Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
26 – 30 gennaio 2026
Rappresentanza di interessi: la Camera approva in prima lettura
La Camera dei Deputati ha approvato il 29 gennaio 2026 in prima lettura, con 122 voti favorevoli e 104 astensioni delle opposizioni, il disegno di legge sulla regolamentazione dell’attività di rappresentanza di interessi, che ora passa all’esame del Senato. Il provvedimento introduce per la prima volta in Italia una disciplina organica del lobbying, richiesta anche dalla Corte costituzionale nella recente sentenza sul traffico d’influenze e sollecitata dall’Unione europea e dal Consiglio d’Europa per colmare un vuoto normativo che durava da decenni.
Il cuore della riforma è l’istituzione presso il CNEL del Registro pubblico per la trasparenza dell’attività di rappresentanza di interessi, un registro unico e obbligatorio destinato ad assorbire quelli già attivi presso altre istituzioni, come quello creato alla Camera durante la presidenza Fico. Il CNEL provvederà all’organizzazione del Registro e alla sua pubblicazione. Viene inoltre istituita un’agenda degli incontri tra decisori pubblici e rappresentanti di interessi iscritti, e si prevede l’adozione di un Codice deontologico da parte del Comitato di sorveglianza, organo di controllo da costituirsi presso il CNEL. Il presidente della Commissione Affari costituzionali Nazario Pagano, relatore del testo, ha definito l’approvazione “un passo storico” frutto di un’ampia indagine conoscitiva, audizioni e confronto tra maggioranza e opposizione. Le opposizioni, pur astenendosi, hanno chiesto lo spostamento del Registro dal CNEL all’Agcom.
Futuro nazionale: Vannacci deposita il logo
Roberto Vannacci accelera sulla costruzione del suo profilo politico autonomo depositando ufficialmente il marchio “Futuro Nazionale” presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale. Il simbolo scelto, caratterizzato da una fiamma tricolore e dal cognome del Generale in giallo su sfondo blu, non è una semplice operazione di branding commerciale. La registrazione copre infatti categorie strategiche come l’organizzazione di manifestazioni politiche e la gestione di campagne elettorali, delineando di fatto l’ossatura di un potenziale nuovo partito.
Questa mossa, secondo gli esperti, potrebbe segnare un punto di non ritorno nei rapporti con la Lega, rendendo l’addio a Matteo Salvini uno scenario sempre più concreto. Nonostante Vannacci liquidi la vicenda come un atto di tutela della propria immagine, il tempismo e la natura del deposito suggeriscono la volontà di smarcarsi da via Bellerio per capitalizzare il proprio consenso in totale autonomia. Per il Carroccio il rischio è altissimo: un movimento guidato dal Generale potrebbe drenare voti decisivi, spingendo il partito di Salvini verso una crisi di consensi senza precedenti.
Made in Italy 2030: il MIMIT presenta la roadmap industriale
Il 29 gennaio 2026 è stato presentato a Villa Lubin, sede del CNEL, il documento “Made in Italy 2030 – Per una nuova strategia industriale”, elaborato dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’evento, presieduto dal Presidente del CNEL Renato Brunetta e dal Ministro Adolfo Urso, ha visto la partecipazione di esperti, stakeholder, rappresentanti istituzionali e organizzazioni datoriali e sindacali. Il Libro Bianco, risultato della consultazione pubblica avviata dal Libro Verde di ottobre 2024, ha coinvolto oltre 200 stakeholder e think tank, tracciando una roadmap strategica per rafforzare la competitività del Paese e accompagnare le quattro grandi transizioni: demografica, geopolitica, digitale e green.
