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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
20-24
aprile

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 16/2026

20 – 24 aprile 2026

Sommario

1. Decreto Sicurezza: dopo ok definitivo della Camera, Cdm approva il decreto correttivo.

2. Insulti a Meloni dalla tv russa: sale la tensione tra Italia e Russia.

3. Lombardia, ok in Commissione Territorio alla proposta di legge sui data center.

4. Le novità del Cdm: presentazione del Dpf e nuove nomine.

1. Decreto Sicurezza: dopo ok definitivo della Camera, Cdm approva il decreto correttivo

Il cosiddetto “Decreto Sicurezza” del Governo Meloni ha ottenuto oggi il via libera definito dalla Camera, concludendo un iter parlamentare segnato da tensioni istituzionali e una soluzione procedurale inedita: un secondo decreto approvato dal Consiglio dei ministri quasi in contemporanea, per correggere una norma che aveva sollevato obiezioni da parte del Quirinale. Il provvedimento, riesaminato oggi dal Consiglio dei ministri, punta a rafforzare gli strumenti di controllo sul territorio e a intervenire su un ampio ventaglio di materie legate all’ordine pubblico e all’immigrazione, ma ha incontrato subito ostacoli su alcuni punti chiave.

La misura che ha catalizzato l’attenzione pubblica e istituzionale è l’articolo 30-bis, introdotto con un emendamento durante l’esame al Senato: stabilisce un compenso di 615 euro a carico dello Stato per i legali che assistono un migrante in una procedura di rimpatrio volontario. Il nodo giuridico sollevato dal Quirinale riguarda un possibile contrasto con l’articolo 24 della Costituzione, che garantisce il diritto a una difesa effettiva e indipendente: legare il compenso al solo esito positivo della pratica rischierebbe di alterare il rapporto fiduciario tra avvocato e cliente.

Con i tempi tecnici troppo stretti per modificare il testo senza farlo decadere, l’Esecutivo ha scelto una strada duplice. Da un lato ha posto la questione di fiducia alla Camera, rendendo il testo immodificabile e accelerandone l’approvazione: mercoledì 22 aprile la fiducia è passata con 203 voti favorevoli e 117 contrari. Dall’altro ha annunciato un decreto correttivo separato, da approvare subito dopo il voto finale.

Oggi, entrambe le tappe si sono concretizzate nel giro di poche ore. La Camera ha convertito il decreto in legge con 162 sì e 102 no, al termine di una seduta prolungata nelle ore notturne. Poco dopo, il Consiglio dei ministri si è riunito a Palazzo Chigi e ha dato il via libera a un nuovo decreto-legge sui rimpatri volontari assistiti, che abroga esplicitamente l’articolo 30-bis appena entrato in vigore e ridefinisce la materia su basi giuridicamente più solide.

2. Insulti a Meloni dalla tv russa: sale la tensione tra Italia e Russia

Gli insulti rivolti al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dalla televisione russa hanno aperto un nuovo fronte di tensione diplomatica tra Roma e Mosca. Al centro della vicenda c’è il conduttore filo-Cremlino Vladimir Solovyev, che durante una trasmissione ha utilizzato espressioni offensive e volgari, arrivando ad accusare la premier italiana di tradimento politico.

Le dichiarazioni hanno immediatamente provocato la reazione del Governo italiano. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore russo alla Farnesina per esprimere una protesta formale, definendo le parole del giornalista “estremamente gravi e offensive”.

La vicenda, però, non si è fermata al primo attacco. Solovyev, anziché attenuare i toni, ha rilanciato con nuove accuse, senza presentare scuse, contribuendo ad alimentare ulteriormente la polemica.

Sul piano politico interno, alla premier è arrivata una solidarietà ampia e trasversale. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso vicinanza, mentre da diverse forze politiche sono giunte condanne per il linguaggio utilizzato e per il carattere propagandistico dell’intervento.

Meloni ha risposto con toni fermi, respingendo le accuse e ribadendo la linea del Governo, sottolineando che attacchi di questo tipo non influenzeranno le scelte dell’esecutivo.

