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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
30-4
luglio

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 24/2025

30 giugno – 4 luglio

Dazi USA-Ue: si punta al 10%

A pochi giorni dalla scadenza della tregua commerciale tra Stati Uniti e Unione europea, cresce la pressione per evitare una nuova ondata di dazi. Il 9 luglio scade il patto che aveva congelato le misure introdotte da Trump contro le esportazioni europee. “Mi aspetto una valanga di accordi prima del 9 luglio”, ha dichiarato il segretario al Tesoro USA Scott Bessent, lasciando intendere che il dialogo con Bruxelles è ancora aperto. L’Unione europea punta a un “accordo di principio”, come confermato da Ursula von der Leyen, sul modello di quello siglato tra USA e Regno Unito: un’intesa politica su cui costruire, nei mesi successivi, i dettagli tecnici. Sul tavolo, l’ipotesi di accettare dazi americani del 10% in cambio di esenzioni su settori strategici europei come farmaceutica, acciaio, alluminio e automotive.

Le capitali europee invocano una soluzione rapida: Berlino punta su un’intesa “semplice e veloce”, mentre Parigi insiste su un accordo “giusto e con le tariffe più basse possibili”. Ma è l’Italia a esporsi di più. «Anche se sarà un braccio di ferro, voglio essere ottimista», ha detto Antonio Tajani, che guarda a un grande mercato transatlantico a tariffe zero. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, invece, ha richiamato l’attenzione sull’effetto del cambio: «La svalutazione del dollaro è una forma di dazio implicito», ha spiegato, sottolineando il triplice impatto di dazi, fiscalità e finanza.

Nel frattempo, i grandi gruppi industriali – da LVMH a Mercedes – intensificano il pressing su Bruxelles e sulle capitali per chiudere l’accordo ed evitare nuove barriere. Il tempo stringe, ma un’intesa politica resta ancora possibile.

Gli esiti dell’incontro tra Meloni e il Primo Ministro malese

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Roma il primo ministro malese Anwar Ibrahim, accompagnato da una delegazione ministeriale. Obiettivo dell’incontro era rafforzare i rapporti bilaterali tra Italia e Malesia, con un focus particolare sulla cooperazione nei settori della difesa, dell’energia e degli investimenti, inclusi i minerali critici. Presenti anche i ministri Tajani e Crosetto, a conferma della rilevanza strategica dell’intesa. Il vertice ha fatto seguito alla Tavola rotonda economica del 2 luglio tra i due Paesi e ha incluso uno scambio di opinioni su temi internazionali, in particolare il Medio Oriente e il ruolo dell’Asean nell’Indo-Pacifico. Meloni ha accettato l’invito di Ibrahim a recarsi prossimamente in visita in Malesia.

Sul piano regionale, la Malesia mantiene una politica estera neutrale e punta a diversificare le sue relazioni economiche senza schierarsi completamente con blocchi come i Brics, di cui ha scelto di essere solo “Paese partner”. Questa cautela si lega anche alla volontà di non esporsi alla politica di dedollarizzazione guidata da Russia e Cina.

In tema di difesa, Kuala Lumpur promuove l’autosufficienza industriale e la cooperazione regionale tra i Paesi dell’Asean per ridurre la dipendenza da fornitori esterni, specialmente in un contesto delicato come quello del Mar Cinese Meridionale. Il ministro della Difesa malese ha sottolineato l’importanza di sviluppare capacità interne nella produzione di armi e tecnologie militari. In quest’ottica, l’Italia potrebbe svolgere un ruolo di supporto grazie al proprio know-how nel settore.

Al via l’esame del DL Economia

È ufficialmente iniziato al Senato l’iter di conversione del DL Economia, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 giugno 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno. Il decreto mobilita risorse su imprese, infrastrutture, welfare e innovazione. Tra le misure principali: rifinanziamento del Fondo per opere indifferibili (anche ex PNRR), fondi per rigenerazione urbana e trasporto rapido di massa, edilizia carceraria, manutenzione stradale e Giubileo dei Giovani. Previsto anche un pacchetto sociale con contributi alle madri lavoratrici, sostegno al Terzo settore e proroghe per i territori colpiti da sisma. Sul fronte sanitario arriva una sanatoria per i dispositivi medici 2015-2018. Spazio poi al rinvio della sugar tax, a novità fiscali su beni d’arte, al recepimento del regolamento MiCAR sulle cripto-attività e al rafforzamento delle norme antiriciclaggio. Interventi mirati riguardano, infine, start-up, export verso l’India, agricoltura innovativa e turismo.

Il decreto, annunciato in Aula nel corso della seduta del 1° luglio, è stato assegnato in sede referente alla Commissione 5a Bilancio del Senato, che ha già avviato l’esame: il 1° luglio è stato proposto lo svolgimento di un ciclo di audizioni; gli emendamenti – come stabilito dalla riunione dell’Ufficio di Presidenza del 2 luglio – potranno essere presentati entro l’8 luglio, alle ore 12.

Fine vita: adottato il testo base

Dopo mesi di stallo, le Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali del Senato hanno adottato come testo base la proposta sul suicidio assistito presentata dai relatori Zanettin (FI) e Zullo (FdI). Il testo, formato da quattro articoli, sostituisce le cinque proposte precedenti e arriverà in Aula il 17 luglio. Il provvedimento riconosce il diritto alla vita come “presupposto di tutti i diritti”, affida la valutazione dei requisiti a un Comitato nazionale nominato dal Governo e – punto più controverso – esclude completamente il Servizio sanitario nazionale: medici, farmaci e strutture pubbliche non potranno essere impiegati per accompagnare al suicidio assistito. Obbligatorie le cure palliative per accedere al trattamento, con poteri sostitutivi alle Regioni inadempienti. Ridotti i tempi per ripresentare domanda, in caso di diniego, da quattro anni a 180 giorni.

Durissime le reazioni delle opposizioni. Per Alfredo Bazoli (PD), si restringono i criteri fissati dalla Corte, si politicizza il comitato e “si privatizza il fine vita, negando uniformità e parità di accesso”. La Vicepresidente del Senato, Maria Domenica Castellone (M5S), accusa: la proposta “richiede che le persone che fanno accesso a questo percorso siano inserite in percorsi di cure palliative quando invece ciò non è scritto nella sentenza della Corte”. Riccardo Magi (+Europa) parla di “un’offesa alle persone che soffrono, ai loro familiari e alla laicità dello Stato”: “si esclude il pubblico, si introduce una selezione economica. Il governo mette le mani sul letto di morte dei cittadini. Meglio nessuna legge che questa legge”.

Venerdì 4 luglio, ore 15.30