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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
9-13
febbraio

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 6/2026

9 – 13 febbraio 2026

Sommario

1. La Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese.

2. Europarlamento: semaforo verde all’euro digitale.

3. Macron rilancia il debito comune UE.

4. Verso la riforma del regolamento della Camera.

5. Le principali novità dal Consiglio dei ministri

5.1 Via libera al DDL per attuazione Patto UE asilo e migrazione.

1. La Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese

La Francia ha chiesto le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, dopo le dichiarazioni rilasciate durante l’Al Jazeera Forum a Doha. A sollecitare il passo indietro è stato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, intervenuto davanti all’Assemblea nazionale con una presa di posizione netta da parte di un membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Barrot ha condannato “senza riserve” quelle che ha definito dichiarazioni “eccessive e colpevoli”, sostenendo che Albanese non avrebbe criticato il governo israeliano – legittima facoltà nel dibattito politico – ma avrebbe preso di mira “Israele come popolo e come nazione”, circostanza giudicata “assolutamente inaccettabile”.

 Parigi chiederà ufficialmente le dimissioni della relatrice nella prossima sessione del Consiglio per i diritti umani, prevista il 23 febbraio.

Nel suo intervento in Aula, Barrot ha evocato una “lunga lista di posizioni scandalose”, citando presunte dichiarazioni sul 7 ottobre – definito “il peggior massacro antisemita dopo l’Olocausto” – e sostenendo che Albanese non possa essere considerata “né un’esperta né indipendente”, ma “un’attivista politica”.

Anche in Italia si registra una presa di posizione politica. La Lega ha presentato in Parlamento una risoluzione per unirsi alla richiesta francese e sollecitare l’immediato passo indietro della relatrice. «Chi definisce Israele “nemico comune dell’umanità” ha ben poco da dichiararsi super partes», hanno dichiarato i deputati Paolo Formentini, vicepresidente della commissione Esteri, ed Eugenio Zoffili, capogruppo in commissione Difesa, insieme ai componenti della commissione Affari Esteri Simone Billi, Dimitri Coin, Andrea Crippa e Alessandro Giglio Vigna, parlando di sospetti di antisemitismo.

Albanese respinge le accuse. In un video pubblicato su X e in un’intervista a France24 ha negato di aver mai definito Israele “nemico dell’umanità”. La frase contestata, ha spiegato, si riferiva al “sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina”, includendo il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile”.

Nel videomessaggio trasmesso a Doha, la relatrice ha parlato di “genocidio” in corso e della responsabilità della comunità internazionale che, a suo dire, avrebbe armato e sostenuto Israele invece di fermarlo. Ha quindi invitato cittadini, giornalisti e professionisti a esercitare le libertà fondamentali e a “cambiare le proprie abitudini” come forma di pressione.

Non è la prima volta che Albanese finisce al centro di polemiche internazionali: dall’estate scorsa è sottoposta a sanzioni degli Stati Uniti, che le negano il visto per partecipare ai lavori al Palazzo di Vetro. La vicenda apre ora un nuovo fronte diplomatico in sede Onu, mentre il dibattito resta acceso sul confine tra libertà di espressione e responsabilità istituzionale.

2. Europarlamento: semaforo verde all’euro digitale

Il Parlamento europeo ha approvato il 4 febbraio 2026 due emendamenti alla relazione annuale sulla Banca centrale europea che modificano sostanzialmente l’approccio istituzionale all’euro digitale. L’emendamento 40 stabilisce che l’euro digitale deve garantire accesso universale ai pagamenti in modalità online e offline su tutto il territorio UE, con piena tutela di privacy e protezione dati. Il testo riconosce esplicitamente che affidare la digitalizzazione dei pagamenti esclusivamente ad attori privati e di paesi terzi genera rischi di esclusione per utenti ed esercenti.

L’emendamento 41 segna il passaggio da una posizione neutrale (“prende atto”) a un sostegno attivo (“accoglie con favore”) del progetto. Il Parlamento definisce l’euro digitale “essenziale” in un contesto di incertezza geopolitica ed eccessiva dipendenza da infrastrutture di pagamento extra-UE, identificandolo come strumento per rafforzare la sovranità monetaria europea, ridurre la frammentazione dei pagamenti retail e sostenere l’integrità del mercato unico. Gli emendamenti, sostenuti da un’ampia coalizione bipartisan (PPE, S&D, Renew, Verdi, Sinistra), segnalano il superamento dello stallo politico che bloccava il dossier e riposizionano il progetto verso il lancio operativo 2029, con passaggio ora al Consiglio UE e confronto con la BCE.

3. Macron rilancia il debito comune UE

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha rilanciato l’idea di un debito comune dell’Unione europea per finanziare investimenti strategici in difesa e intelligenza artificiale. Nel corso di un’intervista, Macron ha spiegato che l’Europa deve deciderese diventare una potenza sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico o sarà spazzata via”.

