lorenzo Mariani e come presidente Francesco Macrì, delineando un cambio significativo ai vertici del gruppo.
Analogo ricambio interessa Enav, dove viene proposto un nuovo assetto di governance con Igor De Biasio indicato come amministratore delegato e Sandro Pappalardo alla presidenza, in sostituzione degli attuali vertici. Il rinnovo coinvolge anche la composizione del consiglio di amministrazione, definita nelle liste presentate dal MEF per il prossimo ciclo gestionale.
Le proposte del Ministero completano inoltre la definizione dei consiglieri che integreranno i board delle quattro società, assicurando la piena operatività dei nuovi assetti. Nel complesso, le indicazioni delineano una strategia che combina continuità nei settori energetici strategici e un più ampio processo di rinnovamento nelle filiere della difesa e della gestione del traffico aereo, in vista del nuovo triennio di governance delle principali partecipate pubbliche.
2. L’informativa al Parlamento del presidente Meloni
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta giovedì in Senato per un’informativa sull’azione del Governo, tracciando le principali direttrici di politica estera ed economica dell’esecutivo.
Nel corso dell’intervento, ampio spazio è stato dedicato al quadro internazionale. In particolare, la Presidente ha fatto riferimento alla crisi in Medio Oriente, soffermandosi sulla chiusura dello stretto di Hormuz e le conseguenze per l’approvvigionamento energetico. In questo contesto, Meloni ha espresso l’auspicio che la tregua tra Iran e Stati Uniti possa consolidarsi, sottolineando la necessità di perseguire ogni spiraglio di stabilizzazione.
Successivamente, Meloni ha richiamato la recente missione nei Paesi del Golfo, sottolineandone il valore strategico sul piano energetico e delle relazioni economiche, e ha annunciato un’ulteriore imminente missione in Azerbaigian. È stata inoltre ribadita l’importanza del rapporto tra Europa e Stati Uniti, considerato imprescindibile per l’Occidente in un contesto di crescente instabilità globale. In questo quadro, la Presidente ha evidenziato come la politica estera rappresenti un elemento sempre più determinante anche per le dinamiche interne.
Sul piano domestico, Meloni ha escluso il ricorso a elezioni anticipate, rivendicando la continuità dell’azione di governo. Nel suo intervento ha richiamato i risultati in materia di occupazione, riforma fiscale e investimenti, con particolare attenzione al Mezzogiorno, oltre alle politiche su sicurezza e contrasto alla criminalità.
Nel dibattito parlamentare sono emerse le solite contrapposizioni tra maggioranza e opposizioni: queste ultime hanno rivolto critiche rispetto all’efficacia delle politiche adottate, mentre la maggioranza ha difeso l’operato dell’esecutivo.
3. Gianmarco Mazzi nominato Ministro del Turismo
Il 3 aprile 2026 Gianmarco Mazzi ha prestato giuramento come Ministro del Turismo nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La nomina, formalizzata con Decreto del Presidente della Repubblica e pubblicata in Gazzetta Ufficiale nella medesima giornata, ha comportato contestualmente la cessazione del suo incarico di Sottosegretario di Stato alla Cultura. Nelle prime dichiarazioni istituzionali, il Ministro ha evidenziato la centralità strategica del comparto, definendo il turismo «un pilastro dell’economia nazionale che richiede attenzione, visione e continuità d’azione».
Il profilo del nuovo titolare del dicastero si distingue per un percorso professionale consolidato nel settore culturale e dello spettacolo. Prima dell’elezione alla Camera dei Deputati nel 2022, nelle liste di Fratelli d’Italia, Mazzi ha ricoperto incarichi di rilievo, tra cui la direzione artistica del Festival di Sanremo per sei edizioni (2005–2012) e il ruolo di amministratore delegato e direttore artistico dell’Arena di Verona dal 2017 al 2022. È inoltre fondatore della Nazionale Cantanti. Tale esperienza ha già orientato le prime interlocuzioni istituzionali del Ministro, improntate a una valorizzazione integrata di turismo, cultura e sport come asset strategici per la promozione del brand Italia, anche attraverso il coinvolgimento di personalità di rilievo del panorama nazionale.
Sul piano operativo, l’azione di governo si è avviata con un primo confronto istituzionale il 9 aprile, attraverso una videoconferenza con gli assessori regionali al turismo, finalizzata ad attivare un tavolo di coordinamento in vista della stagione estiva. In tale contesto, le associazioni di categoria del turismo organizzato hanno manifestato l’esigenza di un coinvolgimento strutturato nei processi decisionali, anche alla luce delle attuali dinamiche della domanda.
