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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
9-13
marzo

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 10/2026

9 – 13 marzo 2026

Sommario

1.      Le comunicazioni della Meloni

2.      Il Parlamento approva la Legge di Delegazione europea 2025 

3.      CPR – In attesa della pronuncia della Corte Europea.

4.      Le novità del Consiglio dei Ministri

4.1 Riforme su giustizia, antiriciclaggio e inclusione sociale.

1. Le comunicazioni della Meloni

L’11 marzo Giorgia Meloni è intervenuta alla Camera e al Senato sulla crisi iraniana e sul Consiglio Europeo del 19-20 marzo, anticipandole di una settimana secondo quanto previsto dal calendario originario. Una scelta non solo procedurale: presentarsi prima del previsto ha permesso al governo di dettare i termini del. La premier ha tracciato una linea netta sull’Iran — «l’Italia non prende parte e non intende prendere parte» all’attacco — ma ha inquadrato la crisi in una cornice più ampia, indicando nell’instabilità sistemica del contesto internazionale la vera sfida strutturale per l’Europa.

Sul piano dei contenuti, il discorso ha attraversato i dossier più rilevanti dello scenario politico attuale. Sul fronte energetico, la premier ha illustrato il decreto Bollette — una manovra da 5 miliardi — come risposta concreta al caro energia, inquadrandola in una strategia più ampia di riduzione della dipendenza esterna. Sul tema della difesa, Meloni ha rilanciato con forza il progetto di autonomia strategica europea, sottolineando come il contesto internazionale renda non più rinviabile un salto di qualità nelle capacità militari del continente. Quanto alle basi militari americane in Italia, ha ricordato che il governo Sánchez — spesso evocato dalla sinistra come modello — segue esattamente gli stessi accordi bilaterali con Washington, chiudendo di fatto uno spazio di manovra all’opposizione. Sull’Ucraina, infine, il governo ha confermato la propria linea senza arretrare di un millimetro sul sostegno a Kiev.

Il dato politico più rilevante per chi monitora gli equilibri parlamentari è quello delle risoluzioni finali: 196 sì alla Camera, 102 al Senato per la maggioranza, contro quattro documenti separati del centrosinistra, spaccato sul nodo Ucraina. Il PD ha opposto un veto netto alle formulazioni vaghe proposte dal M5S su Kiev, rendendo impossibile qualsiasi testo comune. Schlein ha minimizzato: «Si è sempre fatto così». Ma la frammentazione del campo largo su un tema di politica estera di questa portata segnala una debolezza strutturale che non è solo parlamentare: riflette l’assenza di una piattaforma programmatica condivisa in vista del 2027, con ciascun partito già impegnato a costruire la propria identità più che un’alternativa credibile di governo. Come ha sintetizzato un parlamentare della coalizione: «Le cose stanno così, è nelle cose. Ognuno fa la sua partita».

2. Il Parlamento approva la Legge di Delegazione europea 2025

Via libera definitivo del Senato al disegno di legge sulla Legge di delegazione europea 2025. L’Aula ha inoltre approvato la risoluzione di maggioranza collegata alle relazioni sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea: quella programmatica per il 2025 e quella consuntiva relativa al 2024.

Il provvedimento rappresenta uno degli strumenti con cui l’Italia adegua la propria normativa agli atti dell’Unione europea. In particolare, la legge consente il recepimento di 24 direttive comunitarie e l’allineamento dell’ordinamento nazionale a 12 regolamenti europei, intervenendo su ambiti considerati strategici per il sistema Paese.

Secondo il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, l’approvazione della delegazione europea segna “un passaggio importante che dimostra responsabilità istituzionale e visione politica da parte del governo guidato da Giorgia Meloni”. Il ministro ha sottolineato come l’intervento legislativo permetta di aggiornare in modo puntuale l’ordinamento italiano alle disposizioni dell’Unione Europea, rafforzando al contempo la tutela dei cittadini, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la protezione dell’ambiente e lo sviluppo dell’innovazione industriale.

La norma introduce inoltre disposizioni che toccano diversi ambiti rilevanti: dalla proprietà industriale alla tutela dei consumatori, dalla sicurezza informatica alla gestione dei rifiuti e delle acque reflue urbane, fino alla protezione dei dati personali e alla partecipazione dei cittadini europei alla vita democratica dell’Unione.

Per il ministro Foti, intervenire con tempestività nel recepimento delle norme europee non rappresenta soltanto un adempimento formale. “Si tratta di una scelta politica che mira a modernizzare il quadro normativo nazionale, favorire la competitività delle imprese, sostenere crescita e innovazione e consolidare il ruolo e l’affidabilità dell’Italia all’interno del contesto europeo”, ha evidenziato.

Sull’approvazione del provvedimento è intervenuto anche il senatore Domenico Matera, richiamando l’attenzione sul voto contrario espresso in Aula dall’Alleanza Verdi e Sinistra, ritenendolo indicativo delle differenti posizioni politiche presenti in Parlamento. A suo giudizio, l’esito della votazione mette in luce la distanza tra chi sostiene iniziative ritenute utili per il Paese e chi, invece, porta avanti un’opposizione che il senatore definisce prevalentemente propagandistica.