Secondo il capo dell’Eliseo, i settori prioritari su cui concentrare gli investimenti comuni sono la sicurezza e la difesa, le tecnologie per la transizione ecologica e l’intelligenza artificiale. Macron ha sottolineato che, senza un’azione europea congiunta nei prossimi 3-5 anni, il continente rischia di rimanere indietro rispetto a Cina e Stati Uniti, e che gli investimenti “non devono essere rigettati sulle singole nazioni”.

Sul piano industriale, Macron difende il progetto franco-tedesco dell’aereo da combattimento, definendolo “un buon progetto”, e avverte che eventuali ripensamenti tedeschi sull’iniziativa avrebbero conseguenze anche sul carro armato comune.

Dal lato tedesco, Berlino ha espresso scetticismo verso il debito comune. Secondo fonti vicine al cancelliere Friedrich Merz, le risorse necessarie potrebbero essere reperite all’interno del bilancio pluriennale Ue senza introdurre nuovi strumenti di debito. Il governo tedesco punta piuttosto su riforme strutturali e su un mercato unico più efficiente, nuovi accordi commerciali e semplificazione burocratica.

L’Italia, dal canto suo, mantiene una posizione bilanciata. La premier Giorgia Meloni dovrà conciliare il tradizionale sostegno italiano agli eurobond con la cooperazione industriale con Berlino. Sul “Buy European”, invece, Roma e Berlino condividono la stessa linea, diversa da quella francese, tema destinato a emergere durante il summit Ue sulla competitività ad Alden Biesen e il vertice industriale di Anversa.

Il dibattito europeo su investimenti e debito comune rimane aperto: le prossime settimane saranno decisive per capire se la visione di Macron riuscirà a trovare sostegno tra gli Stati membri.

4. Verso la riforma del regolamento della Camera

La Camera dei deputati si prepara a discutere una riforma del proprio regolamento, con l’obiettivo di introdurre misure più rigorose contro i cambi di gruppo parlamentare e di aggiornare alcune regole procedurali. La discussione generale è prevista per lunedì, con il possibile voto già nella giornata di martedì. Le modifiche entreranno in vigore a partire dalla prossima legislatura.

Tra le misure più rilevanti della riforma figurano norme pensate per limitare i trasferimenti tra gruppi parlamentari. In particolare, i contributi finanziari destinati ai gruppi, tradizionalmente calcolati in base al numero dei deputati, non seguiranno più integralmente il parlamentare che cambia partito. In caso di passaggio a un nuovo gruppo, solo la metà della quota sarà trasferita, mentre l’altra metà resterà al gruppo di provenienza.

Il nuovo testo introduce inoltre la decadenza dalla maggior parte delle cariche interne agli uffici di presidenza della Camera e delle Commissioni per chi cambia gruppo, fatta eccezione per il presidente della Camera. Altre modifiche riguardano i tempi di discussione e voto delle questioni di fiducia e l’aggiornamento dello statuto delle opposizioni, con l’obiettivo di rendere più trasparente e stabile il funzionamento dei lavori parlamentari.

La riforma mira così a rafforzare la disciplina interna della Camera, garantendo al contempo una maggiore chiarezza sulle dinamiche dei gruppi parlamentari e sulle procedure istituzionali.

5. Le principali novità dal Consiglio dei ministri

5.1 Via libera al DDL per attuazione Patto UE asilo e migrazione

L’11 febbraio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che introduce misure in materia di immigrazione e protezione internazionale e recepisce il Patto dell’Unione Europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024. Il Governo ha chiesto alle Camere una calendarizzazione rapida, nel rispetto dei regolamenti parlamentari, per permettere un’applicazione tempestiva delle nuove norme. Il provvedimento rappresenta una riforma organica pensata per rafforzare gli strumenti di contrasto all’immigrazione illegale e garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori.

Il ddl si articola in due parti: la prima contiene norme immediatamente applicabili, che entreranno in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre la seconda conferisce al Governo ampi poteri per l’adozione di decreti legislativi entro sei mesi, necessari per recepire le direttive UE e adeguarsi ai nuovi regolamenti comunitari. Tra le misure principali, spicca una strategia di difesa dei confini che punta su interventi preventivi per ridurre le partenze irregolari e l’introduzione di una procedura accelerata di rimpatrio alla frontiera, da svolgersi direttamente ai valichi o nelle aree di transito, che permette l’allontanamento immediato di chi proviene da Paesi considerati sicuri o con domande manifestamente infondate.

Il testo interviene anche sui criteri per il riconoscimento della protezione complementare e per l’accesso al ricongiungimento familiare, introducendo regole più stringenti. La delega al Governo riguarda il recepimento della Direttiva (UE) 2024/1346 sulle condizioni di accoglienza e l’adeguamento ai Regolamenti (UE) 2024/1347 e 2024/1348 su qualifiche e procedure di protezione internazionale.

Venerdì 13 febbraio, ore 13.30