Il caso si inserisce in un contesto già delicato nei rapporti tra Italia e Russia, segnati dal sostegno italiano all’Ucraina e da una crescente contrapposizione sul piano politico e comunicativo. In questo quadro, l’episodio assume un valore che va oltre la polemica mediatica, configurandosi come un segnale delle tensioni più ampie che attraversano le relazioni internazionali.

3. Lombardia, ok in Commissione Territorio alla proposta di legge sui data center

La Lombardia compie un primo passo sulla regolamentazione dei data center con il via libera in Commissione Territorio al primo disegno di legge regionale dedicato.

Il provvedimento nasce dalla forte crescita del settore, con la regione tra i principali hub europei per nuovi investimenti digitali. La concentrazione delle richieste nell’area di Milano sta già mettendo sotto pressione la capacità della rete elettrica e le infrastrutture di connessione, rendendo centrale la pianificazione della potenza disponibile.

La norma punta a strutturare i processi autorizzativi, rafforzando il coordinamento tra Regione ed enti locali, e introduce maggiore attenzione a sostenibilità energetica e idrica, con i data center riconosciuti come infrastrutture ad alta intensità di consumo. Viene inoltre introdotto un approccio più stringente alla verifica preventiva della compatibilità con la rete elettrica.

Il provvedimento privilegia il riutilizzo di aree industriali dismesse, limitando il consumo di nuovo suolo e favorendo la rigenerazione urbana. Sono previsti indirizzi localizzativi che favoriscono siti brownfield e criteri di efficientamento energetico e idrico, inclusi sistemi di recupero del calore e raffreddamento più efficienti. L’obiettivo è bilanciare attrattività per gli investimenti e sostenibilità infrastrutturale, rispondendo alle criticità legate alla crescita accelerata del settore e agli impatti sulle reti energetiche regionali.

Il testo è ora atteso in Assemblea per il prosieguo dell’iter in Consiglio regionale, con l’esame di eventuali modifiche e il successivo voto per l’approvazione definitiva.

4. Le novità del Cdm: presentazione del Dfp e nuove nomine

Il Consiglio dei ministri n. 170 ha segnato un passaggio di estrema rilevanza per l’azione del Governo guidato da Giorgia Meloni, intrecciando due dossier centrali: la definizione del quadro di finanza pubblica e il riassetto degli incarichi nell’esecutivo.

Al centro della riunione del 22 aprile, infatti, c’è stata l’approvazione del Documento di finanza pubblica (DFP) 2026, su proposta del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il DFP rappresenta il nuovo strumento di programmazione economica che sostituisce il DEF e aggiorna le previsioni macroeconomiche in un contesto internazionale segnato da forte incertezza. Il Governo ha rivisto al ribasso le stime di crescita, portando il PIL previsto per il 2026 allo 0,6%, evidenziando un quadro economico più fragile rispetto alle attese precedenti.

Anche sul fronte dei conti pubblici emerge una linea improntata alla prudenza: il deficit si attesta al 3,1% nel 2025, con una previsione di riduzione al 2,9% nel 2026 e un percorso di rientro graduale negli anni successivi, in linea con gli impegni europei ma condizionato da fattori esterni come la crisi energetica e l’impatto dei bonus edilizi.

Accanto al dossier economico, il Consiglio dei ministri ha affrontato anche il tema delle nomine, con un parziale riassetto della squadra di Governo. Sono stati nominati nuovi sottosegretari e ridefinite alcune deleghe, in un’ottica di riequilibrio tra le diverse componenti della maggioranza.

Il doppio binario, tra finanza pubblica e nomine, evidenzia la volontà del Governo di consolidare la propria azione in una fase complessa, caratterizzata da pressioni economiche e da un contesto politico in evoluzione. Il DFP, da un lato, traccia i limiti entro cui si muoverà la prossima Legge di bilancio; le nomine, dall’altro, rappresentano uno strumento per rafforzare la coesione interna e la capacità decisionale dell’esecutivo.

Venerdì 24 aprile, ore 16.00