Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
10 – 14 marzo
ReArm Europe, via libera del Parlamento europeo: spaccatura nel PD
Il 12 marzo, con una risoluzione, il Parlamento europeo ha dato il suo sostegno al ReArm Europe proposto dalla Commissione con lo scopo di aumentare le spese militari degli Stati membri dell’Ue. Sebbene le risoluzioni approvate dal Parlamento europeo non siano vincolanti, sovente, nel votarle, i gruppi del Parlamento si dividono, così come anche gli esponenti di uno stesso partito. Ed è in effetti quanto è accaduto al Partito Democratico, dove i 21 europarlamentari si sono spaccati: in dieci hanno votato a favore della risoluzione mentre i restanti undici si sono astenuti. La spaccatura è stata commentata dalla Segretaria del partito, Elly Schlein, che ha sottolineato la necessità di un “chiarimento politico”.
Per quanto riguarda gli altri europarlamentari italiani, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato a favore della risoluzione. Il Ministro degli Esteri e Vicepremier, Antonio Tajani, nei giorni precedenti al voto aveva dichiarato: “questo non è un piano di riarmo, è una scelta per garantire la sicurezza”. La Lega invece ha espresso voto contrario, sulla stessa scia del voto contrario alla Commissione von der Leyen nel novembre dello scorso anno. Nessuna sorpresa, infine, dagli europarlamentari del Movimento 5 Stelle, di Sinistra Italiana e dei Verdi, che si sono espressi contro la risoluzione.
Semaforo verde dal Cdm al dl elezioni
Il Consiglio dei Ministri ha approvato diversi provvedimenti su fisco, pubblica amministrazione ed elezioni. Tra le misure principali, la riforma delle accise, che prevede un graduale allineamento tra benzina e gasolio nei prossimi cinque anni, e la proroga al 30 settembre per l’adesione al concordato preventivo, da cui restano esclusi i forfettari. La misura più discussa è il decreto-legge elezioni, che stabilisce il voto per le amministrative il 25 e 26 maggio e l’election day con ballottaggi e referendum l’8 e 9 giugno.
La decisione di accorpare i referendum ai ballottaggi ha sollevato dure critiche da parte delle opposizioni e dei promotori, che accusano il governo di voler ridurre l’affluenza. L’esecutivo respinge le accuse, spiegando che la scelta serve a evitare la chiusura delle scuole, molte delle quali sedi di seggio. Tra le novità introdotte, spicca la possibilità di voto fuori sede per studenti e lavoratori domiciliati in province diverse da quella di residenza. Gli elettori saranno chiamati a esprimersi su cinque quesiti referendari, che riguardano la riduzione dei tempi per ottenere la cittadinanza, le norme sui licenziamenti, i contratti a termine con particolare attenzione alle modifiche al Jobs Act. L’opposizione annuncia battaglia per garantire un’adeguata informazione ai cittadini e contrastare quello che definisce un tentativo di boicottare i referendum.
Il Governo risponde alle interrogazioni su Starlink
Dopo mesi di attesa, il Governo ha chiarito la propria posizione sul coinvolgimento di Starlink nelle infrastrutture digitali italiane. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, nel corso del question time tenutosi mercoledì 12 marzo, ha risposto ad alcune interrogazioni presentate da deputati del Partito Democratico e Italia Viva tra ottobre e dicembre 2024, che hanno sollevato interrogativi sulla trasparenza delle interlocuzioni con SpaceX, sull’utilizzo della rete Starlink per le comunicazioni diplomatiche e militari, nonché sul suo impatto rispetto agli obiettivi del PNRR e alla sicurezza nazionale.
Il Ministro Ciriani ha precisato che non esistono contratti tra il Governo italiano e SpaceX per l’utilizzo di Starlink nelle aree grigie o per le comunicazioni diplomatiche, confermando, comunque, le interlocuzioni con Starlink e altri operatori per valutare soluzioni complementari alla fibra ottica nelle zone più remote. Il Ministro ha poi ribadito che il Piano Italia a 1 Giga rimane incentrato sulla fibra ultraveloce e che il Governo non intende modificare gli obiettivi del PNRR. Al termine delle interrogazioni, le opposizioni hanno criticato il ritardo nelle risposte del Governo: Francesco Boccia (PD), ha annunciato la richiesta di un’informativa urgente in Parlamento, coinvolgendo tutti i partiti di opposizione, per un confronto aperto sul tema.
Camera, Gentile sostituisce Scutellà: tensione in Aula
La Camera dei Deputati ha approvato, con 183 voti favorevoli, 127 contrari e un astenuto, la proposta della Giunta delle Elezioni di proclamare Andrea Gentile (FI) al posto di Elisa Scutellà (M5S). La decisione è arrivata a seguito del ricorso presentato da Gentile, secondo classificato nel collegio uninominale 2 della Calabria, che contestava l’elevato numero di schede bianche e nulle. Durante il dibattito in Aula, Scutellà ha espresso forte contrarietà: “Oggi mi buttate fuori, ma io sarò più forte di prima da fuori e continuerò a combattere questo sistema clientelare”. L’intervento è stato seguito da un lungo applauso dei colleghi in Transatlantico.
Anche il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha criticato la decisione: “Si ribalta il risultato. Duecento schede recuperate al voto? Una truffa!”, evidenziando quelle che ha definito anomalie nel processo di revisione del voto. La sostituzione ha generato tensioni anche in Senato, dove i parlamentari del M5S hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta.
Venerdì 14 marzo, ore 17.15