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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
3/7
mar

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 9/2025

3 – 7 marzo

Rearm Europe, l’Italia si divide sul piano UE per la difesa

La Commissione Europea ha presentato l’ambizioso piano Rearm Europe per rafforzare la difesa dell’Unione attraverso un mix di incentivi fiscali, prestiti e fondi comunitari. L’obiettivo è stimolare investimenti per circa 800 miliardi di euro in tecnologie militari avanzate, difesa aerea e cybersicurezza, aumentando l’autonomia strategica europea. Ma in Italia le reazioni sono tutt’altro che unanimi. La premier Giorgia Meloni, al termine del Consiglio europeo straordinario, ha chiarito la posizione del governo: no all’invio di truppe italiane in Ucraina e no all’uso dei fondi di coesione per l’acquisto di armi. Piuttosto, Roma propone di destinare le risorse a settori come cybersicurezza, infrastrutture e ricerca, prendendo le distanze da un concetto di riarmo tout court.

L’opposizione, pur con sfumature diverse, ha espresso forti critiche. Elly Schlein ha bocciato la proposta di von der Leyen, sostenendo che serve una vera difesa comune e non un riarmo nazionale. Ancora più dura la posizione del Movimento 5 Stelle, che ha parlato di “follia bellicista”, accusando l’UE di tradire la sua vocazione pacifista. Critico anche Angelo Bonelli (Europa Verde), che ha definito il piano “uno spreco di risorse”, sottratte a fondi strategici come il Next Generation EU e la transizione ecologica. Ma le divisioni emergono anche nella maggioranza. Antonio Tajani (Forza Italia) si è detto favorevole a una maggiore integrazione militare europea, mentre Matteo Salvini ha frenato, temendo che un esercito comune possa trascinare l’Italia in conflitti non voluti. “Se oggi lo avessimo, Francia e Germania ci avrebbero già portato in guerra”, ha avvertito il leader della Lega, suggerendo che gli 800 miliardi previsti dal piano UE possano essere investiti altrove.

Lo scontro tra Vannacci e Forza Italia

Tensioni in Europa tra Forza Italia e il generale Roberto Vannacci, eurodeputato in quota Lega, dopo che quest’ultimo ha pubblicato un post sui suoi profili social, poi rimosso, accusando FI, in assenza di prove, di aver cambiato posizione sul voto riguardante il bando delle auto diesel e benzina dal 2035. Secondo Vannacci, il partito di Tajani, oggi contrario allo stop delle auto, avrebbe votato favorevolmente nel 2022.

In una nota scritta, la delegazione forzista ha prontamente risposto dichiarando che “Vannacci mente sapendo di mentire” e che “sarebbe bastato controllare le liste di voto per verificare che la notizia è completamente falsa”. Vannacci, dopo aver rimosso il post, ha ammesso l’errore, spiegando che la sua affermazione era basata su un articolo di giornale risalente al 2022 che il suo staff aveva erroneamente considerato veritiero. Nonostante la sua ammissione, Forza Italia ha chiesto delle scuse ufficiali: il Capogruppo di Forza Italia in Parlamento europeo, Fulvio Martusciello, infatti, ha sottolineato come “in un mondo dritto, le scuse ad Antonio Tajani sono necessarie”.

L’intervista a Giorgia Meloni

Ospite di XXI Secolo su Rai1, Giorgia Meloni ha affrontato i principali temi di politica estera, dalla guerra in Ucraina ai dazi, sottolineando la necessità di unità e pragmatismo. Ha ribadito che in politica estera contano gli interessi nazionali e che è fondamentale mantenere la calma, ragionare in modo lucido ed evitare fratture, perché “ogni divisione dell’Occidente ci rende tutti più deboli e favorisce chi vorrebbe vedere il declino della nostra civiltà“. Dopo il vertice di Londra, ha confermato che l’obiettivo è una pace che garantisca la sicurezza dell’Ucraina, precisando però che “la questione centrale è come costruire una pace stabile, duratura, io direi definitiva“. Una pace che “serve a tutti”, compresi i Paesi europei e gli Stati Uniti, e che “serve a Trump che è un leader forte e che chiaramente non può permettersi di siglare un accordo che qualcuno domani potrebbe violare“.