Tra le principali priorità emergono alcuni dossier di carattere strategico: la revisione della disciplina delle concessioni balneari; il contrasto ai fenomeni di sovraffollamento turistico nelle principali città d’arte; il rafforzamento delle infrastrutture turistiche, in particolare nel Mezzogiorno; nonché una gestione più efficiente e sostenibile dei flussi internazionali. Le prime reazioni degli stakeholder evidenziano un clima di cauto ottimismo: Federalberghi ha espresso apprezzamento per la nomina, mentre rappresentanti istituzionali del territorio veronese hanno sottolineato positivamente la conoscenza diretta delle dinamiche locali da parte del Ministro.
4. Crisi energetica, il MASE valuta un piano di interventi in tre fasi
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sta elaborando, nell’ambito dell’aggiornamento del piano nazionale del gas, un insieme di possibili misure di gestione della domanda energetica da attivare in caso di aggravamento dello scenario critico, con orizzonte temporale fissato alla primavera 2026.
Le riserve nazionali di gas risultano attualmente pari a circa il 44% della capacità di stoccaggio, un livello superiore alla media europea ma in progressiva riduzione. Il quadro resta inoltre condizionato dall’evoluzione delle tensioni geopolitiche nell’area dello Stretto di Hormuz, il cui impatto sui flussi energetici internazionali continua a rappresentare un fattore di incertezza. In questo contesto, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha descritto come “concreto” il rischio di scenari di contenimento dei consumi.
Secondo quanto emerge dalle prime impostazioni tecniche, il piano allo studio prevede una struttura articolata in tre livelli progressivi di intervento, da attivare in funzione della gravità della situazione.
Una prima fase includerebbe misure di contenimento a basso impatto, come l’estensione del lavoro agile nel settore pubblico e privato e una riduzione dei consumi legati all’illuminazione pubblica. Una seconda fase ipotizzerebbe interventi più incisivi sulla mobilità e sui consumi energetici, tra cui limitazioni all’uso dei veicoli privati e una regolazione dell’impiego dei sistemi di climatizzazione. Una terza fase, prevista esclusivamente in condizioni emergenziali, contemplerebbe misure straordinarie di razionamento e, in scenari estremi, eventuali interventi organizzativi sui servizi pubblici essenziali.
Parallelamente alle ipotesi di breve periodo, il Governo ha già avviato misure di carattere strutturale. Il decreto-legge n. 42/2026 prevede risorse destinate al rafforzamento dell’efficienza energetica e alla promozione di impianti di autoconsumo da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, con l’obiettivo di incrementare la resilienza del sistema nazionale.
Il quadro complessivo resta tuttavia strettamente legato all’evoluzione dello scenario internazionale. Eventuali sviluppi positivi sul fronte geopolitico potrebbero ridurre la necessità di attivazione delle misure più restrittive, mentre un eventuale deterioramento della situazione comporterebbe un aggiornamento progressivo del piano e delle relative soglie di intervento.
5. Le novità del Consiglio dei Ministri
5.1 Carburanti: prorogata la riduzione delle accise fino al 1° maggio 2026
Il Consiglio dei ministri del 3 aprile 2026 ha approvato il decreto-legge per la proroga temporanea della riduzione delle accise sui carburanti, in scadenza il 7 aprile. La misura si inserisce nel quadro degli interventi adottati per contenere gli effetti del recente andamento dei prezzi energetici e garantire continuità alle condizioni di stabilità del mercato dei carburanti.
Il provvedimento dispone, per il periodo dall’8 aprile al 1° maggio 2026, la rideterminazione delle aliquote di accisa su benzina, gasolio, GPL e gas naturale impiegati come carburanti, nonché sui biocarburanti. L’intervento conferma un livello di riduzione equivalente a circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio, in continuità con la misura precedentemente in vigore.
La copertura finanziaria, stimata in circa 500 milioni di euro, è assicurata attraverso le maggiori entrate derivanti dal sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS) e da un riequilibrio delle componenti IVA. Al decreto sono inoltre collegati ulteriori interventi di sostegno, tra cui un credito d’imposta destinato alle imprese agricole, utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026, misure per la digitalizzazione e l’efficienza energetica e aggiornamenti ai meccanismi di finanziamento agevolato per l’internazionalizzazione delle imprese maggiormente esposte agli effetti del contesto energetico.
Nel corso della medesima riunione, il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di adeguamento al Regolamento (UE) 2024/1991 in materia di ripristino della natura, ha deliberato la proroga di dodici mesi dello stato di emergenza per gli eventi meteorologici verificatisi tra febbraio e marzo 2025 in alcune aree della Toscana e ha proceduto alla nomina di un componente della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi.
Venerdì 10 aprile, ore 16.30