3. CPR – In attesa della pronuncia della Corte Europea

Il Protocollo Italia-Albania torna al centro del dibattito istituzionale dopo che la Corte d’Appello di Roma ha depositato le motivazioni con cui ha negato la convalida del trattenimento di tre cittadini nordafricani nel CPR di Gjader. I giudici sollevano dubbi sulla compatibilità del meccanismo con l’articolo 9 della direttiva europea, che riconosce al richiedente asilo il diritto di restare nello Stato membro fino all’esito della propria domanda. Il provvedimento si inserisce in una catena di pronunciamenti giudiziari che continuano a mettere sotto pressione l’impianto operativo del Protocollo, con implicazioni rilevanti per la tenuta del modello nel medio periodo.

Sul piano operativo, il governo ha scelto di non attendere l’esito del contenzioso giudiziario e ha impresso una forte accelerazione ai trasferimenti: tra il 17 e il 20 febbraio circa 70 migranti sono stati portati a Gjader in quattro giorni, con voli speciali e scorte di circa cento agenti di polizia, per un costo stimato superiore a 200.000 euro. Le presenze nel centro albanese hanno raggiunto il picco di 90 unità, record dall’avvio delle operazioni. Tuttavia, il dato che più interessa a chi monitora l’efficacia del sistema è un altro: la quasi totalità dei trasferiti viene poi riportata in Italia dopo la presentazione della domanda d’asilo, con rimpatri effettivi ancora marginali. Un gap tra narrativa politica e risultati concreti che rappresenta un elemento di vulnerabilità nella difesa pubblica del Protocollo.

Il vero snodo istituzionale è fissato per il 24 marzo 2026, quando la Corte di Giustizia UE si esprimerà sul rinvio pregiudiziale delle Sezioni Unite della Cassazione, chiamata a valutare se i centri di Shengjin e Gjader siano equiparabili ai CPR italiani. La pronuncia avrà impatto diretto sulla sostenibilità giuridica dell’intero meccanismo e rappresenta un appuntamento da presidiare con attenzione per tutti gli stakeholder coinvolti. La posizione del governo resta ferma: la premier Meloni rivendica la conformità del sistema al diritto europeo, ma la tensione con la magistratura rimane un fattore di rischio strutturale per il progetto.

4.     Le novità del Consiglio dei Ministri

4.1 Riforme su giustizia, antiriciclaggio e inclusione sociale

Il Consiglio dei ministri del 10 marzo 2026, presieduto dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha approvato una serie di provvedimenti finalizzati all’adeguamento dell’ordinamento italiano alle più recenti normative europee, al rafforzamento degli strumenti di contrasto alla criminalità e al consolidamento della cooperazione internazionale.

Tra le misure adottate figura, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1712, che interviene sul sistema sanzionatorio penale in materia di tratta e sfruttamento di esseri umani. Il provvedimento prevede l’estensione delle fattispecie già disciplinate dagli articoli 600 e 601 del codice penale, includendo nuove condotte quali maternità surrogata a fini di sfruttamento, adozione illegale e matrimonio forzato. Il decreto introduce inoltre specifiche aggravanti legate all’utilizzo di strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di reclutamento e sfruttamento delle vittime e rafforza il regime di responsabilità amministrativa degli enti attraverso l’integrazione del quadro previsto dal decreto legislativo n. 231 del 2001. Contestualmente, viene ribadito il principio di non punibilità delle vittime per i reati commessi sotto costrizione nell’ambito delle attività di tratta.

Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato un intervento di riforma del Registro dei titolari effettivi, in attuazione della Direttiva (UE) 2024/1640, superando il precedente regime di accesso generalizzato ai dati relativi alla proprietà effettiva di società ed entità giuridiche. Il nuovo sistema introduce un accesso qualificato, garantito alle autorità competenti e ai soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, previa procedura di accreditamento. L’accesso da parte di giornalisti e ONG sarà invece subordinato alla dimostrazione di un legittimo interesse connesso alla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, mentre specifiche salvaguardie consentiranno di limitare la consultazione dei dati in caso di rischi per la sicurezza dei titolari o quando coinvolgono minori.

Sul piano delle politiche sociali, il Governo ha deliberato il Piano di azione triennale per la disabilità, orientato a promuovere l’autonomia delle persone con disabilità e a valorizzarne le competenze e il contributo alla vita economica e sociale.

In ambito internazionale, sono stati approvati i disegni di legge per la ratifica del partenariato economico tra l’Unione europea e la Costa d’Avorio e dell’accordo di coproduzione cinematografica tra l’Italia e la Cina, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi commerciali e la cooperazione culturale.

Infine, il Consiglio dei ministri ha deliberato nuovi interventi di protezione civile, stanziando 15 milioni di euro a favore delle province di Catanzaro e Cosenza colpite dal maltempo nel febbraio 2026 e prorogando gli stati di emergenza legati a criticità sanitarie in Calabria e a situazioni di dissesto idrogeologico nelle regioni Liguria, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Venerdì 13 marzo, ore 15.00