Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
14 aprile – 18 aprile
Com’è andato l’incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump
Nel corso della sua visita a Washington, la premier Giorgia Meloni ha incontrato il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca. L’incontro ha toccato temi cruciali: dazi, cooperazione difensiva e investimenti. Trump ha definito Meloni “una persona eccezionale”, elogiandone la leadership a livello globale. Entrambi i leader si sono detti fiduciosi su un accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea. Meloni ha colto l’occasione per invitare Trump in Italia e promuovere un vertice con i rappresentantieuropei. “Dobbiamo trovarci a metà strada”, ha detto, sottolineando la volontà di rafforzare i rapporti transatlantici. Sul fronte economico, la premier ha annunciato investimenti per 10 miliardi da parte di imprese italiane negli USA.
Il colloquio si è svolto in un clima positivo, nonostante le preoccupazioni globali per l’effetto dei dazi sulla crescita economica. Fitch ha infatti rivisto al ribasso le stime del PIL mondiale. Meloni ha anche annunciato che al prossimo vertice NATO l’Italia comunicherà l’impegno a portare la spesa per la difesa al 2% del PIL. Trump ha ribadito l’utilità del contributo italiano in Ucraina e si è detto pronto a firmare un accordo sui minerali con Kiev. Sul piano strategico, il ministro Tommaso Foti ha commentato: “Meloni conferma la sua leadership internazionale, riconosciuta e rispettata. L’Italia torna al centro del dialogo globale, smentendo le previsioni della sinistra”. Intanto oggi, 18 aprile, a Roma, è arrivato il vicepresidente J.D. Vance, accolto da Meloni a Palazzo Chigi. Sul tavolo del bilaterale, la prosecuzione del negoziato commerciale con l’UE e i rapporti bilaterali. In giornata è attesa anche una nuova telefonata tra Meloni e Ursula von der Leyen per fare il punto sul dossier dazi.
Opposizioni unite sulla mozione per Gaza
Un’iniziativa parlamentare unitaria è stata presentata dal Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra per affrontare la crisi umanitaria nei territori palestinesi. La mozione contiene dieci impegni chiari che si chiedono all’esecutivo, tra cui il riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato sovrano entro i confini del 1967, la sospensione dell’invio di armamenti verso Tel Aviv e la promozione di sanzioni verso il governo israeliano per presunte violazioni del diritto internazionale.
Il testo, illustrato in conferenza stampa da esponenti dei tre gruppi, si propone come un appello trasversale: “Non dovrebbe esserci divisione tra maggioranza e opposizione su temi di diritti umani”, ha affermato Elly Schlein. Giuseppe Conte ha parlato di una “reazione necessaria a una tragedia in corso”, mentre Angelo Bonelli ha sottolineato l’urgenza di azioni concrete e coordinate a livello europeo. La mozione chiede anche un cessate il fuoco immediato, la protezione della popolazione civile e il sostegno al cosiddetto “Piano arabo” per la ricostruzione.
Al via l’esame del Documento di Finanza Pubblica 2025
Il 9 aprile, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2025, che sostituisce il DEF secondo il nuovo quadro normativo dell’Unione Europea. Il testo è stato trasmesso alla Camera il 14 aprile e al Senato il 15, per poi essere assegnato alle Commissioni Bilancio in sede referente. Le audizioni preliminari, svolte tra il 16 e il 17 aprile, hanno coinvolto sindacati, imprese, istituzioni economiche e, in particolare, lo stesso ministro Giorgetti.
Nel corso dell’audizione, il Ministro ha ribadito la priorità del PNRR, da completare entro il 2026, sottolineando la necessità di semplificare l’accesso ai fondi per le imprese e di aumentare l’efficienza progettuale, pur riconoscendo le sfide legate alla gestione di oltre 100 miliardi di euro. In fase di studio, secondo quanto dichiarato da Giorgetti, è anche una flessibilità maggiore sulla registrazione della spesa, con l’ipotesi di posticipare alcuni pagamenti oltre la scadenza prevista. Giornate cruciali, dunque, per la politica italiana. Entro il 30 aprile, il DFP dovrà essere inviato alla Commissione Europea insieme alla Relazione annuale. Dopo l’esame di compatibilità con i vincoli UE, Bruxelles formulerà le Raccomandazioni specifiche per Paese, che guideranno la stesura del Documento programmatico di bilancio, da presentare entro il 15 ottobre.
Semaforo verde della Camera al Dl Bollette
Il 16 aprile la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il DL Bollette, che ha introdotto una serie di misure rilevanti a sostegno di famiglie e imprese. Tra le principali novità: un contributo diretto in bolletta di 200 euro per i nuclei familiari con ISEE fino a 25.000 euro, che può arrivare fino a 500 euro per i beneficiari del bonus sociale; la proroga del servizio a tutele graduali per utenti vulnerabili e microimprese anche oltre il 2027; e l’introduzione di uno sconto in fattura per il bonus elettrodomestici, superando il meccanismo del click day. Sul fronte imprese, il decreto stanzia 600 milioni per la fornitura di energia a pmi non energivore e anticipa altri 600 milioni, ricavati dai proventi ETS, per le imprese a forte consumo. Previsto anche l’azzeramento temporaneo della componente Asos per alcune forniture non domestiche, e una modifica al sistema di remunerazione delle rinnovabili, che verrà sganciato dal prezzo dell’energia sul mercato.
Lo scontro politico in Aula è stato netto. Per Fratelli d’Italia, il deputato Silvio Giovine ha parlato di un “provvedimento che unisce responsabilità e visione, sostenendo chi produce e chi è in difficoltà”. Paola De Micheli (Pd) ha criticato il decreto come “un’occasione persa”, segnalando ritardi e l’inadeguatezza nel definire i beneficiari. Più dura la vicepresidente M5S Chiara Appendino, che ha definito il decreto “tardivo, misero e codardo”. Per AVS, Angelo Bonelli ha denunciato il mancato intervento sugli extraprofitti delle società energetiche e l’assenza di una strategia di disaccoppiamento dal gas fossile. Con il passaggio al Senato previsto nei prossimi giorni, si avvia verso la conferma definitiva un provvedimento che ha raccolto consensi trasversali su alcune misure, ma che non ha evitato forti critiche politiche sul piano strategico.
Venerdì 18 aprile, ore 16.45