Il documento di 320 pagine delinea una strategia fondata su 18 filiere e 160 distretti, valorizzando le cosiddette 5 A del Made in Italy tradizionale (agroalimentare, abbigliamento, arredo, automazione, automotive) e individuando cinque settori emergenti del nuovo Made in Italy: economia della salute, economia dello spazio e della difesa, economia blu e cantieristica, turismo e tempo libero, industrie culturali e creative. Il Made in Italy di eccellenza genera complessivamente circa 692 miliardi di euro di fatturato e oltre 419 miliardi di export. Accanto ai punti di forza, il rapporto analizza le principali criticità strutturali: investimenti in ricerca e sviluppo, frammentazione delle imprese, costi energetici, oneri burocratici e carenza di capitale umano e finanziario. Il Ministro Urso ha sottolineato la necessità di una svolta nelle politiche europee, con riforme coraggiose per una vera politica industriale comune capace di confrontarsi con i modelli di Stati Uniti e Cina.
Omnibus digitale: alla Camera le proposte UE su AI e normativa digitale
La Commissione europea ha trasmesso alla Camera dei Deputati due proposte di regolamento del pacchetto Digital Omnibus, finalizzate alla semplificazione e razionalizzazione del quadro normativo digitale europeo. La prima proposta, che modifica l’AI Act e introduce regole semplificate sull’intelligenza artificiale, è stata assegnata alle Commissioni riunite IX Trasporti e X Attività produttive. La seconda proposta, che interviene su GDPR, ePrivacy, NIS2 e altri strumenti digitali e abroga tre regolamenti obsoleti, è stata assegnata alla Commissione IX Trasporti.
Il pacchetto si articola in un intervento verticale sull’AI Act e uno orizzontale sul quadro digitale generale. La proposta sull’intelligenza artificiale introduce tempistiche graduate e flessibili per i sistemi ad alto rischio, collegando l’applicazione degli obblighi alla disponibilità di standard tecnici e linee guida, con scadenze massime definite per evitare ritardi indefiniti. Viene inoltre chiarita la disciplina per il trattamento di categorie particolari di dati necessari a individuare e ridurre bias e discriminazioni nei sistemi AI. La seconda proposta integra nel GDPR parte della disciplina sui cookie attualmente contenuta nella Direttiva ePrivacy, regolamentando in modo unitario cookie, SDK, fingerprinting e identificatori di dispositivo. Vengono inoltre modificati il Data Act, il Single Digital Gateway e direttive su cybersecurity. Il pacchetto prevede l’abrogazione di tre regolamenti (libero flusso dati non personali, business-to-platform e Data Governance Act), consolidandone le disposizioni nel Data Act per semplificare il quadro normativo.
Le principali novità dal Consiglio dei ministri
Via libera al nuovo Decreto PNRR
Il Consiglio dei Ministri n. 158 del 29 gennaio 2026 ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro Tommaso Foti, il decreto-legge recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione. Il provvedimento interviene con una revisione generale di oltre 400 adempimenti amministrativi a carico di cittadini, famiglie e imprese, puntando su digitalizzazione, contrazione dei termini procedurali e interoperabilità delle banche dati pubbliche. Si rafforza il principio cardine secondo cui il cittadino o l’impresa non debbano fornire alla pubblica amministrazione dati già in suo possesso: lo scambio telematico tra banche dati diventa l’unico canale di acquisizione documentale.
Per le opere strategiche restano confermati i termini ridotti per i pareri VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e paesaggistici, mentre vengono potenziati i poteri sostitutivi per sbloccare i cantieri entro scadenze perentorie in caso di inerzia amministrativa. Sul versante delle microimprese, il decreto semplifica gli obblighi di comunicazione e pubblicità relativi agli aiuti di Stato, valorizzando le informazioni già presenti nel Registro Nazionale degli Aiuti (RNA). Per i crediti d’imposta legati a Transizione 4.0, viene semplificato l’iter di certificazione degli investimenti attraverso maggiore integrazione tra le banche dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’Agenzia delle Entrate. In materia di telecomunicazioni, si potenzia il ricorso alla SCIA per l’installazione di reti a banda ultra-larga, accelerando la copertura digitale del territorio.
Venerdì 30 gennaio, ore 17.30