Skip to main content

Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
25/29
nov

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 44/2024

25 – 29 novembre

Il Parlamento Ue dà il via alla Commissione von der Leyen “bis”

A sei mesi dal rinnovo del Parlamento europeo, l’Eurocamera ha approvato la Commissione von der Leyen II con 370 voti a favore, 282 contrari e 36 astensioni, registrando un risultato significativamente inferiore rispetto ai 401 voti raccolti dalla Presidente a luglio. È la prima volta nella storia dell’unione Europea che un esecutivo ottiene meno consensi rispetto alla votazione iniziale sulla presidenza. Ursula von der Leyen ha presentato le priorità del nuovo mandato, sottolineando l’importanza di investire nella sicurezza, nella sovranità e nell’unità europea. Tra gli obiettivi principali figurano la “Bussola della Competitività”, ispirata al rapporto Draghi, e un approccio pragmatico al Green Deal, volto a supportare aziende e cittadini nella transizione ecologica.

Il Parlamento ha approvato una squadra composta da 27 commissari, inclusi vicepresidenti come l’italiano Raffaele Fitto, cui è stato affidato il compito di rafforzare il ruolo delle regioni. Tuttavia, il voto ha evidenziato profonde divisioni: il sostegno principale è arrivato dai Popolari e dagli eurodeputati di Fratelli d’Italia, mentre Lega, M5S, Verdi e parte dei Socialisti hanno espresso voto contrario. Il mandato della nuova Commissione inizierà ufficialmente il 1° dicembre, con la promessa di un’Europa più unita e pronta a fronteggiare le sfide future.

Grillo e Conte ai ferri corti sulle nuove regole del Movimento

Si è conclusa il 24 novembre la consultazione online degli iscritti del Movimento 5 Stelle, nell’ambito dell’Assemblea costituente, e il risultato ha scatenato un terremoto interno. Tra le novità approvate figurano il limite dei mandati portato a tre, con deroghe per sindaci e presidenti di regione, la fine dei limiti per gli incarichi comunali, e la decisione di vincolare le alleanze politiche a un patto programmatico. La misura più discussa, però, è l’eliminazione del ruolo di Garante.

Proprio su questo punto si è aperta una frattura. Beppe Grillo, fondatore e storico Garante del Movimento, appellandosi a una vecchia clausola dello Statuto, ha chiesto la ripetizione dei voti. La mossa ha in innescato la reazione di Giuseppe Conte che, sui social, ha accusato Grillo di sabotaggio: “È passato dalla democrazia diretta al ‘qui comando io’, ignorando il voto della maggioranza”. Tuttavia, Conte ha dovuto cedere alle pressioni e ha annunciato una nuova consultazione, in programma dal 5 all’8 dicembre. Il Movimento, però sembra diviso, tra vecchi equilibri e nuove tensioni, mentre il futuro della leadership dell’ex Premier appare incerto.

Mattarella a pranzo con Giorgia Meloni 

Niente “incontro segreto” tra Sergio Mattarella e Giorgia Meloni: si è trattato, secondo Palazzo Chigi, di un faccia a faccia concordato prima della visita del Presidente della Repubblica in Cina. Un incontro “cordiale e collaborativo”, come è stato definito dai rispettivi staff, ma che è avvenuto in un momento di particolare tensione tra la maggioranza, anche a causa dello scontro tra Lega e Forza Italia sull’abbassamento del canone Rai. Meloni e Mattarella hanno parlato di politica estera, tra i conflitti in corso e la vittoria di Donald Trump e ovviamente della manovra finanziaria, all’esame della Camera. C’è poi il tema delle deleghe in capo a Raffaele Fitto, nominato Vicepresidente esecutivo della Commissione europea: l’intenzione della Premier sarebbe quella di avocarle alla Presidenza, almeno fino a gennaio, evitando un rimpasto di Governo in piena Legge di Bilancio.

È stato anche affrontato il tema dei giudici mancanti della Corte costituzionale, con la Meloni che ha ipotizzato una possibile via di uscita dall’impasse con la formula “due giudici alla maggioranza, uno alle minoranze e un tecnico”. A destra si parla di Francesco Saverio Marini e di Pierantonio Zanettin, rispettivamente Consigliere giuridico della Premier e avvocato (e deputato di Forza italia). La sinistra potrebbe indicare Anna Finocchiaro o Andrea Pertici mentre Renato Balduzzi, già Ministro della Sanità con Mario Monti, è quotato come profilo tecnico.

L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per chiarire i reciproci “mal di pancia”, con la Meloni che non ha mai fatto mistero di soffrire i frequenti moniti di Mattarella il quale, dal canto suo, si è detto stupito di alcune voci che sono circolate tra i parlamenti di destra su una presunta “guerra con il Colle”. Ad ogni modo, sembra che i chiarimenti del caso siano arrivati: la Meloni ha rassicurato Mattarella (“non sono certo cose che vengono da noi”) e quest’ultimo ha a propria volta sottolineato come gli interventi da parte del Quirinale siano di natura procedurale e giuridica, non politica.

Semaforo verde del Senato al DL Fisco

Il Decreto Fiscale ha superato il voto del Senato. Durante l’iter in Commissione, particolare attenzione è stata riservata al discusso emendamento relativo al canone Rai, oggetto di tensioni significative all’interno della maggioranza di governo. L’emendamento, proposto dalla Lega e bocciato dalle opposizioni e da Forza Italia, puntava a una riduzione del canone Rai, tema che ha generato un acceso dibattito tra i principali alleati di governo. Fratelli d’Italia ha espresso perplessità sulla proposta, ritenendola difficile da finanziare senza tagli compensativi in altre aree. La premier Giorgia Meloni si è mantenuta prudente, evitando di schierarsi apertamente, e ha ribadito la necessità di “una convergenza politica che non sacrifichi altre priorità come sanità, famiglie e PMI”.

Da parte della Lega, il senatore Massimo Garavaglia ha criticato il trattamento riservato alla riformulazione dell’emendamento in Commissione, parlando di “una pervicacia da parte di Fratelli d’Italia nell’attaccare proposte che tutelano i cittadini”. Secondo Elly Schlein, “la maggioranza è in frantumi e le divisioni sono evidenti” mentre Conte ha dichiarato: “Meloni chiarisca se esiste ancora una maggioranza“. Invece, tra le misure approvate spicca la proroga per le partite IVA con ricavi fino a 170mila euro, che potranno versare il secondo acconto delle imposte entro il 16 gennaio 2025, anche a rate, senza però estendere il beneficio ai contributi previdenziali e assicurativi. Via libera anche alla riapertura dei termini per il concordato preventivo biennale e al ravvedimento speciale, che restano accessibili fino al 12 dicembre 2024. Introdotto il bonus di Natale di 100 euro, ampliato alle coppie di fatto con redditi fino a 28mila euro.

In ambito imprenditoriale, sono stati sbloccati 4,6 miliardi per il credito d’imposta su beni strumentali previsti dal programma Transizione 4.0. Per il settore pubblico, nasce una task force per accelerare i pagamenti arretrati della pubblica amministrazione nei comuni sopra i 5.000 abitanti, mentre per il PNRR è autorizzata la riprogrammazione di risorse per impianti sportivi in isole minori e aree di particolare interesse sportivo. Il testo si prepara ora ad affrontare il vaglio della Camera, che dovrà dare il via libera definitivo entro il 18 dicembre.

Venerdì 29 novembre, ore 16.15