Meloni ha rilanciato la proposta di un incontro per parlarsi “in modo franco” sulle grandi sfide dell’Occidente e ha respinto l’ipotesi di inviare soldati europei in Ucraina dicendosi non convinta dell’efficacia di una soluzione del genere. Sui dazi, infine, ha evidenziato che “il nostro interesse è completamente opposto a quello che sta dichiarando Trump“, e ha poi sottolineato come una eventuale guerra commerciale con gli Stati Uniti non convegna a nessuna delle parti in causa.

Firenze ospiterà il Congresso federale della lega

Un fine settimana intenso quello del 5-6 aprile per la politica italiana: Firenze ospiterà infatti il Congresso federale della Lega, il primo dopo 8 anni. Un appuntamento cruciale per il partito, annunciato dal senatore Calderoli, con il nodo delle prossime Regionali da sciogliere. Il Congresso si terrà a Fortezza da Basso e sono attesi circa 700 delegati, oltre a parlamentari nazionali ed europei, segretari regionali e provinciali, consiglieri regionali e membri del partito. Per quanto riguarda la sfida per la segreteria, non dovrebbero esserci sorprese: l’unico candidato è infatti Matteo Salvini, alla guida del Carroccio dal 2013.

Secondo le analisi degli esperti, tuttavia, vi sono varie insidie alla leadership di Salvini: innanzitutto c’è la figura di Roberto Vannacci, eletto europarlamentare con la Lega ma non iscritto al partito, che ha criticato la scelta di Elena Meini come candidata alle prossime Regionali, cosa che ha alimentato le voci circa una sua candidatura da indipendente. Vi sono poi le preoccupazioni di Massimiliano Fedriga, Presidente del Friuli-Venezia Giulia, e di Massimiliano Romeo, Capogruppo al Senato, critici rispetto all’allontanamento del partito dalle sue radici autonomiste e federaliste per adottare una strategia più nazionale. Resta infine il tema del terzo mandato, con Zaia protagonista, che scuote l’intera maggioranza di Governo. Resta da vedere, insomma, quale sarà il volto della Lega all’indomani del Congresso toscano.

Presentata in Senato la bozza di testo sul Fine vita

Nel corso della settimana, il senatore Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia ha presentato una nuova bozza di articolato sul fine vita al Senato, avviando un dibattito che potrebbe segnare una tappa importante per la legislazione italiana. La proposta si concentra sulla regolamentazione della morte volontaria medicalmente assistita, un tema da tempo al centro di un acceso confronto pubblico. L’obiettivo è arrivare a una legge chiara e condivisa, anche se le posizioni politiche su questo tema restano divergenti.

Alfredo Bazoli, senatore del Partito Democratico, ha accolto positivamente la proposta, evidenziando i “passi avanti significativi” fatti durante i lavori del comitato ristretto. Il suo auspicio è che questa apertura da parte della maggioranza porti alla creazione di una legge sul suicidio assistito che sia “equilibrata e rigorosa“. Bazoli ha anche sottolineato come questo passo rappresenti un’opportunità per un dialogo serio e costruttivo tra le forze politiche. Diversa la posizione di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia che, pur riconoscendo il valore del contributo, ha chiarito che le proposte in discussione sono ancora solo “ipotesi” e non decisioni definitive. Gasparri ha sottolineato che il comitato ristretto proseguirà con i lavori, e che solo successivamente la commissione e l’Aula prenderanno decisioni finali.

Via libera della Camera al DDL Spazio

Con 133 voti favorevoli, 89 contrari e 2 astenuti, la Camera ha approvato in prima lettura il DDL Spazio, che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva. La legge introduce un sistema di autorizzazione per le attività spaziali italiane, con criteri di sicurezza, resilienza e sostenibilità.  L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) vigilerà sugli operatori e gestirà il Registro nazionale degli oggetti lanciati nello spazio. Prevista una copertura assicurativa obbligatoria fino a 100 milioni di euro per episodio.

Il provvedimento istituisce un Fondo per la Space Economy con 35 milioni di euro nel 2025, destinati a supportare PMI, start-up e infrastrutture strategiche. Il Comitato Interministeriale per le Politiche Spaziali elaborerà un Piano quinquennale per l’economia dello spazio, con focus su finanziamenti, formazione e sviluppo tecnologico. Il ministro Urso ha definito il DDL “un modello che ispirerà la normativa europea e consoliderà la nostra leadership”. Tuttavia, le opposizioni criticano il testo, accusando il governo di favorire SpaceX e Elon Musk, mentre Fratelli d’Italia difende la riforma come necessaria per la competitività italiana.

Venerdì 7 marzo, ore 16.45